Euro-crisi/ Moody's taglia il rating dell'Irlanda-Affari.it
L'agenzia internazionale Moody's ha tagliato il rating dell'Irlanda, portandolo da 'AA2' a
'BAA1'. L'outlook e' negativo e dunque l'Irlanda rischia un ulteriore downgrade. La decisione
e' stata presa per le passivita' delle banche, l'accresciuta incertezza dello scenario economico e il
declino della forza finanziaria.
Moody's nota che la competitivita' e le agevolazioni fiscali del paese sono "credit-positive". La
decisione di tagliare il rating e' anche legata alle recenti informazioni economiche e, in
particolare, alla tenuta dell'export. Moody's, inoltre, non esclude ulteriori tagli al rating
dell'Irlanda se le misure assunte dal governo per risanare i conti pubblici risulteranno ''insufficienti''.
Insomma, รจ servito a poco l'accordo raggiunto ieri a Bruxelles sulla modifica del trattato di
Lisbona che permettera' la messa in campo di un meccanismo permanente anticrisi, che
sostituira' nel 2013 quello istituito nei mesi scorsi dopo la crisi greca. "Oggi e' stato un giorno
importante per l'Europa - ha detto Barroso - Credo che abbiamo fatto quello che era necessario
fare". Tutti attorno al tavolo, ha proseguito, hanno mostrato la determinazione di fare quanto
necessario per difendere la stabilita' dell'Eurozona: siamo uniti in questo".
Quanto agli eurobond "anticrisi", non e' ancora il momento giusto. E' questo risultato dalla
breve discussione sull'argomento fra i 27 capi di Stato e di governo al termine della prima
giornata del Consiglio europeo. Il tema, secondo quanto riferiscono fotni diplomatiche, e' stato
riproposto anche stasera dal premier lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo Jean Claude
Juncker, che una decina di giorni fa aveva lanciato la proposta degli Eurobond con un articolo
firmato assieme al ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulle colonne del Financial Times. La
"frenata", riferiscono le fonti, sarebbe giunta stasera tanto dal presidente della COmmissione Jose'
Manuel Barroso quanto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.
Intanto il vertice prosegue e, secondo indiscezioni, i leader europei hanno trovato
l'accordo sull'allungamento della scadenza delle emissioni di titoli del debito pubblico. "Gli
stati membri - si legge in una bozza di documento concordata a Bruxelles - si sforzeranno di
allungare la scadenza delle loro emissioni di bond, per evitare picchi di rifinanziamento".
Nella bozza di documento in preparazione a Bruxelles si dice anche che il meccanismo permanente
salva-Stati, che sara' lanciato a meta' 2013, conterra' la possibilita' di perdite anche per gli investitori
privati in caso di ristrutturazione del debito. Inoltre si potranno avviare azioni giudiziarie
collettive per tutti i nuovi bond europei emessi dopo giugno del 2013 e sara' consentito decidere
a maggioranza, in caso di insolvenza, nei negoziati con chi ha emesso i bond. Tuttavia non si e'
ancora quantificata la soglia di questa maggioranza.
La bozza di documento prevede anche che le class action verranno modellate sulla base di
quelle gia' esistenti negli Usa e in Gran Bretagna. Infine la bozza conferma che qualsiasi processo
di ristrutturazione del debito dovra' essere in linea con la pratica correntemente utilizzata dal Fondo
monetario internazionale.