30_Guida__agli_uccelli_acquatici_1712006-112118 by panniuniu

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									             UCCELLI ACQUATICI DEL PIACENTINO
Gaviiformes Podicipediformes Pelecaniformes Ciconiiformes phoenicopteriformes Anseriformes
Gruiformes Charadriiformes (aggiungerei questo sottotitolo in seconda copertina)



BATTAGLIA ANGELO
Istruttore di vigilanza provinciale




                                                                                             RINGRAZIAMENTI

 Ringrazio il Prof. Giacomo Coperchini per avermi fornito copia del lavoro del Ferragni Per le informazioni e
 osservazioni interessanti: Bassano Riboni (Nino), Carlo Botti, Savino Finetti, Aldino Valli (Wainer), i colleghi
   della Polizia provinciale che hanno collaborato ai censimenti, Valter Pandini, Luca Canova, Enrico Merli,
                        Fausta Casadei per i consigli utili e tutti coloro che in qualche modo mi hanno aiutato.


         Dedico questo modesto lavoro ai miei genitori, ai miei figli, a mia moglie e all‟amico Walter Marcarini,
                            compagno di tante escursioni, improvvisamente mancato all‟età di soli 36 anni.




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INTRODUZIONE..................................................................................................................................... Pag.

Gaviiformes............................................................................................................................................ Pag.

Podicipediformes.................................................................................................................................... Pag.

Pelecaniformes....................................................................................................................................... Pag.

Ciconiiformes........................................................................................................................................... Pag.

Phoenicopteriformes................................................................................................................................. Pag.

Anseriformes............................................................................................................................................ Pag.

Charadriiformes.................................................................................................................................... Pag.

Check list degli uccelli acquatici nidificanti in provincia..................................................................... Pag.

Conclusione.......................................................................................................................................... Pag.

Bibliografia............................................................................................................................................. Pag.

Legislazione............................................................................................................................................ Pag.




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INTRODUZIONE


Questo lavoro intende dare un contributo alla conoscenza degli uccelli acquatici del piacentino riassumendo
le principali notizie, riportando le osservazioni più interessanti e i censimenti specifici per cercare di valutarne
la consistenza, la fenologia e quando possibile il trend delle popolazioni anche attraverso la comparazione
con vecchi studi effettuati alla fine dell‟ottocento primi del novecento.

Per quanto riguarda le specie elencate, oltre alle mie osservazioni riporto le segnalazioni di naturalisti e
cacciatori che ritengo attendibili, alcuni dati sui censimenti da me effettuati e altri studi vecchi e nuovi per
capire il tipo di presenza delle diverse specie e l‟evoluzione che queste hanno avuto nella nostra provincia.
Questi dati potranno essere in futuro integrati e confrontati, ricavando maggiori informazioni non solo su
questi uccelli, ma anche sullo stato del nostro ambiente in quanto gli uccelli sono ottimi indicatori ambientali
per cui l‟aumento o la diminuzione delle varie specie può essere sintomo di una maggiore o minore integrità
e tutela del nostro ambiente.

Riporto inoltre alcuni stralci della normativa vecchia e nuova sulla caccia agli uccelli acquatici che interessa
in particolare le zone rivierasche del Po con alcuni tipi di caccia caratteristici e singolari.




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LE MIGRAZIONI DEGLI UCCELLI


Le migrazioni degli uccelli sono tra i fenomeni più spettacolari e per molti versi misteriosi che la natura ci
offre. La maggior parte degli uccelli intraprendono due volte all‟anno spostamenti dal luogo di nidificazione
alle zone di svernamento e viceversa, in primavera, per ritornare ai luoghi di nidificazione. Questi viaggi non
sono casuali ma sono prefissati nell‟istinto degli uccelli che li eseguono da millenni, ancora molto tempo
prima che l‟uomo comparisse sulla terra e variano da specie a specie. Perché gli uccelli si assoggettano a
questi lunghi viaggi e a tutti i rischi che questi comportano dato che nei tropici dispongono per tutto l‟anno
del nutrimento e dell‟habitat adatto alla loro vita? Se le migrazioni fossero inutili o presentassero maggiori
svantaggi, la selezione naturale avrebbe favorito le specie stanziali ed invece è avvenuto l‟opposto
diventando la regola anziché l‟eccezione. Un vantaggio di un‟estate trascorsa nel lontano settentrione è che
una vasta area è temporaneamente disponibile per le specie migranti, lo spazio per le nidificazioni e
l‟allevamento della prole sono favorevoli potendo sfruttare notevoli risorse alimentari anche grazie
all‟aumento delle ore di luce a disposizione. Si può supporre che la temperatura, le condizioni
meteorologiche locali , la disponibilità di cibo e altre condizioni ambientali possano influire direttamente sulle
migrazioni e sul momento della partenza dai luoghi di nidificazione e di svernamento. In effetti le partenze e
gli arrivi della maggior parte degli uccelli migratori sono più strettamente correlati con la data del calendario
che con le condizioni atmosferiche locali o l‟abbondanza di cibo. Molti uccelli cominciano la migrazione
quando il clima è ancora mite e il cibo abbondante; è il caso ad esempio di molti limicoli che già in luglio e
agosto compaiono nella nostra provincia dopo essersi riprodotti nel nord Europa . Il comportamento degli
uccelli è tanto più sorprendente se si pensa alla precisione con cui alcune specie regolano il proprio
calendario stagionale con arrivi e partenze nella stessa settimana se non nello stesso giorno. Prima di
intraprendere le migrazioni gli uccelli accumulano notevoli quantità di grasso che servirà come carburante
per i loro lunghi spostamenti. Un aspetto ancora misterioso riguarda la capacità di orientamento degli uccelli
migratori. Alcune migrazioni seguono delle direttrici preferenziali dette rotte migratorie, altre invece
procedono su un largo fronte. Gli uccelli per trovare la loro strada possono avvalersi della vista ben
sviluppata, possono orientarsi seguendo i fiumi, i rilievi e il paesaggio, possono utilizzare l‟olfatto, ma che
dire degli uccelli che migrano di notte e attraversano ampi tratti di mare aperto? Si pensa quindi alla
possibilità di orientarsi con le stelle, ma in caso di cielo coperto? Si pensa allora alla possibilità che gli uccelli
posseggano una sorta di bussola interna che permetta loro di orientarsi sfruttando il magnetismo terrestre,
tutte ipotesi non ancora pienamente comprese dall‟uomo. Intanto gli uccelli continuano a volare per migliaia
di chilometri e ritrovano i luoghi di nidificazione e di svernamento, compatibilmente all‟azione devastatrice
dell‟uomo che sfrutta, trasforma e sconvolge superfici terrestri e zone umide sempre più vaste.




CENSIMENTI DEGLI UCCELLI ACQUATICI SVERNANTI


Per valutare scientificamente la consistenza numerica a livello dell‟Europa nord occidentale, sono stati
organizzati dal 1967 censimenti internazionali che poi si sono estesi verso la metà degli anni ottanta al
Paleartico occidentale, interessando oltre 40 Paesi. Questi censimenti (International Waterfowl Census IWC)
si basano su rilevamenti annuali, in migliaia di zone umide interne e costiere. Il censimento principale, si
svolge a metà gennaio quando, terminate le migrazioni, gli uccelli si sono stabiliti nei quartieri di
svernamento. Al fine di agevolare questi censimenti le zone umide italiane sono state suddivise in


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Comprensori (comprendenti più siti omogenei) e località singole, la nostra provincia è stata suddivisa in 8
comprensori comprendenti 24 località (INFS, 1994 e successivi aggiornamenti).
Per la provincia di Piacenza, questi censimenti vengono da me eseguiti con la collaborazione dei colleghi,
agenti della Polizia Provinciale, sia a piedi che in barca (i risultati di questi censimenti vengono riportati nelle
diverse specie del presente lavoro).
I dati raccolti per l‟Italia dall‟Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, venivano inviati al International
Waterfowl Research Bureau (I.W.R.B.), ora Wetlands International, che raccoglie i dati delle varie nazioni e
li elabora per stimare la consistenza delle popolazioni, elemento indispensabile per avviare progetti di tutela
e prelievi compatibili.
Trattandosi di specie migratorie, ogni Paese ha la responsabilità della loro tutela, alcuni durante il periodo
delle nidificazioni, altri durante le migrazioni e lo svernamento. Questo dovrebbe impegnare a programmare
la caccia sulla base dei predetti censimenti e al mantenimento e miglioramento dell‟habitat.
Per quanto riguarda la nostra Provincia le zone più frequentate dagli uccelli acquatici sono il fiume Po nel
tratto Foce Nure-Isola Serafini (evidenziato anche dall‟INFS nell‟ambito delle aree di principale interesse per
la definizione delle rotte di migrazione degli uccelli acquatici), il Trebbia dal ponte di S. Antonio a Rivalta, il
torrente Nure da S. Giorgio a Ponte dell‟Olio e le vasche dell‟Eridania a Sarmato, le quali pur essendo
artificiali, offrono rifugio tranquillo trovandosi all‟interno di una zona di ripopolamento e cattura. Queste
vasche vengono periodicamente prosciugate lasciando scoperto il fondo melmoso attirando molte specie di
anatidi e limicoli. Le zone sopra elencate sono attualmente quelle maggiormente frequentate perché in
qualche modo protette, ma vi sono altre zone ancora naturalisticamente valide come diverse isole e
meandri, la cui protezione porterebbe sicuramente ad un aumento della biodiversità e alla tutela di specie
ormai rare.




AREA DELLA RICERCA E STUDI STORICI

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La ricerca e i censimenti riguardano la Provincia di Piacenza che si estende per circa 2590 Km , ma
interessa principalmente i corsi d‟acqua, le zone umide e l‟Oasi de Pinedo in particolare.
Nel riportare le notizie e gli avvistamenti sul Po non ho considerato i confini amministrativi della provincia ma
ho considerato l‟intero corso d‟acqua e alveo asciutto (lanche, sabbioni e isole comprese), arrivando quindi
fino alla riva sinistra lombarda. Come lunghezza il tratto dal confine con Pavia (a monte del ponte di
Mezzano) al confine con Parma (che coincide con la foce dell‟Arda Ongina), tenendo conto anche dei due
rami in cui si divide a Isola Serafini, è di circa 100 chilometri, (codice PC 0100 F. Po tratto 4, come da elenco
delle zone umide italiane e loro suddivisione in unità di rilevamento dell‟avifauna acquatica, dell‟Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica).
In fondo ad ogni specie, riporto il lavoro del Dott. Edoardo Imparati, curatore del gabinetto di scienze naturali
presso il Reale Istituto Tecnico G.D. Romagnosi dove vennero raccolti gli uccelli imbalsamati a cui fa
riferimento nella sua prima e seconda nota degli Uccelli del Piacentino, pubblicate rispettivamente nel 1898
e 1899. (Questi esemplari sono ora conservati presso il Museo di Storia Naturale di Piacenza).
Inoltre riporto le importanti e spesso dettagliate notizie lasciateci dall‟ornitologo cremonese Odoardo
Ferragni, che pubblicò tra l‟altro, un elenco degli uccelli e dei pesci del Piacentino in occasione della prima
mostra sul Po nel 1908. Ferragni era un grande conoscitore del Po e della sua fauna, raccoglitore delle
specie più rare che egli stesso abbatteva e preparava in pelle, proprio per fini di studio, era amico dello
stesso Imparati e gli riferiva le sue conoscenze che vengono spesso riportate nel lavoro dell‟Imparati stesso.
Non bisogna scandalizzarsi se all‟epoca gli studi ornitologici venivano eseguiti abbattendo gli animali in

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quanto il birdwatching, termine inglese per definire l‟osservazione degli uccelli utilizzando binocoli e
cannocchiali e lo studio attraverso la cattura con reti e successiva liberazione degli uccelli inanellati, sono di
molto successivi.
Da segnalare come studioso della nostra fauna anche il Dott. Alberto del Prato che pubblicò un catalogo
degli uccelli rinvenuti nelle provincie di Parma e Piacenza ( tip. e lit. di G. Ferrari e figli 1881). Non riporto
questi dati in quanto gli stessi sono già stati presi in considerazione nel lavoro dell‟Imparati.
A distanza di circa un secolo grazie a questi appassionati naturalisti, si possono fare interessanti confronti
sulla presenza delle varie specie e sulle variazioni che ci sono state nelle popolazioni e nelle presenze di
questi uccelli nella nostra Provincia.




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CACCIA AGLI UCCELLI ACQUATICI


La caccia alla migratoria acquatica è praticata specialmente dai residenti lungo il Po ed è possibile, dopo
l‟entrata in vigore della legge n. 157 del 1992 da appostamento o vagante. Prima si svolgeva anche
utilizzando una apposita barchetta a chiglia piatta detta batleina e anticamente barbotta o uccelliera, la
quale era provvista di una schermatura, detta sparagna o nascundarola, mimetizzata con canne o altra
vegetazione per nascondere il cacciatore e spesso il conduttore, che remava per avvicinarsi allo stormo di
anatre. In passato veniva usata anche la spingarda, una specie di cannoncino fissato con un perno alla
barca che poteva sparare grosse quantità di piombo a distanza notevole con conseguente grave impatto sui
gruppi di anatre. Vi erano vari tipi di spingarda, tra i più usati il cal. 8, il cal. 4 che sparava 120 grammi di
piombo e il 41 che sparava 450 grammi di piombo. Alcune erano costruite artigianalmente e sembravano
pezzi di artiglieria, le prime ad avancarica mentre le più recenti a retrocarica (rif. Sig. Botti). Il sig. Finetti di
Roncarolo, ora scomparso, che ha passato la vita sul Po come cacciatore e pescatore di mestiere mi riferiva
di aver ucciso con un solo colpo di spingarda ben 36 marzaiole, così pure il sig. Botti Carlo di Santimento, il
quale mi riferiva, tra l‟altro, che suo padre nel 1936 era arrivato ad uccidere 47 anatre sempre con un solo
colpo e 117 fra germani, alzavole, moriglioni e fischioni in una sola mattinata di caccia, durante una piena
del Po nel 1940. Un vecchio cacciatore di anatre mi riferiva che nella stagione di caccia 1975/76 aveva
abbattuto sul Po circa 200 anatre, in questo caso solo con l‟uso del fucile, essendo stata la spingarda vietata
dal 1974. Sia il sig. Finetti che il sig. Botti erano concordi nel ritenere in forte calo molte anatre, in particolare
Codone, Canapiglia, Fischione, Moretta, Mestolone, Marzaiola e Alzavola (che molti ritengono in passato più
comune del Germano). Nonostante il divieto d‟uso della spingarda, la caccia continuò con l‟utilizzo di fucili a
cinque colpi altrettanto micidiali. Attualmente vengono consentiti solo i fucili a tre colpi, anche di tipo
magnum, i quali permettono un tiro utile maggiore.
Gli appostamenti una volta erano per la maggior parte di tipo fisso: vere e proprie baracche con tanto di
riscaldamento tavolo e sedie. Mi ricordo di aver più volte visitato con mio padre l‟appostamento del sig.
Finetti, detto Sapan, presso la foce del Nure trovandolo di particolare fascino, con gli stampi fatti sul posto
con legno o sughero (sagome degli uccelli con scopo di richiamo, detti magatòn verso Caorso e stalòn verso
Calendasco), i tramagli e l‟immancabile consunto ma efficiente binocolo che serviva a scrutare il Po e le sue
nebbie per vedere se qualche branco di anatre si posava fra i richiami. Per il cacciatore veniva quindi la
parte più emozionante, cercando di arrivare con il barchino a tiro senza farsi vedere e cercando di abbattere
il maggior numero di uccelli.
Va considerato che in passato il Po era un grande serbatoio di selvaggina e di pesce a cui molti attingevano
non tanto per diletto, come avviene oggi, ma anche per il sostentamento di intere famiglie. La legge 157/92
ha introdotto il divieto di caccia da natanti per cui ora è possibile l‟esercizio venatorio da appostamento o
vagante. L‟appostamento viene sistemato sulla riva in vicinanza dei richiami vivi (normalmente sono germani
o anatre germanate), e agli stampi (attualmente in plastica), consentendo così di poter sparare direttamente
agli uccelli che si posano in acqua attirati dai richiami.
Negli ultimi anni il numero di appostamenti di caccia agli acquatici si aggira sulla trentina di capanni
temporanei oltre ad alcuni fissi autorizzati sulla sponda lombarda, oltre a quelli del F. Po alcuni capanni sono
presenti nel T. Nure a valle del ponte di San Giorgio, alla foce del F. Trebbia e dei Torrenti Tidone e Arda.
Da un controllo dei tesserini regionali da me effettuato alla fine della stagione venatoria 1997/98 durante i
controlli dei cacciatori trovati lungo il Po, risultavano abbattuti da un minimo di qualche germano per i
cacciatori che fanno questo tipo di caccia solo saltuariamente a un massimo di 35 capi costituiti per la
maggior parte da Germani, poi Alzavole, Fischioni, Folaghe e Moriglioni in ordine decrescente, quasi nulli gli
abbattimenti dei trampolieri per le scarse popolazioni presenti da noi. Considerando una media di circa 15
uccelli per cacciatore e moltiplicando per circa 60 cacciatori (circa 30 appostamenti per due cacciatori) si ha
una stima (molto approssimata per difetto perché non comprensiva dei cacciatori lombardi e di quelli che

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fanno caccia vagante) di circa 900/1000 uccelli acquatici abbattuti nella stagione venatoria 1997/98. Tali
abbattimenti si possono considerare scarsi rispetto a un recente passato ma consistenti se facciamo
riferimento al censimento degli anatidi svernanti (con il censimento del gennaio 1998 sono strati registrati
1450 tra germani, alzavole e moriglioni). Va considerato inoltre il disturbo provocato da questa attività, che
limita la sosta di molti migratori, costringendoli a spostarsi in continuazione per trovare zone più tranquille.
I Cacciatori in possesso del tesserino degli ATC PC1, PC 2 e PC 16 (fascia lungo il Po) per la stagione
1997/98 sono stati 1889 di cui 1417 residenti e 472 non residenti. Nella stessa stagione i cacciatori
sull‟intero territorio provinciale erano 5791 di cui 4046 residenti in provincia e 1745 forestieri. Sei anni dopo,
nella stagione 2003/2004 i cacciatori degli ATC rivieraschi del Po sono diventati 1689 di cui 1329 piacentini e
360 provenienti da altre provincie. A livello provinciale i cacciatori sono complessivamente diventati 5391
(400 in meno rispetto sei anni prima), di cui 3621 residenti in provincia ed i restanti 1770 forestieri.
I cacciatori piacentini che possiedono Germani reali vivi a scopo di richiamo sono una cinquantina (43
persone nel 1998 e 54 con 340 germani posseduti nel 2001) a cui si aggiungono i cacciatori lombardi e quelli
che fanno la caccia vagante. Va considerato inoltre che non tutti i cacciatori rispettano le leggi e proprio in
questo tipo di caccia è abbastanza frequente il bracconaggio. I sistemi illegali usati sono i più disparati, si va
dall‟uso della barca a volte perfino dotata di motore a scoppio o elettrico, per arrivare più facilmente a tiro
delle anatre, all‟uso di richiami elettroacustici con amplificazione del suono per attirare gli anatidi. Vi è poi
chi entra a caccia addirittura nell‟Oasi de Pinedo e chi non rispetta nemmeno le specie protette.
Altri bracconieri conoscono le abitudini dei germani i quali si rifugiano di giorno nelle zone chiuse alla caccia
e alla sera partono per alimentarsi lungo il Po e nelle stoppie limitrofe ai corsi d‟acqua e li aspettano, oltre
l‟orario consentito per abbatterli.
Per chi intende approfondire l‟analisi del prelievo venatorio vedere il piano faunistico venatorio provinciale
2000 parte IV di Walter Pandini pag. 137/139.




(Allegare una carta del Po dei primi del 900 e recente evidenziando le differenze)




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CURIOSITÀ STORICHE IN MERITO ALLA REGOLAMENTAZIONE DELL’ATTIVITÀ VENATORIA AGLI
UCCELLI ACQUATICI


Per dare un‟idea della legislazione venatoria in materia di acquatici, spesso confusa e modificata da decreti ,
leggine e regolamenti vari, riporto alcune norme vecchie e nuove per capire l‟evolversi di questo particolare
tipo di caccia, il quale purtroppo è stato sempre considerato meno importante della caccia alla selvaggina
stanziale, considerata “nobile”, permettendo di fatto per anni una caccia indiscriminata.


Regio decreto 5 giugno 1939 n. 1016
“Art. 12 La caccia e l’uccellagione sono permesse dalla prima domenica di settembre al primo gennaio , salvo le seguenti
eccezioni: omissis
Il ministro per l’agricoltura e per le foreste può consentire , eccetto che nella zona alpi, la caccia al colombaccio,
colombella, storno, merlo, tordo, tordo sassello, cesena, allodole, fringillidi, falchi, corvi, cornacchie, gazza, ghiandaia,
palmipedi e trampolieri, fino al 31 marzo; nonché l’uccellagione , con maglia larga non inferiore a cm. 3 di lato , al
colombaccio, alla colombella, allo storno, ai palmipedi e ai trampolieri, esclusa la beccaccia fino alla stessa data.
Il ministro può inoltre, udito il comitato centrale, consentire alcune forme di caccia e uccellagione, anche anteriormente
alla prima domenica di settembre e anche dopo il 31 marzo,.......... “
Queste deroghe venivano ampiamente usate per la migratoria in molte regioni, cito ad esempio il D. M.
9/4/65 che prolungava l‟esercizio venatorio fino al 3 maggio.


Testo unico delle leggi sulla caccia approvato con R.D. 5/6/1939 n. 1016 modificato dalla legge n. 799 del
2/8/1967.
“Art. 12 La caccia è consentita: omissis
4) alla folaga, fringuello, germano dall’ultima domenica di agosto al 28 febbraio.
5) agli alaudidi, cesena, colombaccio, colombella, cornacchie, corvi, falchi, gazza, ghiandaia, palmipedi, passeri, storno,
    tordo bottaccio, tordo sassello, trampolieri dall’ultima domenica di agosto al 31 marzo.
La caccia può essere esercitata da un’ora prima della levata del sole a un’ora dopo il suo tramonto ........”
I soli uccelli acquatici non cacciabili erano la cicogna, i              cigni, la gru e il fenicottero. Per chi volesse
approfondire maggiormente questo testo unico può trovare interessanti spunti di riflessione, come ad
esempio il fatto che venivano considerate nocive specie già allora rare come il lupo, la lontra, il gatto
selvatico, i nibbi, l‟astore e il gufo reale e quindi il cacciatore aveva il dovere morale di ucciderle, mentre
veniva usato il termine selvaggina protetta non per le poche specie allora non cacciabili ma per alcune
specie di selvaggina stanziale di particolare interesse venatorio e alimentare fra le quali il cervo, il daino, il
capriolo, il camoscio lo stambecco, l‟orso, la marmotta , l‟istrice, la lepre, la pernice rossa, la pernice sarda ,
la starna, la gallina prataiola, solo per citarne alcune per le quali la” protezione” consisteva nell‟avere un
periodo di caccia più ristretto.


Legge 27/12/1977 n. 968
“Art. 11 c. 1) Omissis
2) Specie cacciabili dal 18 agosto alla fine di febbraio: germano reale, folaga, gallinella d’acqua.
3) Specie cacciabili dal 18 agosto fino al 31 marzo:........porciglione, alzavola, canapiglia, fischione, codone, marzaiola,
    mestolone, moriglione, moretta, beccaccino, colombaccio, frullino, chiurlo, pittima minore, pettegola, donnola, volpe,
    piviere, combattente.”
Da notare che sono ancora cacciabili specie assai rare come la Pittima minore ( che successivamente, con
decreto del presidente del consiglio dei ministri del 4/6/1982 verrà sostituita con la Pittima reale, anche
questa comunque molto scarsa), il Piviere, il Chiurlo, il Frullino e diverse anatre sicuramente non comuni in
tutta Italia.

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“Art. 14......... La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.”
Vengono introdotti due giorni di silenzio venatorio (martedì e venerdì). Le limitazioni al numero di capi da
abbattere, vengono demandate alle regioni. Con il calendario venatorio l‟Emilia Romagna consente
l‟uccisione per gli acquatici di non più di dieci capi fra palmipedi e trampolieri, dieci folaghe, cinque
colombacci e tre beccacce (al giorno e per ogni cacciatore). Consentendo però di segnare la migratoria
abbattuta sul tesserino regionale a fine giornata rende di fatto impossibile il controllo.
E‟ invece importante il fatto che la fauna selvatica con la legge 968/77 non viene più considerata cosa di
nessuno ma diventa proprietà indisponibile dello stato, inoltre invece di considerare tutte le specie cacciabili
tranne alcune escluse, viene indicato un elenco delle specie oggetto di caccia e vengono escluse di
conseguenza tutte le altre, proteggendo di fatto molte più specie.


Decreto del presidente del consiglio dei ministri 20/12/1979. Variazione dell’elenco delle specie cacciabili di cui
all’art. 11della legge 968/77.
“Art. 1 A partire dalla stagione venatoria 79/80 la caccia alle seguenti specie di uccelli : Passera mattugia Alzavola,
Canapiglia, Mestolone, Moriglione, Chiurlo, Pittima minore, Pettegola, Combattente, Tottavilla, Cesena, non potrà
potrarsi oltre il 28 febbraio.
Art. 2 Non potrà protrarsi oltre il 10 marzo la caccia alle seguenti specie: Passero, Passera oltremontana, Storno,
Porciglione, Fischione, Codone, Marzaiola, Moretta, Beccaccino, Colombaccio, Frullino, Donnola, Cappellaccia, Allodola,
Tordo bottaccio, Tordo sassello, Taccola, Corvo, Cornacchia nera, Pavoncella, Volpe , Piviere.”


Legge 11/2/1992 n. 157, attualmente in vigore e sostitutiva le precedenti
“Art. 18 b) Specie cacciabili dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio ....... Germano reale, Folaga, Gallinella
d’acqua, Alzavola, Canapiglia, Porciglione, Fischione, Codone, Marzaiola, Mestolone, Moriglione, Moretta, Beccaccino,
Colombaccio, Frullino, Combattente, Beccaccia, Pavoncella, .......”
Fra i divieti compare il divieto di sparare da natanti (anche non a motore).
Per quanto riguarda il numero di capi da abbattere giornalmente, resta il limite di dieci capi fra palmipedi e
trampolieri, dieci folaghe, dieci colombacci e tre beccacce, come previsto dai calendari venatori della regione
Emilia Romagna.



Per quanto sopra esposto risulta evidente la scarsa tutela accordata agli uccelli acquatici. Fino a pochi anni
fa essi erano per la maggior parte cacciabili da agosto alla fine di marzo consentendo la caccia sia nel passo
autunnale che agli svernanti e anche nel passo primaverile. Con la legge 157/1992 la caccia ha termine alla
fine di gennaio, consentendo così a un maggior numero di migratori di tornare ai luoghi di nidificazione. Non
si fa nessun riferimento però a una caccia basata su censimenti scientifici ed a prelievi compatibili con le
effettive popolazioni, le “limitazioni” di carniere agli attuali dieci capi giornalieri per cacciatore sembrano
esagerati, infatti basta guardare al numero di cacciatori (circa settecentomila solo in Italia) e rapportarli al
numero delle popolazioni stimate in base ai censimenti internazionali per rendersi conto che basterebbe
l‟uccisione di pochi esemplari per cacciatore per portare all‟estinzione molte specie. Per il fagiano, invece,
specie stanziale facilissima da allevare e ripopolare, il limite è di due capi al giorno. Importante funzione di
tutela assumono quindi i Parchi , le Oasi e gli altri istituti di protezione, dove trovano rifugio buona parte dei
migratori.




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Presenza medie delle specie di anatidi più abbondanti in Italia e Europa nel periodo 1996-2000, e in provincia di
Piacenza ____ (da Serra L. et al, 2004 modificato – in neretto sono indicate le specie attualmente cacciabili in Italia)

                                                  Provincia di Piacenza            Italia                 Europa
Volpoca                 Tadorna tadorna                    0-1                     6.345                  750.000
Fischione               Anas penelope                      0-8                    84.855                  300.000
Canapiglia              Anas strepera                      5-9                     5.879              75.000 –150.000
Alzavola                Anas crecca                       135                     67.770             750.000-1.375.000
Germano reale           Anas platyrhynchos                850                    107.163                 1.000.000
Codone                  Anas acuta                         0-3                     6.074                 1.000.000
Mestolone               Anas clypeata                      0-3                    18.911                  450.000
Fistione turco          Netta rufina                       0-1                      113                    50.000
Moriglione              Aythya ferina                      90                     37.581                 1.100.000
Moretta                 Aythya fuligula                    10                      5.926                  700.000
Orchetto marino         Melanitta nigra                     0                        80                  1.600.000
Orco marino             Melanitta fusca                     0                       107                  1.000.000
Quatrocchi              Bucephala clangula                 0-5                     2.306                   75.000
Smergo minore           Mergus srrator                     0-1                     1.536                   50.000


Come si può evincere dai dati riportati molte specie di anatre attualmente cacciabili hanno popolazioni di
poche centinaia di migliaia di individui mentre i cacciatori nei vari paesi sono sicuramente in numero
superiore, venendo quindi a incidere pesantemente sulle popolazioni stesse e senza effettivi controlli sul
prelievo in quanto manca una politica di gestione comune, indispensabile trattandosi, come già ribadito, di
un bene internazionale.
Da non sottovalutare anche l‟influenza del disturbo provocato dall‟attività venatoria sullo status e la dinamica
delle popolazioni degli uccelli migratori anche di specie non cacciabili. A questo riguardo riporto uno stralcio
da: Documenti Tecnici 4, Istituto Nazionale di Biologia della selvaggina , (ora I.N.F.S.).
“L’attività venatoria, per la sua stessa natura, costituisce sempre una causa di disturbo più o meno rilevante
per la fauna selvatica e in molti casi può condizionare lo status e la dinamica in maniera indipendente
dall’entità del prelievo. Infatti l’uccisione periodica di alcuni individui mantiene nell’ambito delle popolazioni
cacciate una condizione di costante allarme, che si ripercuote su molteplici aspetti del loro comportamento e
della loro ecologia. In questo l’influenza della caccia si discosta in maniera significativa da quella provocata
da altre attività umane non cruente che, pur essendo potenziali fonti di disturbo, in genere vengono meglio
accettate e consentono l’instaurarsi di fenomeni di notevole assuefazione (Lampio,1982; Meltofte,1982;
Perco 1982).”
“E’ inoltre opportuno ricordare che l’attività venatoria protratta troppo a lungo non influenza in maniera
negativa solo le specie oggetto di caccia, ma anche attraverso il disturbo, diverse specie non cacciabili che
frequentano gli stessi ambienti, e può essere considerata un fattore limitante della possibilità di
colonizzazione di nuovi territori da parte di specie migratrici pioniere (Basso e Boano, 1977; Brichetti e
Martignoni, 1983; Brichetti, Canova e Saino, 1984).”




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                                   UCCELLI ACQUATICI DEL PIACENTINO



Terminologia utilizzata


Nidificante: specie che porta a termine il proprio ciclo riproduttivo in un dato territorio (per il presente studio
la provincia di Piacenza).
Sedentaria: specie legata a un determinato territorio per tutto l‟anno. Normalmente viene portato a termine
il ciclo riproduttivo e sono possibili erratismi stagionali di breve portata. Possono essere utilizzati i sinonimi
Stanziale o Stazionaria.
Migratrice: specie che compie annualmente spostamenti dalle zone di nidificazione a quelle di
svernamento, viene considerata migratrice per un dato territorio quando vi transita senza nidificare o
svernare.
Estiva: specie o popolazione migratrice e nidificante in un determinato territorio, dove non viene effettuato lo
svernamento.
Estivante: specie che resta in un determinato territorio per buona parte del periodo estivo ma senza
nidificare. Solitamente si tratta di pochi individui che sono immaturi o impossibilitati a intraprendere la
migrazione per svariati motivi.
Svernante: specie migratrice che si sofferma per buona parte dell‟inverno, ripartendo in primavera verso i
luoghi di nidificazione.
Invernale: specie che capita solitamente nel periodo invernale ma che si sofferma per pochi giorni a volte
poche ore prima di riprendere la migrazione e quindi non effettivamente svernante.
Irregolare: la presenza e la quantità della specie durante le migrazioni o l‟inverno non è mai sicura e
costante.


Espressioni di frequenza


Abbondante: presente con popolazioni massicce e di facilissima osservazione.
Comune: presente con popolazioni discrete e di facile osservazione.
Poco comune: presente con popolazioni ridotte ma si osserva abbastanza facilmente.
Scarsa: presente con popolazioni molto ridotte e di non facile osservazione.
Rara: presente con popolazioni molto esigue, a volte capitano irregolarmente singoli individui e quindi molto
difficile da osservare.
Accidentale: specie che arriva sporadicamente da noi con individui singoli o comunque in numero molto
limitato.
Solitamente si tratta di individui che vengono spinti fuori dalle normali rotte migratorie da particolari situazioni
meteorologiche.




Tali espressioni sono utilizzate in base all‟esperienza, alle impressioni personali o basate su censimenti
specifici. Per comprendere meglio la consistenza e la fenologia delle varie specie trattate, quando possibile,
vengono riportati i dati dei censimenti effettuati oppure, in caso di specie rare, vengono indicate le date e le
località di avvistamento con i nominativi delle persone che mi hanno riferito le osservazioni, quando non
espressamente indicato si tratta di osservazioni personali.




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                                            GAVIFORMI GAVIIFORMES
                                                  GAVIDI Gaviidae



STROLAGA MINORE Gavia stellata


Migratore irregolare. Si può osservare solo raramente sul Po e di solito nei periodi più freddi dell‟anno.
Alcune osservazioni: 2 individui il 13/1/1987 loc. S.Nazzaro, 1 esemplare il 7/12/1994 nei pressi dell‟Isola de
Pinedo il 15/2/1995 ho trovato i resti di un es. morto sull‟Isola de Pinedo (forse lo stesso visto nel dicembre
94).
Un altro individuo morto lungo la riva del Po a Caorso l‟ho trovato il 8/1/1997. Probabilmente gli individui
rinvenuti morti sono stati abbattuti illegalmente oppure sono finiti intrappolati in qualche tramaglio posato in
Po e successivamente abbandonati.
Una femmina ha sostato sul Po a Caorso dal 13/7/1996 alla fine di agosto (rif. A. Valli), caso ancor più raro
in questa stagione.


IMPARATI: Un individuo femmina fu preso sul Po ed è conservato nel museo ma non porta la data di cattura.
FERRAGNI: Invernale e scarsa.




STROLAGA MEZZANA Gavia arctica


Migratore, come la precedente è da considerare rara ed invernale lungo il Po. Pochi ed irregolari
avvistamenti nel periodo invernale. Un individuo trovato a terra in val Trebbiola (Ancarano di Rivergaro) dopo
essere stato rifocillato è stato da me liberato in Po il11/11/1998. Probabilmente a causa della nebbia era
atterrato in un campo e non riuscendo a riprendere il volo, se non fosse stato soccorso, sarebbe
sicuramente morto.


IMPARATI: L‟Imparati nella prima nota la confonde con la Strolaga maggiore , scrivendo che il museo possiede 2
giovani presi sul Po nelle vicinanze di Mortizza il 2 novembre 1893 e scrive: ” Credo questa strolaga di comparsa affatto
accidentale nella nostra provincia. Nella seconda nota corregge l‟identificazione in Strolaga mezzana.
FERRAGNI:: Rara e solo d‟inverno.




                                    PODICIPEDIFORMI PODICIPEDIFORMES
                                            PODICIPEDI Podicipedidae



TUFFETTO Tachybaptus ruficollis
Piac. tufet o suttacquei


In parte sedentario, migratore e svernante.



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Qualche coppia nidifica sul Po all‟Oasi de Pinedo, in alcuni laghi collinari della provincia, nel bacino del
Molato e di Mignano, al lago Giarola (Villanova D‟Arda) e in alcune cave.
Pur rimanendo scarso il suo numero aumenta durante i passi ed in inverno. Sverna regolarmente sul Po tra
lo sbarramento di isola Serafini e la foce del Nure, concentrandosi nel tratto appena a monte della diga.
Qualche individuo si può trovare lungo il resto del Po e in Trebbia.
La tabella riporta il numero di tuffetti censiti regolarmente dal 1995 a metà gennaio. Massimo conteggio
effettuato il 16/1/1990 con circa 100 individui contati tra lo sbarramento di isola Serafini e la foce del Nure.


       Anno                        1995 1996 1997         1998 1999 2000 2001           2002 2003 2004
       Foce Nure - Isola
                                   29       11     13      29       38     13    12      44      39     39
       Serafini
       Totale provinciale          36       13     15      30       42     24    15      44      41     40




IMPARATI: Non comune.
FERRAGNI: Non comune ma invernale.




SVASSO MAGGIORE Podiceps cristatus
Piac. resgheta o sotacquei.


Alcune coppie nidificano tra isola Serafini e Isola de Pinedo (circa 5 coppie ). Ho notato due coppie fare una
seconda covata anche se la prima era andata a buon fine. Una coppia dopo aver allevato quattro piccoli nel
canale della conca si isola Serafini, ha deposto ancora un solo uovo schiuso il 20 agosto 2003. Nel periodo
di passo e in inverno la popolazione aumenta ed è facile osservare lo Svasso Maggiore lungo tutto il Po,
anche se tende a concentrarsi nel tratto da isola Serafini a Roncarolo. Altre zone adatte, dove sostano gli
svassi sono la foce degli affluenti, dove è maggiore anche la fauna ittica e negli ultimi anni il lago Giarola e la
cava del Gargatano Stanga in comune di Piacenza.
La tabella seguente riporta i conteggi degli svernanti a metà gennaio nel tratto diga di isola Serafini-
Roncarolo e il numero totale lungo il Po.



Anno                          1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
I. Serafini - Roncarolo       12      14     12      42        38    56     42     19      87     24      28
Totale F. Po                  40      36     43     101        77    113    74     35     132     51      45




                                                          14
             140
             120
             100
               80                                                              I. Serafini - Roncarolo
               60                                                              Totale F. Po

               40
               20
                0
                 94

                 95

                 96

                 97

                 98

                 99

                 00

                 01

                 02

                 03

                 04
               19

               19

               19

               19

               19

               19

               20

               20

               20

               20

               20
Per quanto riportato nei vecchi studi, non era da noi nidificante, l‟insediamento di alcune coppie va quindi
ricondotto alla costruzione della diga di Isola Serafini con conseguente effetto lago del tratto di Po a monte
per diversi chilometri che ha creato un ambiente adatto alla nidificazione di questa specie.


IMPARATI: Un giovane posseduto dal museo fu preso nella loc. detta Boscone di Trebbia nel febbraio 1887.
FERRAGNI: Invernale e non copioso.




SVASSO COLLOROSSO Podiceps grisegena


Di questa specie non ho avvistamenti o segnalazioni recenti, l‟unica osservazione a me nota è quella già
riportata su AVIFAUNA DEL PIACENTINO di alcuni esemplari il 5/6 ottobre 1984 in loc. Sarmato.


IMPARATI:    Accidentale
FERRAGNI:     Accidentale sul Po e solo d‟inverno.




SVASSO CORNUTO Podiceps auritus


Come la precedente la ritengo accidentale lungo il Po. Non ho osservazioni o segnalazioni recenti.


IMPARATI: (Svasso forestiero). Un giovane maschio di proprietà del museo fu preso sul Po il 31/12/1889.
FERRAGNI:     Rarissimo, il 13 agosto 1904 io uccisi un maschio adulto sul Po. Altri due li ebbi il 26 novembre 1891,
giovani.




SVASSO PICCOLO Podiceps nigricollis
Piac. Sutacquein tufet.

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Migratore regolare, scarso. Ho osservato questo uccello da fine agosto ad aprile , lungo il Po e alcuni
individui anche nelle vasche dell‟Eridania, a volte in piccoli gruppi. E‟ più facile da osservare in inverno,
anche se non lo ritengo svernante in quanto sosta normalmente pochi giorni. Nella tabella riporto i dati dei
censimenti a metà gennaio di ogni anno.


Anno                    1995 1996 1997 1998 1999               2000 2001 2002 2003           2004
Totale provinciale        4      3       0        0      0       0     1       2       5       0



IMPARATI: Non raro nell‟autunno e nell‟inverno.
FERRAGNI: Io ho incontrato questa specie sul Po da agosto a giugno ma non è abbondante.




                                     PELECANIFORMI PELECANIFORMES
                                FALACROCORACIDI PHALACROCORACIDAE


CORMORANO Phalacrocorax carbo


Migratore regolare, svernante, abbondante, alcuni individui estivanti.
Nella precedente Avifauna del Piacentino , estratto dalla rivista di storia naturale di castell’Arquato n. 2 del
1987 , il cormorano era considerato di passo scarso. Negli anni successivi si è avuto un notevole incremento
della popolazione svernante dimostrato dai dati dei censimenti effettuati negli anni 90. I Cormorani arrivano
verso i primi di ottobre e ripartono a fine marzo, primi di aprile.
Dal 1996 ho visto estivare diversi adulti e qualche giovane lungo il Po, specialmente nell‟area della centrale
nucleare di Caorso, sede del dormitorio principale, ma senza aver osservato fino ad ora, la nidificazione.
Visto l‟incremento e la nidificazione recente in alcune località del nord d‟Italia, è probabile che la nidificazione
possa avvenire in un prossimo futuro anche da noi.
Fino al 1992 la sua presenza era limitata al Po, ma dall‟ottobre del 1993 ho visto gruppetti risalire il Trebbia
fino a Rivergaro poi negli anni successivi, sempre più numerosi fino a Bobbio e nel Nure fino a Vigolzone, li
ho visti anche nei torrenti Chiavenna e Riglio. Nell‟inverno 1999/2000 li ho visti in tutto il Trebbia fino a
Gorreto, in Aveto, in vari bacini e laghetti anche di modeste dimensioni, in pratica in tutta la provincia dove ci
sia la presenza di pesce e un minimo di acqua da consentire di poter nuotare e riprendere il volo.
La maggior parte dei cormorani che svernano lungo il Po piacentino (e non solo), si radunano per dormire
nell‟area Enel (ora Sogin) di Caorso. Nel gennaio 1998 ho trovato un altro nucleo (circa 50 individui) che si
ritrovava per pernottare su alcuni grossi salici lungo il Po a valle della loc. S. Vittoria (comune di Rottofreno)
e un altro (circa 100 esemplari) su alcuni alberi lungo la riva sinistra del Po in loc. il Botto a monte di
Somaglia (censimento del 21/1/1998). Negli anni successivi questi dormitori sono stati abbandonati perché
disturbati da appostamenti di caccia fatti nelle vicinanze e i Cormorani hanno trovato un altro dormitorio in
loc. Cascina Rastello in comune di Calendasco dove il 10/1/03 all‟alba erano presenti 280 individui e 170 il
28/1/2004.
Ho osservato in particolare il comportamento del gruppo più numeroso che si ritrova per dormire nell‟area
della centrale di Caorso; al mattino partono quasi tutti contemporaneamente disponendosi subito in lunghe
file, attraversano il Po e si dirigono normalmente verso valle sostando spesso sul Po “morto” di isola Serafini

                                                         16
e sui sabbioni di Spinadesco. Da qui dopo essersi sistemati il piumaggio si disperdono a gruppi alla ricerca
di cibo, concentrandosi nei punti più pescosi come la lanca della Maginot, la foce degli affluenti ecc. Ho
notato che la partenza dai dormitori non avviene sempre alla stessa ora, a volte partono alle prime luci
dell‟alba, altre volte con tempo piovoso o nebbioso partono anche verso le nove e trenta. Una piccola parte
(50/100 individui) rimane al dormitorio, altri rientrano molto presto anche in mattinata o nel primo pomeriggio
(ad esempio il 30/1/2004 alle ore 13 erano già presenti al dormitorio 90 Cormorani, poi dalle 13,30 alle 16,30
ne sono rientrati circa 300 per la maggior parte provenienti in volo da valle, il gruppo più numeroso composto
da 76 individui è arrivato alle 14,30).
Ho fatto diversi conteggi ai dormitori, sia al tramonto, che al mattino, trovandomi sul posto quando era
ancora buio, per riuscire a contarli alle prime luci dell‟alba, prima della loro partenza e i risultati sono esposti
nella tabella seguente, insieme ai dati della distribuzione diurna sempre a metà gennaio.



Anno                         1995     1996       1997   1998    1999     2000    2001      2002      2003      2004
                                                         650                                620       420       800
Cormorani ai dormitori        650      600       850             900     900      480
                                                        +150                               +150      +280      +170
Distribuzione
                                -         -      605    258      426     387      208      607       392       696
diurna

In base ai conteggi fatti ai dormitori e alla distribuzione diurna, si può constatare che dopo l‟impennata avuta
negli anni 90 la popolazione si è stabilizzata con andamento altalenante che stimo attualmente intorno al
migliaio di individui.
Certamente, visto il loro numero, un certo impatto sulla fauna ittica è innegabile specialmente sugli affluenti
del Po, bisogna considerare comunque che i Cormorani sono ottimi volatori e si disperdono di fatto su una
vasta area, come dimostrano i dati della distribuzione diurna, molto inferiore rispetto al conteggio ai
dormitori, è probabile che la parte rimanente sia presente lungo corsi d‟acqua non censiti da noi come
l‟Adda, il Ticino, il Lambro e laghetti vari.
I Cormorani catturano i pesci inseguendoli a nuoto sott‟acqua, sia individualmente, sia disponendosi in
gruppo in una pesca collettiva, a volte ho osservato i gabbiani sfruttare questo tipo di pesca sorvolando il
gruppo di cormorani in azione e catturando i pesci che risalgono in superficie o saltano fuori dall‟acqua per
sfuggire ai cormorani.
Alcune regioni hanno iniziato azioni di contenimento della specie per limitare i danni alla fauna ittica, sarebbe
auspicabile un coordinamento e un indirizzo dell‟I.N.F.S. per cercare di affrontare il problema su basi
scientifiche a livello nazionale.
Interessante il ritrovamento di un esemplare giovane trovato morto da A. Valli con anello il 4/12/1998,
all‟Oasi de Pinedo. Dopo l‟invio dell‟anello all‟INFS è risultato inanellato come pullus l‟8/6/1998 in Olanda.
Aveva volato per 880 km probabilmente insieme agli altri Cormorani da noi svernanti.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con bassa priorità di
conservazione.


IMPARATI: L‟Imparati lo riporta senza alcun commento.
FERRAGNI: Raro e solo dall‟autunno alla primavera. L‟ultimo l‟ebbi nel novembre 1907 ucciso presso la foce dell‟Adda.




                                                PELECANIDI Pelacanidae


                                                          17
PELLICANO Pelecanus onocrotalus


Accidentale.
Un individuo è stato osservato alla fine di luglio 1992 da operai dell‟ENEL sul Po presso la Casella com. di
Sarmato.


IMPARATI: Accidentale sul Po.
FERRAGNI: Accidentale sul Po, il 9 maggio 1896 apparvero due pellicani sul Po presso Olza. Altro fu visto pure sul Po il
12/6/1904.




                                           CICONIFORMI Ciconiiformes
                                                 ARDEIDI Ardeidae



TARABUSO Botaurus stellaris
Piac. Tanabùs.


Migratore raro, svernante raro, probabile nidificante.
Questo misterioso e schivo uccello ha l‟abitudine di mimetizzarsi fra le canne tenendo il collo e il becco tesi
verso l‟alto ed è attivo specialmente all‟imbrunire, per cui non è facile da vedere. Le osservazioni si
riferiscono ad individui singoli e si concentrano nel periodo che va da novembre ad aprile. Ritengo la sua
nidificazione probabile sempre all‟oasi in quanto oltre ad osservazioni in periodo riproduttivo, ho potuto udire
alcuni richiami notturni del maschio (booming) nel marzo 1994 nella zona della centrale Enel di Caorso.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta stimando la popolazione nidificante in 10/20 coppie.


IMPARATI: Di passo scarso sul principio e sul finire dell‟inverno.
FERRAGNI: Di scarso passo in autunno e in primavera, io ne ebbi anche in inverno.




TARABUSINO Ixobrychus minutus
Piac. cravèta.


Migratore regolare. Nidificante scarso, localizzato nelle ultime zone palustri del Po dove vi sono canneti e
arbusteti allagati.
L‟ho trovato nidificante nel canale della conca di isola Serafini, lungo il Nure vecchio e la foce del Chiavenna.
Fino al 1995 stimavo una popolazione di circa dieci coppie nelle lanche Enel e lungo le rive del Po a monte
di isola Serafini anche in sponda lombarda. Dopo il 1995 la specie si è ulteriormente rarefatta e ridotta a
pochissime coppie.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna, con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: Non scarso durante la bella stagione. (viene chiamato dall‟Imparati nonnotto).


                                                            18
FERRAGNI: Estivo e nidificante ovunque sono piccole paludi.




NITTICORA Nycticorax nycticorax
Piac. Smargulon, scagass da gièra.


Migratore regolare, estiva , nidificante , comune. Un piccolo nucleo sverna regolarmente nella zona dell‟Oasi
de Pinedo.
La nidificazione della Nitticora e della Garzetta nella zona dell‟Isola de Pinedo è nota almeno dal 1975 per
studi nell‟area eseguiti da Tosi e Toso per la caratterizzazione di questo tratto di Po. Allora la garzaia era
situata in sponda destra con circa 130 nidi. Da allora la garzaia ha subito vari spostamenti, prima
trasferendosi sull‟Isola de Pinedo, poi spostandosi da una parte all‟altra dell‟isola, prima verso la sponda
piacentina poi verso quella lombarda, per poi spostarsi nell‟area della centrale nucleare. La Nitticora e la
Garzetta hanno sempre preferito per la costruzione dei nidi il saliceto (Salix alba) disdegnando in particolare
il pioppeto anche se più comune in zona.
Arriva da noi verso la metà di marzo e riparte a ottobre. Le coppie variano a seconda degli anni.


                                               1978 1979 1980 1981 1985 1987 1988

                  Numero nidi                  31      299            223       181       199       211       249


( Dati presi da :Indagine sui sistemi ambientali del fiume Po per la valutazione dell‟importanza naturalistica
di biotopi da proteggere, elaborato per conto della provincia di Piacenza da Luca Canova e Mauro Fasola
Dipartimento Biologia Animale, Università di Pavia gennaio 1989).
La tabella seguente riporta i dati dei censimenti della garzaia da me effettuati negli ultimi anni.


                      Anno            1998     1999        2000       2001       2002      2003       2004

                      Numero nidi     90       70          15*        25         27        30         47


I dati del 2000 sono di Riboni Bassano e si riferiscono all‟ultimo insediamento della garzaia sull‟Isola de
Pinedo, successivamente la colonia si è trasferita all‟interno della zona della centrale nucleare di Caorso.
I dati dimostrano un netto regresso della Nitticora rispetto al passato. Gli spostamenti della garzaia
potrebbero essere dovuti alla mancanza di alberi adatti alla nidificazione o al disturbo di fotografi e curiosi o
alla diminuzione della fauna ittica, tutte ipotesi difficilmente accertabili.
La Nitticora ha abitudini prevalentemente notturne e per alimentarsi si sposta dal Po agli affluenti in cerca
delle buche prossime alla secca, sorprende le prede rimanendo su posatoi vicini all‟acqua. In Trebbia risale
fino a Bobbio, dove nel 1979 era stata segnalata anche la presenza di una garzaia (Londei).
Interessante il regolare svernamento di un piccolo nucleo nella zona Enel, De Pinedo. Il gruppo svernante è
formato sia da individui adulti che giovani.


                                    1996 1997 1998           1999 2000 2001 2002                      2003 2004

              Numero individui
                                     9       14       12          7         6         7         8         3         7
              svernanti


                                                             19
Il piccolo gruppo passa inosservato a molti perché rimane inattivo durante il giorno posato su bassi arbusti
limitrofi a una lanca quasi inaccessibile, ma si può vedere e udire all‟imbrunire quando le Nitticore escono in
volo per raggiungere le zone di pesca intorno all‟Isola de Pinedo e lungo il Nure Vecchio (Nuretta).
Da quanto appare nei vecchi studi sotto riportati non era in passato da noi nidificante anche questa specie
pare quindi abbia trovato giovamento dalla costruzione della diga di isola Serafini insediandosi come
nidificante nella zona a monte. La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia
Romagna con priorità bassa.



IMPARATI: Di passo scarso nell‟aprile. (Veniva chiamata dall‟ Imparati corvo di notte, per il verso simile a quello del
corvo emesso anche in volo e che si può sentire nelle calde notti estive).
FERRAGNI: Di passo talora abbondante in primavera, più scarso in autunno.




SGARZA CIUFFETTO Ardeola ralloides
Piac. Cravetta ciuffa.


Migratore regolare, non comune. Possibile nidificante irregolare.
L‟ho osservata diverse volte nel giugno 1984 e nell‟agosto del 1985 all‟Isola de Pinedo, dove è possibile
abbia nidificato. Nel periodo estivo l‟ho osservata varie volte anche presso il lancone di Villanova dove
ancora è comune la castagna d‟acqua che viene utilizzata dalle sgarze come posatoio per la pesca di rane e
pesciolini che nuotano in superficie.
Meno rara dopo la metà di agosto quando compaiono sia adulti che giovani nelle zone più adatte del Po ma
anche sul Chiavenna a Caorso e sul Nure (due viste il 25/8/2000 a Roncaglia). Un esemplare è stato visto
nel basso Nure nel settembre 1989 ( rif. A. Valli ). Dalla metà di agosto 2003 una decina erano presenti tra
la conca di isola Serafini e il Mezzanone. Sostavano su legni galleggianti lungo la riva del Po, invasa da
varie specie di lenticchia d‟acqua, particolarmente abbondante vista l‟acqua stagnante dovuta alla lunga
siccità e alle temperature al di sopra della norma dell‟estate 2003. Le ultime 2 le ho viste il 6/9/2003 nella
lanca “Baracca”. La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con
priorità di conservazione bassa.


IMPARATI: Di passo scarso nel maggio.
FERRAGNI: Di passo primaverile, ma scarso. Uno solo io ebbi in autunno.




AIRONE GUARDABUOI Bubulcus ibis


Migratore irregolare, raro.
Prima osservazione all‟Oasi de Pinedo il 5/4/1999 un individuo posato in un piccolo prato in sponda destra
del Po è volato poi sui salici dell‟Isola de Pinedo
Alcuni esemplari hanno sostato parecchi giorni in un laghetto irriguo a Fiorenzuola nell‟inverno del 2000.
Due visti insieme a Gabbiani reali in un prato in loc. Caratta di Gossolengo il 15/7/2003 e 9 sul Po all‟Oasi
de Pinedo il 29/09/2004.



                                                            20
Si tratta di una specie in espansione, abbastanza frequente nelle provincie limitrofe di Pavia e Lodi dove vi
sono anche casi di nidificazione trovando un ambiente più favorevole con risaie e prati umidi praticamente
assenti nella nostra provincia. La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia
Romagna con priorità di conservazione bassa.



Non era stata segnalata né dall‟Imparati né dal Ferragni.




AIRONE SCHISTACEO (GARZETTA SCHISTACEA) Egretta gularis


Specie accidentale.
Visto un esemplare il 6/6/1999 sul Po in sponda lombarda nei pressi del ponte di S. Nazzaro. Ha sostato
diversi giorni frequentando anche le rive con acqua bassa dell‟Isola de Pinedo. Un altro avvistamento
l‟8/5/2003 all‟Oasi de Pinedo (rif. Valli ), vista successivamente anche da me in giugno e luglio deve aver
estivato in quanto l‟ultimo avvistamento è avvenuto il 6/9/2003. Un esemplare l‟ho visto ancora il 4/5/2004
sempre all‟Oasi de Pinedo, questo rende possibile l‟ipotesi che si tratti dello stesso individuo dell‟anno prima
tornato in zona insieme alle garzette che qui nidificano.     Simile come taglia e comportamento alla Garzetta
ma di colore grigio scuro con gola e parte delle copritici alari bianche, il comportamento molto sospettoso e
con distanza di fuga notevole fa ritenere l‟esemplare (o gli esemplari) di origine selvatica. Questa specie è
considerata accidentale per l‟Italia con pochissime osservazioni.


Non viene menzionato né dall‟Imparati né dal Ferragni.




GARZETTA Egretta garzetta
Piac. Sgarzetta


Estiva, nidificante alcuni esemplari svernano all‟Oasi de Pinedo.
Dallo studio di Luca Canova e Mauro Fasola del gennaio 1989 risultano nidificanti nella garzaia di Isola de
Pinedo
5 coppie nel 1978, 21 nel 1979, 4 nel 1980, 19 nel 1981, 25 nel 1985, 22 nel 1987, 31 nel 1988.
Per quanto riguarda la nidificazione è sempre avvenuta            nella garzaia insieme alla Nitticora   per gli
spostamenti vedere quindi quanto scritto per la Nitticora. La tabella seguente riporta gli ultimi censimenti da
me eseguiti.


                      Anno          1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004

                      Numero nidi    10       5      8        6      8      12     22




Nonostante le poche coppie nidificanti è abbastanza facile vederla nel periodo estivo, in vicinanza di buche
che stanno andando in secca lungo il basso corso dei nostri torrenti in gruppi anche di una trentina di
individui, ritengo pertanto visto il numero abbastanza cospicuo, si tratti di individui provenienti anche dalle
garzaie della Lombardia.

                                                         21
La tabella sottostante riporta i censimenti invernali a metà gennaio.


                    Anno     1996 1997 1998 1999                2000 2001 2002 2003                2004

                    Numero     1       1       0       12       17       16        7          8     20


I dati dimostrano che fino all‟inverno 97/98 lo svernamento della Garzetta era da considerarsi occasionale,
mentre dall‟inverno 98/99 il loro numero è andato consolidandosi con un massimo di 20 individui nel
censimento del gennaio 2004. La maggior parte gravita intorno all‟Oasi de Pinedo e nel Lancone di
Villanova, lago Giarola.
Da quanto riportato in passato, era da considerarsi rara, pare quindi una delle specie in aumento per la
nostra provincia.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione bassa.


IMPARATI: Viene riportata senza commenti.
FERRAGNI: Di rara ed irregolare comparsa e solo in primavera.



AIRONE BIANCO MAGGIORE Egretta alba


Migratore, era da considerarsi raro fino agli anni‟80, mentre negli anni ‟90 sono aumentati gli avvistamenti in
particolare da agosto a marzo e negli ultimi anni è diventato abbastanza comune e ora è osservabile in tutte
le stagioni lungo il PO, gli affluenti e nel periodo invernale anche in zone agricole di pianura.
Nell‟aprile 2001 erano presenti 4 individui di cui uno visto sistemare materiale per il nido nel canneto dove
solitamente nidificavano gli aironi rossi ma successivamente non ho visto deposizioni né giovani. Anche gli
anni successivi qualche esemplare ha estivato e ho visto anche qualche esemplare in livrea nuziale, ma al
momento non ho accertato nessuna nidificazione. Negli ultimi anni è facile vederlo anche lungo il Trebbia
(nove visti a Perino il 20/11/2001) e il Nure specialmente in autunno.
Tabella degli svernanti (metà gennaio).




         Anno         1995    1996    1997     1998    1999       2000    2001         2002       2003    2004

         Numero        0        0       0          1        1        4        23       10         21      41


I dati dimostrano chiaramente un incremento numerico dell‟Airone bianco maggiore e la sua recente
colonizzazione della provincia. Per il momento è svernante ed estivante ma potrebbe diventare anche
nidificante. Ho trovato nel censimento del 16/1/2004 un dormitorio di ben 35 individui all‟Oasi de Pinedo,
possibile sito per una futura nidificazione.
Gli individui svernanti oltre a frequentare il Po e gli affluenti maggiori, si disperdono, come avviene per gli
aironi cenerini, anche lungo canali di bonifica e i campi dove spesso si nutrono di talpe, topolini e vermi.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Di comparsa casuale.

                                                        22
FERRAGNI: Di comparsa accidentale e sempre in autunno. In trenta anni io ne ebbi tre uccisi sul Po.



AIRONE CENERINO Ardea cinerea
Piac. Airon.


Migratore regolare, comune. Nidificante in provincia dal 1988.
Presente in tutte le stagioni lungo i corsi d‟acqua della provincia , si spinge anche nei tratti montani,
osservato in alta val Trebbia , Aveto , negli invasi delle dighe, al lago Moo e sugli affluenti minori. Le
maggiori concentrazioni sono comunque sul Po, massimo visti 35 insieme su un sabbione a Mortizza nel
gennaio 1990. Ho accertato la prima nidificazione per la provincia all‟Oasi de Pinedo nel 1988 negli anni
successivi vi è stato un incremento delle coppie che nidificano. Alcune coppie nidificano nella garzaia
insieme alle Nitticore e Garzette, altre su filari di alberi presenti nelle ex cave dell‟RDB limitrofe alla centrale
di Caorso, altre coppie nidificano isolatamente anche lungo il Po e sull‟Isola de Pinedo. Gli aironi cenerini
prediligono alberi di alto fusto quali Salice bianco (Salix alba), Pioppo (Populus canadensis), Pioppo nero
(Populus nigra), Pioppo bianco (Populus alba). La tabella seguente riporta i dati del censimento invernale e
delle coppie nidificanti negli ultimi anni. Per quanto riguarda la popolazione svernante risulta sicuramente
sottostimata in quanto i conteggi si riferiscono solo ai corsi d‟acqua oggetto del censimento, mentre
sfuggono ai conteggi molti esemplari che sostano lungo corsi d‟acqua minori, canali di bonifica o nei campi
in aperta campagna.


      Anno                  1995      1996    1997    1998       1999   2000    2001     2002    2003     2004

      Totale svernanti        31      39       51       43       52      40       43      60       58      122

      Coppie nidificanti       2       2        3       5         7      12       23      15       24      26



Vari studi effettuati dimostrano un incremento numerico della specie a livello nazionale.
Un esemplare rinvenuto morto a Travo nell‟ottobre 1986, era stato inanellato nel 1984 in Cecoslovacchia.


IMPARATI: Scarso.
FERRAGNI: Comune da agosto a maggio, raro nell‟epoca della nidificazione che io non credo si effettui da noi.




AIRONE ROSSO Ardea purpurea


Estivo, localizzato, nidificante, poco comune.
Arriva da noi ai primi di aprile e riparte a settembre alcuni fino ai primi di ottobre, nidificava regolarmente in
un vecchio canneto, nell‟area della centrale di Caorso e a volte alcune coppie anche sull‟Isola de Pinedo. I
nidi venivano fatti sui resti del canneto e sistemati e utilizzati per molti anni. Dal 2001 i nidi sono stati costruiti
su arbusti di salice (Salix caprea) cresciuti in una zona allagata limitrofa alla centrale di Caorso, ad una
altezza che varia dai 50 cm ai 2 m. circa dall‟acqua. Frequenta le ultime zone paludose, le lanche e i canneti
residui della zona golenale del Po.




                                                            23
Negli anni 90 il numero di coppie nidificanti nel canneto era di 10/20 coppie nel 2001 la colonia si è spostata
su cespugli di salice e ho contato 33 nidi, nel 2002 18 nidi, nel 2003 16 nidi e nel 2004 18. Dopo l‟incremento
del 2001 con 33 coppie, la colonia si è riportata sui valori medi degli anni passati con circa 15/20 coppie.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione bassa.



IMPARATI: Scarso e poco noto.
FERRAGNI: Di passo in primavera e autunno.




                                             CICONIDI Ciconiidae



CICOGNA NERA Ciconia nigra
Piac. Zigònia.


Migratore regolare anche se rara. Osservati 2 individui nel settembre 1986 nel Nure a Ponte dell‟Olio. Un
giovane è stato trovato morto abbattuto nel Nure nel settembre 1991. Una è stata vista nello Stirone nello
stesso periodo. Due alla diga di Mignano i primi di agosto del 93 (rif. A. Migliorini). Dal 26 al 29/10/2001 ho
visto 2 esemplari in Trebbia a Pieve Dugliara catturare pesci in buche isolate in fase di prosciugamento
lasciate dalla piena del Trebbia. Una vista dal Valli nel Nure a Roncaglia il 17/11/2002. Un adulto ha
svernato tra loc. Rastello di Calendasco e la foce Trebbia; l‟ultima osservazione risale al 30/12/2002. prima
in un campo in zona golenale poi è volata sull‟isola Somaglia, probabilmente la stessa che ho rivisto a monte
della foce del Trebbia sulla sponda lombarda il 30/12/2002. Un esemplare visto nel T. Nure a valle di Ponte
dell‟olio il 7/7/2004 presso buche prossime alla secca.(rif. A. Migliorini). Un giovane ha _________ presso il
bacino della diga di Mignano (Val d‟Arda) visto dlla metà di settembre al 24/11/04.
Un esemplare morto per elettrocuzione nei pressi di Caratta di Gossolengo nel settembre 1986, era stato
inanellato nello stesso anno in Cecoslovacchia.


IMPARATI: Di rara comparsa.
FERRAGNI: Più rara della cicogna bianca e solo nel passo autunnale.




CICOGNA BIANCA Ciconia ciconia
Piac. Zigònia.


Migratriceregolare. Rara. Oltre ai quattro individui visti presso Cadeo nell‟aprile 1987 già segnalati su
avifauna del piacentino, riporto la sosta lungo il PO di Calendasco di una decina di esemplari il 16/9/1993,
due nell‟aprile 95 alla foce del Trebbia. Una presso Rivalta il 21/11/1995.
Uno stormo di ben 21 in volo sul Nure loc. Borghetto di Roncaglia il 5/11/1997 (rif. A. Valli), probabilmente le
stesse viste sul PO in loc. Pievetta (Castel San Giovanni) il 23/11/1997 (rif. W. Fellegara).

                                                        24
Un giovane inanellato, è stato recuperato ferito presso la centrale Casella di Castel San Giovanni il
9/09/2004, proveniva dal C.R.A.S. di Faenza dove era in corso un progetto di reintroduzione della specie.


IMPARATI: Di rara comparsa.
FERRAGNI: Questa specie è rara, ma qualcuna si fa vedere tutti gli anni in primavera. Una sola volta l‟ebbi in autunno.




                                     TRESCHIORNITIDI Thresckiornithidae



MIGNATTAIO Plegadis falcinellus


Accidentale sul Po.
Non ho osservazioni recenti, ma ho notizie di alcuni abbattimenti sul Po negli anni 70. Il museo di storia
naturale di Piacenza possiede due esemplari ma senza dati.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: Non viene riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: Assai raro. Dall‟aprile 1887 all‟aprile 1906 io ne ebbi quattro esemplari uccisi presso il Po, due in primavera
e due in autunno.




SPATOLA Platalea leucorodia


Migratore irregolare. Pochissime le osservazioni in provincia.
Ho osservato un individuo sulla riva dell‟Isola de Pinedo il 16/4/1997 insieme a due cavalieri d‟Italia altri due
in volo sul Po a Caorso diretti verso valle il 29/5/1997, uno il 25/4/1999 sempre sul Po a Caorso.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: L‟Imparati riporta l‟uccisione di un individuo sul Po presso Olza.
FERRAGNI: Affatto accidentale. Io ne vidi una volta una a Monticelli d‟ Ongina sulle sabbie del Po.




                                  FENICOTTERIFORMI Phoenicopteriformes
                                        FENICOTTERIDI Phonicopteridae



FENICOTTERO Phonicopterus ruber




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Migratore irregolare, raro. Due hanno sostato in Trebbia a monte di Travo il 8/12/1991. Un altro sul Riglio
loc. Cervellina di Pontenure il 4/12/1994 (rif. A. Valli).
Questa specie è in espansione in Italia sia come nidificante che come svernante per cui la sua comparsa in
provincia potrebbe diventare meno occasionale.


Non viene riportata né dall‟Imparati né dal Ferragni.




                                            ANSERIFORMI Anseriformes
                                                    ANATIDI Anatidae



CIGNO REALE Cignus olor


Raro, invernale. Alcune coppie introdotte sono stanziali e nidificanti.
Negli ultimi anni compare quasi regolarmente. Ho visto due individui in volo sul Trebbia a Casaliggio diretti
verso il Po il 15/12/1991. Uno sul Po intorno alla De Pinedo è rimasto dalla metà di dicembre 91 al
29/1/1992. Un gruppo di otto sono stati visti presso Mottaziana i primi di dicembre, sono stati presi a fucilate
e un esemplare è stato recuperato ferito. Uno l‟ho visto in Trebbia a monte del ponte di S. Antonio il
13/12/1993 e altri sono stati visti sul Po a Sarmato anche questi oggetto di bracconaggio sempre in questo
periodo.
Dal marzo 1996 un esemplare si è fermato nei dintorni dell‟ Isola de Pinedo fino alla fine di settembre 1997
quando è stato trovato morto dal Valli, è risultato colpito da colera aviare come altri germani trovati morti
nello stesso periodo. Nell‟estate del 1997 l‟avevo osservato con altri due individui poi scomparsi.
Alcuni esemplari vivono in libertà in alcuni laghetti della provincia introdotti a scopo ornamentale.
Anche all‟Oasi de Pinedo sono stati liberate due coppie nel 1998 di cui tre esemplari sono morti nell‟inverno
(uno impallinato da un bracconiere, uno per botulino e un altro ferito e non più ritrovato). Altri tre sono stati
immessi nella primavera del 99 e una coppia ha tentato la nidificazione in un canneto a Phragmites prima
sulla nostra riva e poi sulla sponda lombarda costruendo il nido e deponendo le uova senza riuscire però ad
arrivare alla schiusa, nel censimento del gennaio 2000 vi erano sul Po cinque cigni ed un altro ( il maschio
rimasto vedovo ) ancora nella lanca dell‟Enel fedele al suo territorio forse ancora in attesa della compagna
scomparsa. Due dei sei cigni presenti in gennaio, sarebbero quindi di origine selvatica.
Nel 2003 vi è stata la riproduzione di una coppia in una cava di sabbia presso Roncaglia con l‟involo di
quattro piccoli. Un‟altra coppia, ha nidificato in un laghetto irriguo in loc. Moretta del comune di Borgonovo
V.T. Il 23 maggio era in corso la cova che ha portato alla nascita di due pullus. La coppia sarebbe arrivata
liberamente due mesi prima nel lago, ma sicuramente si tratta di animali di origine domestica. La stessa
coppia nella primavera 2004 ha prodotto quattro piccoli. ( rif. A. Consalvo e D. Chiesa).
La tabella mostra il numero di cigni censiti a metà gennaio di ogni anno.


           Anno          1995     1996     1997     1998     1999   2000   2001   2002   2003    2004

           Numero          0        0        1          0     1      6      6      1        4      8


IMPARATI: Avventizio negli inverni rigidi sul Po.

                                                            26
FERRAGNI: Accidentale sul Po ed altri fiumi durante l‟inverno.



CIGNO SELVATICO Cygnus cygnus

Non ho notizie recenti per questa specie mentre da quanto scritto dall‟Imparati e dal FERRAGNI: seppur
raramente capitava in quegli anni anche da noi.

IMPARATI: Come la precedente specie, avventizia negli inverni rigidi sul Po.
FERRAGNI: Accidentale come il precedente.




OCA GRANAIOLA Anser fabalis
Piac. Oca salvadga.

Migratrice rara , invernale.
Ho visto tre individui in Trebbia a Gragnano il 5/1/1985 e sei in volo sopra Piacenza il 12/1/1987, una vista
ferita a una zampa in un campo vicino all‟argine di Po a Santimento il 20/1/1987. Una quindicina viste in volo
sopra Veano nell‟inverno 1990/1991. Ho avuto qualche altra segnalazione sul Po a Calendasco, è
comunque di rara comparsa.
Il museo possiede due esemplari, ma non si sa quando e dove furono uccise.

IMPARATI: Di scarso passaggio nel novembre e nel marzo.
FERRAGNI: Invernale.(Vedere oca selvatica).




OCA LOMBARDELLA Anser albifrons

Migratore irregolare, rara per la nostra provincia. Ho visto un esemplare giovane di questa specie il 5/7/2002
alla foce del Chiavenna a s. Nazzaro, sembrava ferita o in muta perché incapace di volare, l‟ho rivista a fine
luglio a valle dell‟Isola de Pinedo in grado di volare, probabilmente si tratta di un esemplare fuggito dalla
cattività.
Ho trovato in una tesi di laurea in scienze biologiche di Brambilla Alessandro “osservazioni su una lanca del
fiume Po (Isola de Pinedo)” una osservazione di un gruppo di dieci di queste oche il 12/12/1980.
Interessante la presenza di un branco di 62 individui sul Po a valle dell‟Isola de Pinedo il 10/1/2004. Il
branco dopo essere partito in volo verso la sponda lombarda è scomparso verso monte per poi tornare dopo
circa un‟ora e scomparire nuovamente verso il Mezzanone. Il 16/1/2004 ho rivisto 44 di queste oche posate
sulla riva destra del Po sempre all‟oasi in vicinanza di una stoppia di mais, nella stessa mattinata ne sono
arrivate altre 8 in volo. Altre 9 le ho viste nella zona golenale del Po a Calendasco il 17/01/2004. A Caorso
erano presenti ancora 9 in un campo di cereali in loc. Baracca poco fuori dall‟oasi il 24/1/2004. Viste le
ripetute osservazioni, almeno dal 10 al 24 gennaio, ritengo che abbiano svernato almeno in parte da noi
circa sessanta di queste oche, sicuramente un caso eccezionale per la nostra provincia. Nonostante il
numero cospicuo non ho notato tra queste la presenza di altre specie di oche ma solamente diversi giovani
riconoscibili per la mancanza del bianco intorno al becco e per le parti inferiori non barrate di scuro.

IMPARATI: Non viene riportata dall‟Imparati.
FERRAGNI: Accidentale. Una sola cattura avvenuta sul Po il 6/2/1886.




                                                           27
OCA SELVATICA Anser anser
Piac. Oca salvadga.

Migratore irregolare e scarso.
Ho avuto notizie di branchi di oche selvatiche da cacciatori che ritengo però scarsamente attendibili.
L‟ultima mia osservazione è del 26/12/03 in loc. s. Nazzaro tre esemplari in volo da isola Serafini alle ore 15
circa sono scese sul Po a valle di Isola de Pinedo. Appena scese hanno bevuto a lungo, segno evidente
del lungo viaggio percorso. Sono rimaste lungo la riva destra in corrispondenza dello sbocco del Nure
vecchio (Nuretta) fino a sera.

IMPARATI: Non viene menzionata dall‟Imparati.
FERRAGNI: Mantengo questa specie fra le invernali del Po sebbene non mi risultino notizie di catture. Nell‟inverno
1902/1903 l‟Anser segetum (allora oca granaiola) fu copiosissimo ed è probabile che nei branchi vi fossero frammisti
individui dell‟Anser cinereus (allora oca selvatica).




OCA LOMBARDELLA MINORE Anser erythropus

Non ho notizie recenti circa la presenza di questa specie nella nostra provincia.

Non viene riportata dall‟Imparati.
FERRAGNI:      L‟unico esemplare di questa specie ucciso sul Po è quello che ora appartiene alla collezione centrale di
Firenze catturato colla spingarda nel 3 febbraio 1886. N.B.: Questo esemplare è stato raffigurato in una bella tavola su
“Iconografia dell’avifauna italica” E. H. Giglioli (1879/1907) la quale è stata a sua volta riportata su Fauna d’Italia Uccelli 1
( Calderini 1992).
Il Ferragni scrive inoltre: “Sul Po in provincia di Cremona fu uccisa il 29 novembre 1906 la Branta bernicla , Salv. Oca
colombaccio, specie quasi accidentale in Italia”.




OCA FACCIABIANCA Branta leucopsis

Accidentale. Unico esemplare osservato sul Po all‟Oasi de Pinedo si è fermato una decina di giorni nel luglio
1985.
Questa oca accidentale per l‟Italia è di eccezionale comparsa per la nostra provincia anche se rimane il
dubbio che possa trattarsi di qualche esemplare fuggito dalla cattività.

Non viene riportata né dall‟Imparati né dal Ferragni.




CASARCA Tadorna ferruginea

Accidentale. Dopo l‟esemplare alla foce del Tidone del 2/12/1983, ho osservato una coppia sul Po a valle
dell‟Isola de Pinedo il 28/8/1997, ha sostato alcuni giorni spostandosi anche nelle lanca interna all‟Enel
adiacente il Po. La coppia da me osservata può ritenersi di origine selvatica in quanto molto sospettosa e
con una distanza di fuga notevole.

Non viene segnalata né dall‟Imparati né dal Ferragni.

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VOLPOCA Tadorna tadorna

Migratore regolare e invernale, ma scarso.
Le osservazioni più frequenti vanno da novembre ad aprile. Tra gli avvistamenti più interessanti vi sono:
sette individui hanno sostato a valle dell‟Isola de Pinedo dal 9/3/2004 al 14/3/2004 mentre il 15/3 ho visto
solo tre individui poi partiti anch‟essi i giorni successivi. Questo gruppo di sette individui era imbrancato con
ventisei codoni che probabilmente avevano seguito la stessa rotta migratoria. Due giovani hanno sostato
diversi giorni alle vasche dell‟Eridania nell‟agosto 2004.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media. Vedere con Angelo perché rispetto alle sue modifiche ne erano già state fatte delle
altre

IMPARATI: Accidentale.
FERRAGNI: Accidentale. Il 30 marzo 1905 tre di queste bellissime anatre vennero uccise sul Po presso bocca d‟Adda.




FISCHIONE Anas penelope
Piac. Cò rus.

Migratore regolare, poco comune.
Ho osservato gruppetti di Fischioni da ottobre ai primi di aprile, ma più frequentemente nella seconda metà
di marzo, alcuni gruppetti visti sostare anche in Trebbia a Gossolengo, Travo e alcuni nella diga dell‟Aveto a
Boschi i primi di maggio del 1991. Qualcuna capita anche in inverno ( visti 8 all‟oasi il 16/1/2004) ma di solito
sostano pochi giorni. Per quanto riportato nei vecchi studi pare che la specie sia in diminuzione per la nostra
provincia.

IMPARATI: Elenco questa specie solo perché nell‟Avifauna cremonese del Ferragni si fa cenno della nidificazione di
essa in provincia nostra, lungo il Po.
FERRAGNI: Invernale ed abbondante specialmente ai due passi.




CANAPIGLIA Anas strepera
Piac. Grisou.

Migratore regolare ma scarso, svernante.
Un gruppetto sverna regolarmente in alcune lanche nell‟area Sogin di Caorso ricche di vegetazione
acquatica


                                    1995 1996 1997 1998         1999 2000 2001         2002 2003 2004

        Numero svernanti                 5   5    6       9       6      6       7      12      6      22


Spesso ho visto queste anatre insieme alle folaghe, aspettano che queste portino in superficie i vegetali di
cui si nutrono, per poi rubarglielo, abitudine chiamata cleptoparassitismo. Nel periodo invernale, quando la
temperatura scende sotto zero e le lanche si ghiacciano, si spostano sul Po a valle dell‟Isola de Pinedo.
Si osserva isolata o in piccoli gruppi sia sul Po che nel basso Trebbia più facilmente in ottobre, marzo e nei
mesi invernali.

                                                        29
Mi fu riferito dal sig. Finetti Savino che le carni della Canapiglia sono le migliori tra tutte le anatre selvatiche.
Diversi cacciatori ritengono che la specie sia in diminuzione rispetto al passato ma nonostante abbia esigue
popolazioni risulta ancora tra le specie cacciabili.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Rara, forse accidentale sul Po.
FERRAGNI: Invernale ma non abbondante.




ALZAVOLA Anas crecca
Piac. Arsavòla, gavarel, garganel.


Migratore regolare e svernante. Probabile qualche sporadica nidificazione. Dopo il germano reale è l‟anatra
più comune. Riporto i dati degli ultimi censimenti invernali di metà gennaio eseguiti nei tratti maggiormente
interessati dalla presenza di questa specie.
1 Fiume Po da Isola Serafini a Roncarolo compreso le lanche dell‟Enel.
2 Fiume Trebbia dal ponte di S. Antonio a Rivalta.



                       1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
F. PO da I.
Serafini-               110        35      30         5      45        62     70        45        60         55       230         45   250   190
Roncarolo
F. Trebbia da S.
                          50      30       10       55      86         45     95       105        90         24      180          51   15    21
Antonio a Rivalta
Totale                  160       65       40       60     131     107      165        150      150          79      410          96   265   320



I dati evidenziano un andamento altalenante del numero delle alzavole, probabilmente dovuto all‟andamento
climatico del periodo di censimento, infatti le alzavole amano zone con acqua molto bassa, bastano pochi
giorni di gelo perché questa ghiacci e costringa le alzavole a spostarsi, a volte si mimetizzano tra la
vegetazione lungo le rive rendendo difficoltoso il conteggio.
Il Trebbia è diventato negli ultimi anni meno frequentato dalla specie, questo a mio avviso a seguito delle
regimazioni degli ultimi anni che hanno incanalato il corso d‟acqua togliendo quei ristagni d‟acqua e quelle

         450

         400

         350

         300

         250                                                                                 F. PO da I. Serafini- Roncarolo
                                                                                             F. Trebbia da S. Antonio a Rivalta
         200                                                                                 Totale

         150

         100

          50

           0
               1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
                                                                  30
zone paludose limitrofe al corso principale che erano l‟habitat adatto alla specie.
Nel censimento del gennaio 2004, erano presenti 130 alzavole presso alcune vasche dello zuccherificio di
Sarmato che ha cessato l‟attività. La gestione intelligente di queste vasche, potrebbe portare ad un aumento
della biodiversità e diventare un punto di rifugio importante per molte specie di anatidi, limicoli, ardeidi ecc.
Gruppetti di alzavole frequentano anche corsi d‟acqua minori e laghetti collinari ma in numero molto limitato.
E‟ possibile che qualche coppia nidifichi irregolarmente, ho visto infatti alcuni piccoli gruppi in periodo
riproduttivo nel basso Trebbia e all‟Oasi de Pinedo ma senza aver accertato la nidificazione. Già in agosto
se ne vedono diverse di passo, nell‟apertura della caccia il 18/8/1983 ne vidi parecchie abbattute. I branchi
più numerosi arrivano però in ottobre e marzo, in Trebbia e sul Po ho visto alcuni gruppi composti da oltre
200 individui.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.



IMPARATI: Di passo abbondante sul Po.
FERRAGNI: Sedentaria, ma più abbondante alle epoche dei passi e in inverno.




GERMANO REALE Anas platyrhyncos
Piac. Anra salvadgha, nadar, german.


Stazionario, di passo e nidificante, comune. La popolazione stanziale si mischia con altre di passo e
svernanti. Essendo la più comune delle anatre è anche quella maggiormente interessata all‟attività venatoria
verso gli acquatici.
Un pericolo per la specie è costituito dalla introduzione per la” pronta caccia” in alcune aziende agrituristiche
venatorie di germani ibridati con anatre domestiche, che danno luogo a meticci di varie colorazioni sempre
più comuni anche da noi.
La formazione delle coppie avviene già in pieno inverno, e la nidificazione a partire da febbraio, con covate
sostitutive in caso di fallimento della prima, la cova viene effettuata dalla femmina. Le coppie si disperdono
per la nidificazione lungo i corsi d‟acqua, torrenti, canali e laghetti,       nascondendo il nido fra la folta
vegetazione sulle rive. Ho trovato qualche coppia nidificante al lago Moo e recentemente ha nidificato anche
nel laghetto per la fito depurazione annesso al depuratore di Bobbio.
Lungo il Po, mentre le femmine sono intente ad accudire le covate, i maschi si raggruppano in branco. Il 25
maggio 1995 ho osservato fino a 52 maschi insieme a valle dell‟Isola de Pinedo, alcuni dei quali in muta.
Dopo la nidificazione il loro spirito gregario li porta a raggrupparsi e per sfuggire ai cacciatori si rifugiano
all‟interno di aree protette riposando di giorno mentre la sera partono per ricercare il cibo, lungo il Po,
torrenti, canali di bonifica e nelle stoppie adiacenti. Le zone maggiormente interessate al rifugio diurno sono:
1) Lanche interne all‟Enel di Caorso, in particolare quella in prossimità del Po e la zona dell‟Isola de Pinedo,
   comprese nel tratto di f. Po da Isola Serafini a Roncarolo.
2) Fiume Trebbia tra il ponte di S. Antonio e Rivalta.
3) Vasche dell‟Eridania a Sarmato.
4) Torrente Nure da S. Giorgio a Ponte dell‟Olio.


Ultimi censimenti invernali da me effettuati a metà gennaio di ogni anno.




                                                         31
                                    1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004

1) F. Po, I. Serafini –
                                        150           370           260           310           530    750     700       800       2200 1600 1200
Roncarolo

2) F. Trebbia S.
                                        90            128           132           135           190    110     106       215       170   107   176
Antonio- Rivalta

3) Eridania –Sarmato                    172           235           103            0            215    83      285       475       318   402   590

4) T. Nure S. Giorgio –
                                        20            21            22            21             38    18         24      26        5    65    52
Ponte dell‟Olio
Totale provinciale                      432           754           517           466           973    961    1183 1660 2734 2626 2275




                 3000
                                                                                                         1) F. Po, I. Serafini
                 2500                                                                                    –Roncarolo
                                                                                                         2) F. Trebbia S.
                 2000                                                                                    Antonio- Rivalta
                                                                                                         3) Eridania –Sarmato
                 1500
                                                                                                         4) T. Nure S. Giorgio –
                 1000                                                                                    Ponte dell‟Olio
                                                                                                         Totale
                  500

                     0
                          1994
                                 1995
                                        1996
                                               1997
                                                      1998
                                                             1999
                                                                    2000

                                                                           2001
                                                                                  2002
                                                                                         2003
                                                                                                2004




Dai dati sopra esposti risulta evidente l‟incremento numerico della specie negli ultimi anni, questo è dovuto
sicuramente alla maggior tutela accordata dalla legge 157/92 che ha anticipato la chiusura della caccia a
fine gennaio e vietato di sparare da natante. Inoltre vi è stato a livello provinciale una maggiore vigilanza
che ha consentito una notevole diminuzione del bracconaggio, in particolare la pratica della caccia serale o
addirittura notturna che fino a pochi anni fa era quasi una consuetudine per molti “cacciatori”.
Nelle vasche dell‟Eridania nel 1997 non c‟erano anatre perché ghiacciate o perchè disturbate, infatti nelle
lanche dell‟Enel anch‟esse ghiacciate erano presenti ugualmente parecchi germani. Come già accennato i
germani che svernano da noi, si concentrano per riposare di giorno nelle poche zone protette sopra
elencate, rendendo relativamente più facile e completo il censimento, infatti lungo tutta l‟asta del Po (circa
100 chilometri) e lungo gli altri corsi d‟acqua interessati dal censimento si contano sempre poche anatre.
Negli ultimi anni un consistente numero di germani si ferma anche nel lago Giarola in comune di Villanova,
che potrebbe diventare una zona importante anche per altre specie se fosse meno disturbato e accessibile
nell‟intero perimetro, in questo lago sono stati contati 320 germani nel gennaio 2003 e 183 nel gennaio 2004.
Per quanto riguarda la nidificazione, la stima è resa più difficile dalla dispersione delle coppie e dalla
difficoltà di osservazione, ma sicuramente è in aumento rispetto agli anni 80 e stimo si aggiri intorno a
qualche centinaio di coppie.




                                                                                     32
CODONE Anas acuta
Piac. cudon, cògal.


Migratore regolare, scarso. Ho osservato questa bella anatra anche in inverno ma è più facile vederla nel
passo primaverile in marzo. Massimo ne ho viste 32 in un solo branco il 18/3/1985 sul Po all‟Oasi de Pinedo,
alcune viste anche in Trebbia ma sempre in scarso numero. Il sig. Botti Carlo mi riferiva averne abbattute 11
con un solo colpo di spingarda. Sia da quanto riferito dal FERRAGNI: che da interviste a vecchi cacciatori
questa specie pare da noi in forte declino, anche se ancora cacciabile.


IMPARATI: Scarsa; di passo sul Po.
FERRAGNI: Invernale, ma copiosa ai soli tempi del passo.




MARZAIOLA Anas querquedula
Piac. arsal, garganel.


Migratore regolare, comune in quello primaverile, in scarso numero nidificante.
Ho accertato una nidificazione nella primavera 1993 nel canale di bonifica detto Armalonga in loc. Gargatano
comune di Piacenza. La femmina sorpresa con 5 giovani non ancora in grado di volare il 2/6/1993, ha
effettuato una parata per distrarre la mia attenzione, fingendosi ferita come più volte ho osservato fare anche
dalle femmine di germano. Un‟altra coppia presente in zona l‟ho osservata senza prole, è probabile che la
nidiata sia stata distrutta durante i lavori per lo sfalcio delle rive eseguite dal consorzio di bonifica. Lo sfalcio
e la “pulizia” dei canali eseguiti nel periodo primaverile è deleteria per molte specie di uccelli, rettili, anfibi e
pesci che in questi ambienti vivono e si riproducono.
Un‟altra coppia nidificante nel lancone di Villanova l‟ho vista nella primavera del 1997.
È stata segnalata come nidificante nel 1988 all‟Oasi de Pinedo e alla foce Trebbia nello studio di Luca
Canova e Mauro Fasola. Una coppia ha nidificato sempre all‟oasi nel 2002.
Di passo l‟ho osservata sostare anche in alta V. Trebbia ( 3 femmine e 10 maschi a S.Salvatore il
22/2/1990).
Il sig. Finetti mi riferiva che le marzaiole erano in passato molto più frequenti e a riprova di questo mi diceva
di aver ucciso con un solo colpo di spingarda ben 36 di queste anatre. La stessa cosa mi è stata confermata
dal altri vecchi cacciatori.
La marzaiola mostra un drastico declino in tutti i paesi dell‟U.E., ove attualmente sono stimate meno di 5000
coppie nidificanti. Nell‟Africa tropicale i gravi fenomeni di siccità hanno ridotto drammaticamente gli ambienti
adatti allo svernamento. (Spagnesi et altri documenti tecnici 4 1988). Un‟altra causa della diminuzione è da
imputarsi alla caccia che fino a pochi anni fa si prolungava fino a marzo e non ultimo sicuramente alla
distruzione e al degrado delle zone umide.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Di Passo abbondante sul Po.
FERRAGNI: Di passo copioso in primavera, qualcuna si vede anche in estate; ripassa in settembre e ottobre ed una io
l‟ebbi il 15 gennaio anno corrente ( 1908).




                                                         33
MESTOLONE Anas clypeata
Piac. Palot.


Migratore regolare, scarso. Si vede più facilmente in marzo aprile con gruppi al massimo di una trentina di
individui.
Qualche individuo anche in inverno. Anche questa specie a sentire molti cacciatori è da noi in diminuzione
rispetto al passato. Qualche esemplare l‟ho visto anche in primavera inoltrata ma non ho accertato alcuna
nidificazione.


IMPARATI: Comune e di doppio passaggio.
FERRAGNI: Invernale, ma più comune alle epoche del passo, specialmente in primavera.




FISTIONE TURCO Netta rufina


Migratore irregolare, raro. Ho visto 5 individui all‟Oasi de Pinedo il 24/3/1986, un maschio insieme alle
folaghe all‟oasi il 29/12/1999, una coppia ha svernato all‟oasi almeno dal 10 gennaio al 19 febbraio 2004
rimanendo di preferenza lungo la riva destra del Po in corrispondenza della punta ovest dell‟Isola de Pinedo.


IMPARATI: L‟Imparati lo chiama germano turco. Secondo quanto il sig. FERRAGNI: mi comunica, è avventizio. Due soli
individui maschio e femmina oltre a quello menzionato qui sotto, vennero presi sul Po. Il museo ha un maschio adulto
preso sul Po nell‟aprile1890.
FERRAGNI: Accidentale.




MORIGLIONE Aythya ferina


Migratore regolare, abbastanza comune e svernante.
Ho visto tre giovani con una femmina all‟Oasi de Pinedo l‟8 agosto 1985 e 4 giovani in un laghetto (ex cava)
in prossimità del Trebbia a Gossolengo il 6/8/1990, in entrambi i casi però erano già in grado di volare per
cui potrebbe trattarsi di esemplari già in migrazione. Il tratto maggiormente frequentato dai migratori e dagli
svernanti è quello del Po a valle dell‟Isola de Pinedo , in tabella come loc. 1. Spesso si aggrega alle folaghe.
La tabella riporta i dati dei censimenti invernali di metà gennaio.


                                1995   1996    1997     1998    1999     2000    2001    2002     2003    2004

   A valle di I. de Pinedo       0      25       63      58       78     210      326      86     158      193




                                                        34
                      350
                      300
                      250
                      200
                      150
                      100
                       50
                        0
                            1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004



Da quando, con l‟uscita della legge 157/1992 è stato vietato l‟uso di natanti e da quando non è stato più
autorizzato un appostamento fisso (botte) a valle dell‟Isola de Pinedo nel Po di pertinenza lombarda, ho
notato un incremento di individui svernanti in questo tratto. infatti mentre nei censimenti invernali precedenti
erano presenti solo irregolarmente pochi individui,         nel gennaio 1993 ho contato 21 esemplari, 85 il
29/12/1996 di cui 63 erano ancora presenti il 17/1/1997, data del censimento. I dati della tabella confermano
la tendenza allo svernamento regolare in questo tratto di Po di un numero discreto di Moriglioni, in occasioni
di piene spariscono per parecchi giorni per poi tornare quando le condizioni del Po migliorano. A volte si
fermano fino a marzo quando arrivano altri esemplari in migrazione che si aggiungono agli svernanti, ad
esempio il 20/3/1996 erano presenti 170 moriglioni mentre in gennaio ne avevo visti solo 25. Altri esemplari
di passo sostano alcuni giorni presso bacini e laghetti con acqua profonda prima di riprendere la migrazione.


IMPARATI: Abbastanza frequente, di passaggio sul Po in novembre e marzo.
FERRAGNI: Invernale, ma più frequente ai due passi.




MORETTA TABACCATA Aythya nyroca


Migratore regolare anche se scarso.
Le osservazioni si riferiscono per la maggior parte a individui singoli specialmente sul Po a Caorso-
Monticelli specialmente in gennaio e febbraio.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Non frequente e poco nota.
FERRAGNI: Di passo in autunno e primavera, ma anche invernale.




MORETTA Aythya fuligula
Piac. Muret bersaglier.




                                                       35
Migratore regolare, poco comune, invernale. Il branco più numeroso l‟ho visto sul Po a monte della diga di
isola Serafini il 29/11/1985 composto da 46 individui.
Alcune morette negli ultimi anni svernano insieme ai moriglioni sul Po, fra la diga di isola Serafini e l‟Isola de
Pinedo. Il gruppo svernante più numeroso il 8/1/1996 con 27 individui.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.
La tabella riporta i dati dei censimenti invernali di metà gennaio nel tratto isola Serafini- Roncarolo (loc. 1)


Anno                                 1995     1996      1997        1998   1999   2000   2001   2002   2003    2004

F. Po, I. Serafini – Roncarolo         5       27        5           0     10      4      2      8      6       13



IMPARATI: Di passo non frequente nel novembre, sul Po.
FERRAGNI: Invernale, ma più abbondante ai due passi.




MORETTA GRIGIA aythya marila


Migratore irregolare. Ultima osservazione certa è di tre esemplari visti a monte dell‟Isola de Pinedo l‟11
gennaio 2002 (rif. R. Bassano).


IMPARATI: Ogni due o tre anni se ne prende qualcuna sul Po. (Ferragni). Un bel maschio adulto di questa specie, preso
a S. Giuliano nel gennaio 1896, viene conservato nel museo.
FERRAGNI: Invernale ma di rara comparsa.




EDREDONE Somateria mollissima


Accidentale. Questa specie è riportata nello studio eseguito dai prof. Guido Tosi e Silvano Toso per conto
dell‟Enel D.C.O. sul controllo ambientale del fiume Po tra Roncarolo e l‟isola Serafini negli anni 1976/1977.
Ho notizia dal Valli di un abbattimento proprio nell‟inverno 1976 (forse lo stesso esemplare visto e segnalato
nello studio).


Non viene riportato né dall‟Imparati né dal Ferragni:




MORETTA CODONA Clangula hyemalis


Accidentale per la nostra provincia. Unico esemplare, femmina o giovane, da me visto il 14/12/1998 era
ancora presente il 15/1/1999 sul Po a valle dell‟Isola de Pinedo. Ha sostato nella zona frequentata dai
moriglioni e dalle folaghe tenendosi però in disparte.


Non viene riportata né dall‟Imparati né dal Ferragni.


                                                               36
ORCHETTO MARINO Melanitta nigra


Non ho nessuna notizia recente o avvistamento per la nostra provincia.


IMPARATI: riporta quanto riferitogli dal Ferragni della cattura di quattro individui.
FERRAGNI: Accidentale. In trenta anni io ne ebbi che quattro, due maschi e due femmine.




ORCO MARINO Melanitta fusca


Migratore irregolare. Ho visto 5 esemplari sul Po a isola Vidorino (a valle della foce dell‟Adda) il 4/1/1985.
Il Valli mi riferisce di aver visto due femmine all‟Oasi de Pinedo il 12/3/1996. Una femmina l‟ho vista all‟oasi il
29 e 30 gennaio 2004 a valle dell‟isola, rimaneva quasi sempre solitaria e lontano dalla riva. Il periodo era tra
i più freddi con 5 gradi sotto zero nella prima mattina.


Non viene menzionato dall‟Imparati.
FERRAGNI: Tre o quattro esemplari di questa specie sono stati catturati sul Po dal 1892 in poi e credo che un altro sia
stato preso nello scorso novembre nei pressi di Soarza.




QUATTROCCHI Bucephala clangula


Migratore regolare, invernale, scarso.
Le maggiori osservazioni sono prevalentemente nei mesi da dicembre a marzo e comunque con pochi
individui (da uno a sei).


IMPARATI: Raro e invernale.
FERRAGNI: E‟ anche questo anatide di comparsa invernale, ma raro; i maschi adulti poi in abito perfetto sono rarissimi.




PESCIAIOLA Mergus albellus


Migratore irregolare. Arriva da noi sul Po negli inverni più rigidi, raro.
Ho visto 7 individui a valle dell‟Isola de Pinedo il 17/2/1987, 1 il 25/2/1987. Due maschi e una femmina il
11/2/1996 sul Po a S. Nazzaro . Una femmina all‟Oasi de Pinedo il 4/1/1997, imbrancata con un gruppo di
alzavole. Il 15/1/1999 ne ho viste tre all‟oasi durante il censimento degli acquatici. Capita più raramente del
quattrocchi.


IMPARATI: Vidi parecchie catture di giovani di questa specie nella provincia, di adulti mai.
FERRAGNI: Invernale; rari i maschi adulti.



                                                              37
SMERGO MINORE Mergus serrator


Migratore irregolare, raro. Lo si può vedere più facilmente in inverno. Alcuni avvistamenti: il 11/12/1983 e il
4/2/1986, una femmina il 17/1/1997 e un‟altra il primo ottobre dello stesso anno a valle dell‟Isola de Pinedo.
Una femmina a valle della De Pinedo il 20/1/1998 vista durante il censimento invernale, già presente nello
stesso posto da metà dicembre.


IMPARATI: Specie poco nota nella provincia.
FERRAGNI: Invernale, ma più facile a vedersi in novembre e aprile. Rarissimi poi i maschi adulti.




SMERGO MAGGIORE Mergus merganser


Migratore irregolare, raro. Un individuo femmina ha sostato all‟oasi dal 7/8/1997 al 14/10/1997 e uno dal
6/4/1998 al 22/5/1998, un individuo sempre all‟oasi il 3/3/2004 (Rif. A.Valli). E‟ sicuramente più raro dello
Smergo minore.


IMPARATI: Di questa specie rara per l‟Italia , il nostro museo possiede un bellissimo individuo femmina preso sul Po non
saprei quando, perché disgraziatamente non porta la data di cattura. Esso , caso rarissimo per noi, è in abito perfetto.
FERRAGNI: Invernale e non comune specialmente nell‟abito di maschio adulto.




                                               GRUIFORMI Guiformes
                                                   RALLIDI Rallidae



PORCIGLIONE Rallus aquaticus
Piac. grugnet


Migratore regolare, stazionario e, poco comune. Specie di difficile osservazione in quanto vive lungo le rive
coperte da vegetazione e nei canneti , spesso la sua presenza viene tradita dal suo verso simile ad un
grugnito udibile specialmente all‟imbrunire. Spesso fa sentire il suo verso anche quando viene spaventato da
qualche rumore improvviso, ad esempio una fucilata anche se abbastanza lontana. Alcune coppie nidificano
sicuramente all‟Oasi de Pinedo, l‟ho visto in primavera avanzata anche al lago Moo e nella zona umida
appena a valle di S. Barbara ( Coli), dove probabilmente nidifica. La nostra provincia è interessata anche da
un transito di uccelli migratori difficilmente quantificabile ma che ritengo scarso. Alcuni individui sentiti in
Trebbia a Gossolengo nel novembre1992 e 1994. Un esemplare l‟ho trovato morto sotto ad una linea
elettrica che attraversa il Nure a Vigolzone nel novembre 1998.


IMPARATI: L‟Imparati lo chiama gallinella e scrive: Frequente specialmente in autunno.
FERRAGNI: Invernale, ma ha anche nidificato, onde in scarso numero può dirsi sedentario.


                                                            38
VOLTOLINO Porzana porzana
Piac. girardeina.


Migratore regolare e invernale, scarso. Probabile nidificante. Come il precedente di non facile osservazione.
L‟ho visto da novembre ad aprile. Il 28/11/1995 ne ho osservato uno nelle lanche di cascina Boscone
(Caorso) , il quale vistosi scoperto si è immerso sott‟acqua, nascosto sotto a un cespuglio rimanendo a lungo
immobile, come ho visto fare anche dalle gallinelle d‟acqua. Nell‟aprile 2003 ho visto, in una zona umida
limitrofa all‟Oasi de Pinedo, in loc. Zerbio, due esemplari ai bordi di un canneto a Phragmites rincorrersi in
atteggiamento di difesa territoriale, probabile segno di nidificazione in atto. Un altro visto nello stesso periodo
in Trebbia, sotto il ponte di s. Antonio, mentre si nutriva di pesciolini morti in una buca andata in secca.


IMPARATI: Comune nel marzo e nell‟aprile.
FERRAGNI: Estivo, ma più abbondante ai due passi.




SCHIRIBILLA Porzana parva


Migratore raro, visto lungo il Po all‟Oasi de Pinedo il 9/4/1987, un altro presso la centrale di Caorso il
17/4/1998 . Un esemplare è posseduto dal museo di storia naturale ma senza dati. Visto quanto sotto
riportato nei vecchi studi è da ritenere una specie in diminuzione.


IMPARATI: Poco frequente, probabilmente di doppio passo.
FERRAGNI: Di doppio passaggio.




SCHIRIBILLA GRIGIATA Porzana pusilla


Accidentale. Non ho notizie recenti di questa specie. Per quanto riportato dal Ferragni e vista la mancanza
di notizie recenti, si può desumere che questa specie abbia subito un drastico declino.


IMPARATI:    Non viene riportata dall‟Imparati.
FERRAGNI:     Di doppio passaggio, ma anche nidificante in luoghi adatti, onde può dirsi in scarso numero estiva.




RE DI QUAGLIE Crex crex
Piac. Re da quai.


Migratore, scarso. Specie elusiva e           difficilmente osservabile che ama ambienti erbosi e freschi dal
fondovalle ai pianori montani . È stato visto di passo autunnale al Mezzanone (Caorso) a metà degli anni 90
(A.Valli). Viene segnalato nello studio sul Po tra isola Serafini e Roncarolo dei prof. Guido Tosi e Silvano
Toso del 1976/1977. E‟ stato accertato il 28/5/2004 tra Pradovera e passo S. Barbara da Mattia Brambilla.



                                                          39
Sia per quanto sotto riportato, sia per la testimonianza di anziani cacciatori , questa specie è da ritenersi in
drastico calo rispetto al passato. Il museo possiede alcuni esemplari tra cui uno preso a Travo nel settembre
1893.


IMPARATI: Non comune ma non raro; estivo e, secondo i più , talvolta nidificante.
FERRAGNI: Estivo in scarso numero, ma più copioso nel passo autunnale.




GALLINELLA D’ACQUA Gallinula chloropus
Piac. Galineta, Sciabica, Gallinella.


Migratore regolare, stazionaria comune. Presente e nidificante sia lungo il Po, i torrenti , i canali di bonifica, i
laghetti e ovunque vi sia acqua stagnante. Colonizza rapidamente nuove situazioni favorevoli, l‟ho trovata
nidificante a Bobbio e a Marsaglia nei bacini creati per la fitodepurazione annessi agli impianti di
depurazione di questi paesi.
Si vede spesso in gruppo e specialmente in inverno lungo le rive e nei campi limitrofi alla ricerca di cibo.
Dal 1999 ho cominciato a contare anche questa specie nei censimenti invernali in quanto, anche se si tratta
di una specie comune e diffusa, i dati possono servire come termine di paragone per eventuali variazioni
nella consistenza della popolazione. I dati in tabella si riferiscono alla popolazione totale censita a metà
gennaio lungo i corsi d‟acqua oggetto di censimento per l‟INFS in provincia di Piacenza. Gran parte della
popolazione sfugge però ai conteggi perché presente lungo corsi d‟acqua minori, ma essendo i dati riferiti
sempre agli stessi tratti, possono dare l‟idea dell‟andamento della specie che al momento pare stabile.


                          Anno             1999     2000    2001     2002     2003   2004

                          Numero Tot.      90       163     167      170      89     184


IMPARATI: Sciabica .Gallinella.
FERRAGNI: In scarso numero sedentaria, più frequentemente estiva.



FOLAGA Fulica atra
Piac. Folga, fulga.


Migratore regolare, stazionaria, svernante, comune.
Nidifica nelle ultime lanche lungo il Po e in alcuni laghetti della provincia ricchi di canneti e vegetazione
acquatica. In inverno molte folaghe arrivano sul Po per svernare nel tratto tra la diga di isola Serafini e l‟Isola
de Pinedo. La tabella seguente riporta i conteggi totali della specie in questo tratto comprendendo qualche
decina di esemplari presenti nelle zone umide interne alla centrale di Caorso e pochi esemplari presenti in
alcuni bacini e laghetti della provincia se non ghiacciati.
Dopo il drastico calo del 94, il numero di folaghe presenti è rimasto basso per diversi anni , incrementandosi
nuovamente nel 1999 e 2000 per poi ridiscendere nuovamente negli ultimi anni, con un andamento quindi
altalenante. Attualmente ritengo la specie stazionaria come numero di coppie nidificanti che stimo in circa 30
concentrate all‟Oasi de Pinedo, nidifica anche a monte della diga di isola Serafini, alla conca di navigazione,
in alcuni laghetti di pianura (ex cave) al lago di Mignano e del Molato con poche coppie.



                                                           40
Una curiosità da segnalare è la presenza di un esemplare quasi completamente albino , tranne il collo e la
testa neri. Questo individuo è stato da me visto per la prima volta il 11/2/1996 era stanziale avendolo
osservato lungo la riva lombarda dell‟Isola de Pinedo anche in periodo estivo, in inverno si aggregava al
gruppo svernante di fronte alla zona Enel come osservato il 27/12/1997. Ultima osservazione di questo
esemplare il 20/3/1998, lungo la riva sinistra dell‟Isola de Pinedo.

Tabella degli svernanti a metà gennaio

         700
                630

         600                  560
                                                                                528
                       490                                               493
         500


         400
                                                                                       320
         300                                                                                  270
                                     240
                                            186                   198                                       188
         200                                       168
                                                          150                                        150

         100


           0
                1991   1992   1993   1994   1995   1996   1997    1998   1999   2000   2001   2002   2003   2004




IMPARATI: Folaga. Folga.
FERRAGNI: Sedentaria in scarso numero; più comune ai due passi.




                                                    GRUIDI Gruidae



GRU Grus grus
Piac. Grugla.


Migratore regolare e invernale, rara. Ho osservato un esemplare il 7/12/1991 arrivato in volo si è posato in
un prato nei pressi di Mucinasso ( Piacenza) subito circondato da cornacchie incuriosite. Altre tre viste in
volo sulla diga di Boshi (V. Aveto) alla fine di settembre 1993 ( rif. A. Migliorini). Due in volo sopra l‟Isola de
Pinedo dirette verso monte il 3/1/2001. Quattro viste dal Valli in volo all‟oasi il 6/11/2002, forse le stesse da
me viste il 15/1/2003, di cui tre adulti e un giovane in zona golenale del Po nei pressi di Boscone Cusani. Un
adulto e un giovane in un prato in loc. Due Ponti tra fosso Budello e Fontana alta in com. di Monticelli
d‟Ongina il 29/11/2003 si sono poi dirette verso il Po di Castelvetro.
La specie anche se ancora rara pare negli ultimi anni più facilmente osservabile.
Segnalo il passaggio di circa 80 gru sopra Guardamiglio il 4/12/2003 verso le ore 20 (rif. R. Bassano) e nella
stessa serata verso le 23 sono state viste e sentite un numeroso gruppo sopra Fidenza (rif. R. Telò), c‟è la
possibilità quindi che possa trattarsi dello stesso gruppo e che questo abbia sorvolato il piacentino.



                                                             41
IMPARATI: Grugla. Al certo specie di sosta rara. Il museo possiede un magnifico individuo femmina catturato alla Noce
di Trebbia.
FERRAGNI: Sosta accidentalmente sulle nostre terre e rarissime ne sono le catture.




OTIDIDI Otididae
OTARDA Otis tarda


Accidentale. Non ho mai visto ne ricevuto notizie di questa specie , mentre come riportato nei vecchi studi
anche se accidentalmente qualche esemplare era arrivato anche nella nostra provincia e in quelle limitrofe.


IMPARATI: Accidentale. Il 15 ottobre 1891, presso la foce del Trebbia , venne uccisa una bellissima femmina , ora
conservata nel nostro museo.
FERRAGNI: Accidentale. Presa nel piacentino, parmense e cremonese.




                                          CARADRIFORMI Charadriiformes
                                          EMATOPODIDI Haematopodidae



BECCACCIA DI MARE Haematopus ostralugus


Accidentale. Non ho mai osservato questa specie da noi ma so di qualche avvistamento avvenuto sul Po
negli anni 60 (rif. A. Valli ).
Per quanto sotto riportato questa specie pare da noi diventata più rara.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: Di comparsa irregolare nell‟Aprile. Talora fu veduto in branchi numerosi. Un esemplare, ucciso a Olza
nell‟aprile 1893 , è conservato nel museo.
FERRAGNI: Quasi tutti gli anni comparisce sul Po alle epoche del passo. Per citare le ultime due catture, una avvenne
su Po il 22 settembre 1907; l‟altra il 28 aprile anno corrente (1908).




                                        RECURVIROSTRIDI Recurvirostridae



CAVALIERE D’ITALIA Himantopus himantopus


Migratore regolare, nidificante irregolare. Questo elegante uccello si osserva da noi tutti gli anni
specialmente in aprile , maggio, giugno, agosto quasi sempre in gruppo. Li ho osservati sia lungo il Trebbia



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(11 a Pieve Dugliara l‟8/6/1993), altri presso S. Nicolò e alla foce Trebbia, sia sul Po nella zona De Pinedo,
lanche del Gargatano e anche più volte presso le vasche dell‟Eridania.
Ho accertato la nidificazione su di un isolotto di nuova formazione con sola vegetazione erbacea a valle
dell‟Isola de Pinedo nella primavera 1997 osservando due coppie in corteggiamento e un accoppiamento il
2/5/1997. Queste erano presenti in zona ancora ai primi di giugno. E‟ probabile però che la cova non sia
andata a buon fine, non avendo visto piccoli e anche per la presenza costante sull‟isolotto di cornacchie e
gabbiani reali.
Sempre nella primavera del 1997 ho accertato che alcune coppie si sono riprodotte nelle vasche prosciugate
dell‟Eridania a Sarmato, infatti il 26/6/1997 ho osservato una ventina di adulti con 5 giovani non in grado di
volare. Alcuni adulti vincendo la paura, mi volavano vicino strillando per attirare la mia attenzione e
allontanarmi dai loro piccoli.
Altra nidificazione certa nella primavera 2000, 5 coppie hanno deposto le uova su cumuli di terra in vicinanza
delle vasche dello zuccherificio, ho visto quattro piccoli il 20/6/2000. Diversi nidi sono stati poi distrutti da
lavori di asportazione di questi cumuli. A fine luglio le vasche erano state prosciugate ed erano presenti circa
40 Cavalieri d‟Italia tra adulti e giovani. Due coppie hanno nidificato in una vasca secondaria dello
zuccherificio nel 2001, mentre l‟8/8/01erano presenti ben 85 individui di passo.
Quattordici coppie hanno nidificato alle vasche dello zuccherificio di Sarmato nella primavera 2004 (viste in
cova il 11/5/2004).
La creazione di una zona umida apposita o il mantenimento di una vasca con basso livello d‟acqua nel
periodo primaverile, consentirebbe la nidificazione regolare di questa bella specie, senza il pericolo della
distruzione dei nidi causata da lavori o allagamenti improvvisi.
Per quanto sotto riportato la specie pare più comune che in passato.


IMPARATI: E‟ al certo di comparsa accidentale. Mi viene comunicata dal Ferragni una cattura di un maschio a Soarza,
sulla metà del maggio ultimo. Il museo possiede un maschio e una femmina presi sul Po, il primo nel maggio 1890 e la
seconda il 1 maggio 1892. (N.B. Da questa nota si capisce che la caccia era ancora aperta a maggio, consentendo
l‟uccisione in piena epoca riproduttiva).
FERRAGNI: Raro e non tutti gli anni. Più sovente l‟incontrai nel maggio nelle risaie.




AVOCETTA Recurvirostra avosetta


Migratore irregolare, raro.
Il 26/5/1995 ho visto due esemplari su un isolotto melmoso da poco emerso dal Po a valle dello sbocco del
Nure vecchio si nutrivano setacciando la melma, poi facevano qualche breve volo e ritornavano a posarsi,
dimostrando un certo nervosismo. Altre due viste il 26/10/2002 erano ancora presenti il 5/11/2002 sempre a
valle dell‟Isola de Pinedo. Viene segnalata anche nello studio sul Po a Caorso del 1976/1977 da Toso e Tosi
e anche da Bozzetti all‟isola del Deserto.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione bassa.


IMPARATI: Di accidentale comparsa nella Provincia.
I due begli esemplari maschio e femmina posseduti dal museo furon presi alla Noce di Trebbia e portano la data
dell‟agosto 1893.
FERRAGNI: Di rara comparsa sul Po.



                                                            43
                                             BURINIDI Burhinidae


OCCHIONE Burhinus oedicnemus
Piac. Suglon.


Migratore regolare, estivo, scarso e localizzato, nidificante. Qualcuno svernante.
Questo particolare uccello, di abitudini crepuscolari e notturne, nidifica da noi regolarmente sugli ampi
ghiaieti del Trebbia, del Nure, qualche coppia in Tidone. La maggior parte della popolazione è presente in
Trebbia dalla foce a Pieve Dugliara, spingendosi qualche coppia fino a valle di Perino e nel Nure da S.
Giorgio a Ponte dell‟Olio. Nidificando a terra sui ghiaieti è soggetto al disturbo e alla distruzione di molte
covate da parte dell‟invadenza dei bagnanti e motocrossisti che frequentano nella bella stagione questi corsi
d‟acqua. Un altro rischio per i nidi è costituito dai lavori di regimazione dell‟alveo e dalle piene improvvise
che sommergono le uova e costringono l‟occhione a covate di rimpiazzo.
Diversi studi hanno accertato una forte riduzione rispetto al passato. Il Ferragni in uno studio di fine 800 per
l‟occhione così scriveva: “da marzo a novembre questo uccello è comune fra noi e stanzia sulle isole del Po
e sulle sabbie aride e nude.” Attualmente lungo il Po non è più stato accertato come nidificante, unico mio
avvistamento in periodo riproduttivo è di un individuo su un sabbione di fronte allo sbocco del Lambro nel
giugno 2003 di cui non è certa la nidificazione.
I primi della stagione arrivano verso metà marzo, mentre la partenza avviene in autunno inoltrato e qualche
esemplare sverna. ( Visto in Trebbia a Gragnano il 12/12/1994 e a Pieve Dugliara 9/1/2003 e il 14/1/2004
durante il censimento invernale ). Verso la fine dell‟estate si riunisce in gruppi, anche di una ventina di
individui frequentando anche i campi arati limitrofi il Trebbia e il Nure. Un censimento parziale da me
effettuato nella primavera 2004 porta ad una stima di circa 50 coppie nidificanti nel F. Trebbia da Perino alla
foce che si concentrano nei tratti dove l‟alveo è più ampio e meno disturbato. All‟epoca della migrazione si
rinviene anche sui sabbioni del Po. Considerando che la specie è rara e localizzata, anche a livello
nazionale, la popolazione piacentina rappresenta uno dei nuclei più importanti, che andrebbe
opportunamente tutelato. Le misure più urgenti sarebbero quelle di           chiudere le strade e le piste che
consentono un accesso incontrollato di veicoli e moto nei greti, vietando l‟attività estrattiva e i lavori in alveo
almeno nei periodi di nidificazione lasciando il più possibile inalterato l‟ampio greto ghiaioso, habitat preferito
dalla specie.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Viene riportato dall‟imparati ma senza alcun commento.
FERRAGNI: In scarso numero sedentario; più copiosamente estivo.




                                           GLAREOLIDI Glareolidae



PERNICE DI MARE Glareola pratincola


Migratore irregolare, raro. Io l‟ho vista il 15/6/84 in Trebbia a Tuna, (atterrata in una colonia nidificante di
sterne e fraticelli) a Isola de Pinedo il 1/6/1987 e in Trebbia a Gossolengo il 16/5/1989, sempre isolata.

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Interessante notare che a distanza di circa un secolo le poche osservazioni sono sempre in maggio e
giugno.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Accidentale Il museo possiede un maschio preso sul Po l‟11 giugno 1896.
FERRAGNI: Due sole volte io ho incontrato questa specie affatto accidentale per noi, l‟11 giugno 1896 ed il 13 maggio
1906. (Quello citato dall‟Imparati dovrebbe essere lo stesso riportato dal Ferragni riferendosi alla stessa data, tale
esemplare si può vedere esposto nel diorama sul Trebbia a cui ho collaborato presso l‟attuale museo di storia naturale).




                                             CARADRIDI Charadriidae



CORRIERE PICCOLO Charadrius dubius


Migratore regolare, nidificante, poco comune. Arriva da noi alla fine di marzo primi di aprile nidifica in scarso
numero su ghiaieti e sabbioni lungo il Po e affluenti a corso lento e alveo ghiaioso (visto nello Stirone, Nure,
Trebbia Tidone e Po). A volte l‟ho trovato nidificante insieme a colonie di sterne e fraticelli, sia sul Po che in
Trebbia.


IMPARATI: Estivo e forse nidificante.
FERRAGNI: Estivo.



CORRIERE GROSSO Charaddrius hiaticula


Migratore irregolare, scarso.
Ho visto pochi esemplari nella migrazione post-nuziale in agosto e settembre.
Da quanto riportato dal FERRAGNI: pare quindi in netto calo rispetto al passato.


IMPARATI: Di doppio passaggio nella provincia e, secondo il sig. Ferragni , talora copioso. Il museo possiede un
maschio adulto preso a Soarza il 4 marzo 1895 ed un giovane preso a S. Giuliano l‟8 ottobre dello stesso anno.
FERRAGNI: Di doppio passaggio, talora abbondante.



FRATINO Charadrius alexandrinus
Piac. Couvel.


Migratore irregolare, raro.
Non ho segnalazioni recenti per questa specie. È stato segnalato nello studio sul Po di Caorso (1976/77) da
Guido Tosi E Silvano Toso.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione bassa.




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IMPARATI: Di doppio passo ma scarso. Un maschio e una femmina adulti furono presi a Soarza il 1° aprile 1895 e si
conservano nel museo.
FERRAGNI: Piuttosto raro e solo alle epoche del passo.


PIVIERE TORTOLINO Charadrius morinellus


Accidentale. Unico avvistamento il 29/8/2003 nei pressi del passo del Crociglia durante un forte temporale.


IMPARATI: Non riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: L‟8 settembre 1900 uccisi un giovane di questa specie sul Po di fronte a S. Giuliano. E‟ l‟unico esemplare
da me avuto in 30 anni di ricerche.




PIVIERE DORATO Pluvialis apricaria
Piac. Pivél.


Migratore regolare, scarso, invernale. L‟Ho visto diverse volte imbrancato insieme alle pavoncelle, elenco
alcune delle osservazioni segnate sul diario di campagna: un gruppo di circa 40 insieme a circa 200
pavoncelle il 26/12/1985 in un campo di frumento in loc. Gragnanino. 12 visti sempre insieme a circa 250
pavoncelle il 29/11/1995 loc. case Trebbia (PC). Otto insieme a circa 1400 pavoncelle in un campo sulla riva
destra del Po all‟Oasi de Pinedo il 8/12/2002. La specie era prevista ancora cacciabile dalla legge 968/1977
dal 18 agosto al 31 marzo, poi è stato ridotto il periodo al 10 marzo con DPCM del 20/12/1979, insieme ad
altre specie. Attualmente la specie non è più cacciabile.


IMPARATI: Di doppio passo. Abbastanza comune.
FERRAGNI: Invernale, ma poco abbondante.




PIVIERESSA Pluvialis squatarola


Migratore irregolare, raro.
Riportata tra le osservazioni di Antonio Bozzetti sul Po all‟Isola del Deserto (Castelvetro). Tra i pochissimi
individui visti ho segnato sul diario di campagna due esemplari sui sabbioni del Po a valle della diga di Isola
Serafini il 25/9/1996.


IMPARATI: Di doppio passaggio ma scarsa. Il museo possiede un maschio adulto in abito nuziale catturato ad Olza il 20
maggio del 1891.
FERRAGNI: E‟ uccello poco noto, che comparisce irregolarmente alle epoche del passo.




PAVONCELLA Vanellus vanellus
Piac. Paunsela.


Migratore regolare e invernale, comune, qualche coppia nidifica nella bassa pianura.

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Si vede spesso a gruppetti di qualche decina, più raramente anche gruppi di diverse centinaia di individui,
all‟Oasi de Pinedo ho visto sostare anche circa 1500 pavoncelle in un campo allagato il 16/11/2000 e anche
negli anni seguenti in novembre e dicembre. Frequenta i sabbioni, i ghiaieti e le zone golenali, ma spesso
anche campi coltivati, specialmente prati umidi e concimati con letame. La sua presenza è molto variabile a
secondo del periodo, degli anni e dipende probabilmente dall‟andamento stagionale e climatico, anche i
censimenti invernali variano da zero a circa 1500 individui. Questo dipende dalla notevole mobilità della
specie al variare della temperatura e per la caratteristica delle pavoncelle di concentrarsi in grandi stormi
che si spostano alla ricerca di ambienti adatti. Proprio per la loro attitudine a riunirsi in stormi di centinaia di
individui che si spostano dividendosi, raggruppandosi e facendo strane evoluzioni, offrono all‟osservatore
uno spettacolo inconsueto e suggestivo.
Da diversi anni alcune coppie nidificano e le ho trovate nidificanti in campi di mais quando questo era alto
pochi centimetri, quattro coppie in uno stesso campo, nella primavera del 1997, nella zona di
Cortemaggiore. Altre tre coppie in prossimità di Fiorenzuola, ho visto diversi voli acrobatici con impennate e
picchiate a zig zag tipiche delle parate nuziali. Negli anni successivi ho trovato altre coppie nidificanti nella
zona di Alseno e Chiaravalle della Colomba.
Alcune coppie nidificano irregolarmente anche nelle vasche dello zuccherificio di Sarmato se hanno
condizioni favorevoli cioè quasi asciutte con parti del fondo scoperte e senza vegetazione.
Attualmente stimo in una ventina le coppie nidificanti in provincia.


IMPARATI: Di passo abbondante nell‟autunno.
FERRAGNI: Invernale ed abbondante.




                                             SCOLOPACIDI Scolopacidae
                                               CALIDRIDINI Calidridinae



PIOVANELLO MAGGIORE Calidris canutus


Accidentale. Viene riportato tra le osservazioni di Antonio Bozzetti sull‟isolone Deserto (Castelvetro), senza
altre notizie.


IMPARATI: Raro e di comparsa irregolare nel maggio.
FERRAGNI: Uccello raro che si mostra non tutti gli anni nel maggio. In settembre l‟ebbi due volte.




PIOVANELLO TRIDATTILO Calidris alba


Migratore, accidentale.
Unica mia osservazione il 15/4/1994 alle vasche dell‟Eridania a Sarmato.


L‟imparati: ed il Ferragni lo chiamavano allora Calidra (calidris arenaria) e scrissero:
IMPARATI: Il Sig. Ferragni uccise quattro individui di questa specie, presso Soarza, il 12 settembre 1894. Mi scrive
inoltre che il 28 agosto 1898 vide altri due individui presso S. Giuliano, ma che non li poté cogliere.


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FERRAGNI: In autunno quasi tutti gli anni se ne vede qualcuna. Di primavera la incontrai una sola volta.



GAMBECCHIO Calidris minuta
Piac. Grisein piccin.


Migratore regolare, scarso.
Mi è capitato di vedere questo piccolo limicolo, sia nel basso Trebbia, sia lungo il Po ed in particolare sul
Po“morto” di isola Serafini a valle della diga, specialmente da aprile a giugno in piccoli gruppi, massimo una
decina di individui.


IMPARATI: Di doppio passo nella primavera e nell‟autunno. Un maschio catturato il 3 maggio 1895 ad Olza , si conserva
nel museo.
FERRAGNI: Si vede in maggio e giugno; ripassa in agosto, settembre e anche più tardi.




GAMBECCHIO NANO Calidris temminckii


Migratore regolare, scarso.
Qualche osservazione in aprile, maggio a volte insieme al gambecchio ma in numero più limitato.


IMPARATI: Non raro. Rinviensi regolarmente in maggio ed in settembre. Il museo possiede un maschio catturato ad
Olza il 3 maggio 1895.
FERRAGNI: Assai più scarso del precedente in maggio ed in agosto e settembre.




PIOVANELLO Calidris ferruginea
Piac. Grisein.


Migratore regolare, scarso. Ho alcune osservazioni in maggio , giugno e settembre, ultima osservazione
nelle vasche dell‟Eridania a Sarmato alla fine di giugno 1997. Nella tesi di laurea di Brambilla Alessandro
viene riportato un avvistamento di 13 individui il 28/10/1980 nella zona di Isola de Pinedo. Per quanto sotto
riportato, pare che in passato fosse addirittura abbondante.


IMPARATI: Non scarso da maggio a settembre. In museo abbiamo una femmina giovane , presa sul Po nel maggio
1893, ed un maschio pure preso sul Po nel settembre 1896.
FERRAGNI: Si vede in maggio e giugno vestito dello splendido abito nuziale. Ritorna più abbondante in agosto e
settembre nell‟abito di gioventù.




PIOVANELLO PANCIANERA Calidris alpina


Migratore regolare, abbastanza comune, capita a gruppetti sul Po, nelle vasche dell‟Eridania e visti anche
nel basso Trebbia. Ho maggiori avvistamenti nel passo autunnale che non in quello primaverile.

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IMPARATI: Copioso e di doppio passo in primavera ed autunno.
FERRAGNI: Scarso in primavera , abbondante in autunno. Si trattiene qualche volta anche in inverno.


GAMBECCHIO FRULLINO Limicola falcinellus


Migratore irregolare, raro. Ho visto un esemplare abbattuto negli anni 60 sul Po ma non ho avvistamenti
recenti.
Segnalato sul Po presso Cremona (Maestri 1981).


IMPARATI: Secondo quanto mi asserisce il sig. Ferragni, lo si rinverrebbe d‟agosto ma raramente. Fu da lui ucciso
quest‟anno il 14 maggio.
FERRAGNI: Assai raro, ucciso due volte nel maggio e qualche altra volta sul Po in agosto e settembre.




COMBATTENTE Philomachus pugnax
Piac. Gambetta


Migratore regolare, comune. Di doppio passo, più frequente in quello prenuziale, in marzo aprile. Presente a
gruppi sia in Trebbia, Nure e sul Po, massimo visti circa 50 in Trebbia a Gossolengo il 4/5/1992, alcuni visti
all‟Oasi de Pinedo anche alla fine di febbraio insieme ai beccaccini.


IMPARATI: Nel nostro museo questa specie è rappresentata da un individuo maschio catturato sul Po il 13 marzo 1892.
FERRAGNI: Copioso nel passo primaverile; più rari gli adulti in abito di nozze. Nell‟autunno è molto più scarso.




                                             GALLIGININI Gallinagininae



FRULLINO Lymnocryptes ninimus


Migratore regolare, scarso e invernale. Questa specie anche se scarsa è ancora attualmente cacciabile. Ne
ho visto un esemplare abbattuto sul Po il 2/11/1983. Uno ucciso allo sbocco del F. Trebbia il 9/11/1983. Uno
visto a Sarmato l‟8/12/1989. Uno in Trebbia a Gossolengo il 22/1/1992 (con neve, era isolato anche se in
zona vi erano diversi beccaccini). Ho osservato un individuo in attività notturna, illuminato dal faro durante un
censimento di lepri, su una carraia con pozzanghere il 2/12/1994 in loc. Roveleto di Rivergaro.


IMPARATI: Di passo sul principio e finire dell‟inverno. Piuttosto scarso.
FERRAGNI: Invernale da settembre ad aprile.




BECCACCINO Gallinago gallinago
Piac. Sgneppa.

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Migratore regolare , comune e invernale. Ha tendenze gregarie e ilgruppo più numeroso era composto da 42
individui visti sul Po a Mortizza (PC) il 1/12/89. Frequenta sia il Po che il basso corso dei torrenti e le rive di
fossi e canali di bonifica. Presente da agosto ad aprile. All‟Oasi de Pinedo frequenta sia le rive del Po che
alcuni bacini interni all‟area della centrale, sverna regolarmente con un massimo di 33 individui contati nel
gennaio1999.


IMPARATI: Abbastanza frequente. Di passo.
FERRAGNI: Comune e talvolta numeroso da agosto ad aprile.




CROCCOLONE Gallinago media
Piac. Sgneppon.


Migratore irregolare, raro.
Non ho avvistamenti sicuri e recenti ma vista la sua elusività, può passare facilmente inosservato.


IMPARATI: Viene riportato senza alcun commento dall‟Imparati.
FERRAGNI: Di doppio passaggio, ma assai scarso.




                                           SCOLOPACINI Scolopacinae


BECCACCIA Scolopax rusticola
Piac. Gallinassa.


Migratore e invernale, possibile nidificante. La sua presenza varia a seconda degli anni e secondo
l‟andamento stagionale ma non è mai abbondante. Tra le migliori zone di sosta per la Beccaccia vi è il monte
Aserei, per questo molto frequentato dai cacciatori, specialmente bresciani. Ne ho viste cinque uccise in una
sola mattina da due bresciani sopra Pradovera il 29/10/1993. Sverna anche in Trebbia e Nure, ne ho viste
diverse nel basso Trebbia, nei boschi di Bacedasco e all‟Oasi de Pinedo e Monte Aserei fino alla fine di
marzo, per cui non è da escludere che qualche coppia nidifichi anche in boschi umidi montani.
Qualche esemplare viene visto regolarmente durante i censimenti invernali, specialmente lungo le boschine
di Po, Trebbia e Nure. E‟ facile osservarla ad esempio all‟imbrunire presso l‟idrovora sul “Nure Vecchio”,
uscire in volo dalla centrale di Caorso per andare in pastura sulla carraia che costeggia il canale o nei campi
anche fuori dall‟argine maestro .


IMPARATI: Di scarso passo in novembre e marzo. “qualche volta ha nidificato lungo il Po e nel maggio 1879 nei boschi
di Roncaglia presso Piacenza”(Ferragni).
FERRAGNI: Invernale. Qualche volta ha nidificato lungo il Po: nel 1879 nei boschi di Roncaglia e nel 1903 nei boschi di
Monticelli D‟Ongina.




                                                          50
                                                  TRINGINI Tringinae


PITTIMA REALE Limosa limosa
Piac. Mutt doppi.


Migratore regolare ma scarso, l‟ho osservata sia nel basso Trebbia che sul Po, specialmente in marzo e
aprile, qualcuna in agosto. Ne ho viste al massimo 9 a Casaliggio, in Trebbia il 25/3/1986.
Questa specie è stata solo recentemente protetta vietandone la caccia.


IMPARATI: Di passo specialmente nel marzo, epoca in cui è abbastanza comune. Il museo ebbe un esemplare femmina
l‟anno scorso, preso alla Noce di S. Nicolò il 26 marzo.
FERRAGNI: Passa in marzo e aprile , più scarsamente in agosto.




PITTIMA MINORE Limosa lapponica


Migratore irregolare, raro. Mi è stata segnalata da A. Valli e viene riportata anche tra le specie che hanno
sostato all‟isolone Deserto dal Bozzetti.
Nonostante la sua rarità a livello nazionale, questa specie era stata inserita ancora tra le specie cacciabili
nella legge 968 del 1977.


IMPARATI: Non viene segnalata dall‟Imparati.
FERRAGNI: Rarissima. Io ho ucciso una femmina di questa specie il 24 settembre 1905 sul Po presso Cremona.




CHIURLO PICCOLO Numenius phaeopus
Piac. Ciarlòtt piccol.


Migratore, irregolare, raro. Ho due sole osservazioni; un individuo il 20/7/1983 in Trebbia a Gossolengo e un
altro alla foce di Trebbia il 10/4/1998.


IMPARATI: Chiurletto. Da notizie avute dal sig. Ferragni, questa specie sarebbe in provincia poco comune. Egli n‟ebbe 4
esemplari da Monticelli d‟Ongina, nel marzo 1897. Nel museo la specie è rappresentata da un maschio preso a
Monticelli d‟Ongina nell‟aprile 1896.
FERRAGNI: Si vede in scarso numero nel solo passo di primavera.




CHIURLO MAGGIORE Numenius arquata
Piac. Ciarlott.


Migratore e svernante regolare, poco comune. Qualche individuo l‟ho visto anche in luglio e agosto.
Sverna regolarmente lungo il basso Trebbia cercando cibo specialmente nei prati stabili limitrofi il Trebbia e
spingendosi anche nei prati delle prime colline, dove li ho visti presso Torcello di Ancarano (Rivergaro) e

                                                           51
Castelletto di Gazzola. Fino al 1999 il conteggio degli svernanti               poteva essere non completo perché
riguardava la presenza diurna lungo i corsi d‟acqua, mentre dal 2000 ho potuto contarli più precisamente
avendo trovato il loro dormitorio dove si concentrano per pernottare.               Un altro dormitorio l‟ho trovato
nell‟inverno 2002/2003 lungo il Po a monte di Piacenza. Interessante notare che i due dormitori sono
utilizzati tutti gli anni e da un numero pressoché costante di individui, segno evidente che si tratta degli stessi
gruppi fedeli al loro quartiere di svernamento. Lo svernamento regolare può essere stato facilitato anche
dall‟andamento climatico degli ultimi inverni con scarse precipitazioni nevose e rare gelate che consentono
a questi uccelli di trovare più facilmente cibo. Si può vedere in ogni stagione anche se non ne ho mai
accertato la nidificazione. In migrazione arrivano presto: ne ho visto un gruppo di 42 il 27/07/2003, un
singolo individuo il 04/07/2004 e 28 il 17/07/2004, la maggior parte con le remiganti centrali in muta.


La tabella seguente riporta i dati del censimento a metà gennaio dei chiurli svernanti.


        Anno       1994    1995     1996     1997     1998        1999   2000     2001   2002    2003     2004

        Numero        18     13       28       26       38        15     46        46     45    51+16 48+16


IMPARATI: Scarso e poco noto.
FERRAGNI: Osservato in tutte le stagioni, però non nidifica.




TOTANO MORO Tringa erythropus
Piac. Grisein real.


Migratore regolare anche se scarso. Si osserva isolato o in piccoli gruppi, specialmente sul Po. Alcuni visti
anche in luglio.


IMPARATI: Gambetta fosca. Di doppio passaggio ma scarsa. Il museo possiede un giovane preso ad Olza nel settembre
1891.
FERRAGNI: Di doppio passaggio ma scarsa.




PETTEGOLA Tringa totanus
Piac. Grisèin gross.


Migratore regolare, scarso. Capita in piccoli gruppi o isolata, frequenta anche campi allagati e l‟ho vista
maggiormente nel passo primaverile fino ai primi di giugno e poi da fine agosto a ottobre.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione bassa.


IMPARATI: Di doppio passo. Singolarmente abbondante nell‟agosto1898; così m‟asserisce il sig. Ferragni.
FERRAGNI: Si vede quasi tutto l‟anno, ma più comunemente ai due passi.




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ALBASTRELLO Tringa stagnatilis


Migratore irregolare, raro. Osservato un esemplare nell‟inverno 1983 alla foce del Trebbia. Un individuo
all‟Oasi de Pinedo il 29/4/1995 e uno il 15/9/1998 a valle della diga di isola Serafini. Un esemplare è
posseduto dal Museo di Scienza Naturali ed è stato preso nel piacentino, ma è senza data.


IMPARATI: Non viene riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: Raro ed irregolare nelle sue comparse e solo di primavera.




PANTANA Tringa nebularia


Migratore regolare, svernante, poco comune. Si vede quasi tutto l‟anno sia in Trebbia che sul Po isolata o in
piccoli gruppi all‟epoca delle migrazioni, ma anche in estate e inverno. L‟ho vista quasi regolarmente durante
il censimento invernale, spesso lungo il basso Trebbia, il numero massimo osservato nel censimento
invernale è di 10 nel gennaio 2002 di cui 6 lungo il Po e 4 nel Trebbia.


IMPARATI: Viene riportata dall‟Imparati senza alcun commento.
FERRAGNI: Tutto l‟anno s‟incontra sul Po, ma non nidifica.




PIRO PIRO CULBIANCO Tringa ochropus


Migratore regolare, poco comune, qualche individuo anche estivante.
Capita anche in piccoli gruppi nei posti adatti, si distingue abbastanza facilmente dai congeneri per il dorso
abbastanza scuro che contrasta con il sopracoda bianco visibile specialmente in volo.


IMPARATI: A quanto mi consta, si rinviene nella provincia specialmente nell‟agosto e nel marzo.
FERRAGNI: Si vede in ogni stagione, ma più frequente alle epoche del passo.




PIRO PIRO BOSCHERECCIO Tringa glareola
Piac. Grisein.


Migratore regolare, poco comune. Si osserva più facilmente in aprile maggio e da agosto a ottobre, in piccoli
gruppi o isolato, si distingue dal piro piro culbianco per il dorso più chiaro e picchiettato di bianco che
contrasta meno con il groppone bianco.


IMPARATI: Di passaggio nel maggio, agosto settembre.
FERRAGNI: Di passaggio abbondante in aprile e maggio, scarso invece in autunno.




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PIRO PIRO PICCOLO Actitis hypoleucos


Migratore regolare, a volte estivante e probabilmente nidificante, qualcuno anche invernale.
Ho visto una coppia nella lanca a valle della “sassaia dei tedeschi”, Mortizza nel giugno 1992, si nascondeva
nella bassa vegetazione erbacea lungo la riva senza alzarsi in volo, probabile segno di nidificazione in atto,
l‟ho visto diverse volte in epoca riproduttiva anche nel basso Trebbia e sull‟Isola de Pinedo.               Abbastanza
facile da vedere lungo le rive specialmente in maggio e agosto. In Trebbia l‟ho visto fino a Bobbio il
13/5/1990.


IMPARATI: Non raro.
FERRAGNI: Estivo in scarso numero, ma più copioso ai due passi, specialmente in quello autunnale.




                                                   ARENARINI Arenariinae



VOLTAPIETRE Arenaria interpres


Migratore irregolare. L‟ho visto alle vasche dell‟Eridania a Sarmato il 30/8/1983 e uno il 27/4/1998 all‟Oasi de
Pinedo. E‟ stato visto anche sull‟isolone deserto dal Bozzetti.


IMPARATI: Accidentale. Abbiamo avuto un maschio e una femmina giovani, catturati all‟isolone presso Cò Trebbia il 31
ottobre 1898 e si conservano ora nella raccolta del museo. Non so di altre catture nel piacentino.
FERRAGNI: Assai raro. Lo incontrai quattro volte nelle risaie nel maggio e due volte l‟uccisi sul Po in settembre.




                                           FALAROPODINI Phalaropodinae



FALAROPO BECCOSOTTILE Phaloropus lobatus


Migratore irregolare, accidentale. Unica segnalazione alla foce di Trebbia ( F. Barbieri e G. Bogliani, maggio
1980).


IMPARATI: Non viene riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: Il FERRAGNI: riporta due catture nel 1887 e nel 1897 ma in provincia di Cremona, così come il Falaropo a
becco largo da lui ucciso nelle risaie di Sesto.




                                            STERCORARIDI Stercorariidae



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STERCORARIO MEZZANO Stercorarius pomarinus


Accidentale. Unica mia osservazione, il 2/9/1984 sul Po all‟isola Vidorino (a valle della foce dell‟Adda) un
individuo visto inseguire in volo un gabbiano comune.


IMPARATI: Gabbiano nero. Di questa rara specie il museo possiede un esemplare catturato sul Po, ma che non porta
data.
FERRAGNI: Accidentale sul Po. In trenta anni io ne ebbi tre soli individui giovani.




LABBO Stercorarius parasiticus


Accidentale. Non ho nessuna notizia recente per questa specie.


IMPARATI: Non viene riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: Accidentale. Fu ucciso dal sig. dott. Fulvio Rossi sul Po il 3 agosto 1898 ed altro pure dal sig. Groppali il 26
settembre detto anno.




LABBO CODA LUNGA Stercorarius longicaudus


Accidentale. Non ho nessuna notizia recente.


IMPARATI: L‟Imparati riporta l‟abbattimento del FERRAGNI:.
FERRAGNI: Anch‟esso accidentale. Un giovane io uccisi il 14 settembre 1893 presso Olza ed ora fa parte della
Collezione Centrale del museo di Firenze.




LARIDI Laridae


GABBIANO CORALLINO Larus melanocephalus


Migratore irregolare, raro. Unica mia osservazione certa il 12/7/2004 sul Po a Piacenza. Un adulto in abito
perfetto ha sostato un attimo vicino a un gruppo di sterne sull‟isolotto di fronte alla centrale ENEL poi ha
ripreso il volo risalendo verso monte.
Non viene riportato nei vecchi studi.




GABBIANELLO Larus minutus




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Migratore regolare, scarso, saltuariamente invernale. Ho visto qualche gruppetto sul Po in primavera, ultima
osservazione il 18 maggio 1997 cinque esemplari insieme a una ventina di Mignattini sul Po a valle dell‟
Isola de Pinedo.
L‟ultima osservazione invernale 4 individui sul Po all‟Oasi de Pinedo il 9/12/2000.

IMPARATI: Nulla so di questa specie. Il museo possiede una femmina presa ad Olza nel maggio 1893,
ceduta dal signor Ferragni.
FERRAGNI: E‟ uccello raro e di irregolare comparsa nel maggio. Uno ne uccisi in settembre.




GABBIANO COMUNE Larus ridibundus


Migratore regolare e svernante, abbondante. Probabile qualche nidificazione sporadica.
Sverna lungo il Po (frequenta poco il Trebbia e il Nure dove è più facile vedere Gabbiani reali) si concentra
presso lo stoccaggio di rifiuti di Borgoforte (PC), sui sabbioni di Spinadesco sul Po “morto” di isola Serafini e
sosta di preferenza sui sabbioni e sulle isole fluviali sabbiose.
Non escludo che qualche coppia si fermi a nidificare avendo osservato individui adulti in epoca riproduttiva
(come avvenuto in passato e documentato dall‟Imparati). Non è raro vederli anche in primavera ed estate,
spesso si tratta però di individui immaturi, facilmente riconoscibili per la banda scura sulla coda, ad esempio
il 19/5/2003 una trentina visti sul Po a Boscone di Calendasco, 18 all‟Oasi de Pinedo il 6/6/2003. In
migrazione si fermano anche in Trebbia (circa 150 il 23/9/2003 insieme a circa 50 Gabbiani reali presso il
ponte di Tuna).
Per maggiori informazioni sugli spostamenti del Gabbiano comune nel tratto foce Lambro, Piacenza è stato
eseguito un apposito studio dal Quadrelli (1981), infatti questo tratto è interessato da uno spostamento
massiccio di gabbiani che al mattino risalgono il Po mentre a sera ridiscendono verso il loro dormitorio.
Nel censimento di L. Canova e M. Fasola del gennaio 1988 ne furono contati ben 8841 di cui 7821 nella
zona di Isola de Pinedo.
La tabella seguente riporta i dati dei censimenti invernali lungo il Po piacentino.

                             Anno      1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
                             Totale    520     1435 1002         310    2077     785    1036


I dati sopraesposti evidenziano una notevole variabilità di anno in anno della distribuzione diurna del
Gabbiano comune lungo il Po, questo potrebbe essere dovuto sia a condizioni climatiche variabili, ma anche
alla grande mobilità della specie che compie lunghi spostamenti anche nel giro di poche ore, può quindi
capitare di non vederne alcuno in certi posti, alla mattina presto, mentre poi ne possono arrivare a centinaia,
a volte invece c‟è il rischio che vengano contati due volte in posti diversi, inoltre frequentando anche
discariche e l‟aperta campagna, sfugge a un accurato censimento.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: Tre sono gli individui di questa specie posseduti dal museo: un giovane, un adulto femmina , preso sul Po il 6
ottobre 1888, ed un pulcino, pure preso sul Po il 18 giugno 1892 e donato dal sig. Zilocchi, allora studente.
FERRAGNI: Invernale, ma assai più copioso alle epoche dei passi. Forse qualche volta nidifica sul Po.




                                                            56
GAVINA Larus canus


Migratore regolare, invernale, scarso. A volte l‟ho vista aggregata nel periodo invernale ai gabbiani comuni
sia sul Po che presso la discarica di Borgoforte. L‟ho osservata anche in Trebbia a Gossolengo il 7/6/1984.


IMPARATI: Di scarso passaggio nel dicembre. I due esemplari del museo furono catturati sul Po, l‟uno il 19 dicembre
1891, l‟altro il 2 dicembre 1893.
FERRAGNI: Invernale, ma scarso.




ZAFFERANO Larus fuscus


Migratore irregolare, raro. L‟ho osservato qualche volta sul Po in autunno.
Individui adulti estivanti sono stati osservati su isolotti Pavesi e Lodigiani nell‟estate 1988. (L. Canova e M.
Fasola in Indagine sui sistemi ambientali del fiume Po (1989).


IMPARATI: Non viene riportato dall‟Imparati.
FERRAGNI: L‟otto ottobre 1903 uccisi io stesso, colla spingarda, sul Po fra Stagno e Soarza, maschio e femmina giovani
di questa specie assai rara per noi.




GABBIANO REALE Larus micaellis


Migratore regolare, presente in tutte le stagioni, alcune coppie nidificano.
Il Gabbiano reale forma diverse sottospecie che si differenziano geograficamente, quello che normalmente è
presente da noi è quello mediterraneo (Larus cachinnans michaellis). Ma possono comparire individui
nordici riconoscibili per la forma più tozza e zampe più corte (Larus argentatus).
Si osserva facilmente sia sul Po che lungo il Trebbia fino a Bobbio. Negli ultimi anni qualche coppia ha
nidificato sui ghiaieti del Trebbia nei pressi del ponte di Tuna, dove ho trovato due coppie nella primavera del
1990 e probabilmente ha nidificato lo steso anno anche nei pressi di Dolgo (Travo) avendo osservato
individui adulti trattenersi fino a primavera inoltrata.
Qualche coppia nidifica anche sul Po, infatti il 13/6/1999 ho trovato un nido con un adulto in cova sull‟isola
Casoni Fellegari (isola Somaglia); aveva un solo uovo (forse aveva cominciato da poco la deposizione)
deposto vicino a un ciuffo d‟erba su una duna alta circa un metro rispetto al livello di magra del Po. E‟ stato
trovato nidificante anche all‟isolone Deserto da Antonio Bozzetti.
Non è raro vederne in migrazione primaverile anche in montagna dove a volte prendono quota nelle correnti
ascensionali, arrivando a grandi altezze come fanno alcuni rapaci. Come il gabbiano comune frequenta
anche i campi e le discariche.
Dalla metà di luglio compaiono numerosi in Trebbia e formano dormitori sugli isolotti del basso Trebbia
fermandosi fino ad autunno inoltrato (n. 140 il 27/7/2003, 125 il 15/10/2003), poi normalmente in inverno
diminuiscono di numero come dimostra la tabella sottostante che riporta i dati del censimento a metà
gennaio.




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                      Anno             1998    1999     2000     2001      2002      2003   2004

                      Totale            23       13       39      173      32        53     34




Per quanto sotto riportato questo gabbiano è sicuramente in aumento rispetto al passato e una nuova
acquisizione come nidificante.


IMPARATI: Forse accidentale. Un esemplare preso sul Po è conservato nel museo, ma non porta data.
FERRAGNI: Affatto accidentale sul Po ove fu ucciso nel 1883 in dicembre.



GABBIANO TRIDATTILO Rissa tridactyla


Accidentale. Unica segnalazione, presso Somaglia (L. Canova 1983) in : Indagine sui sistemi ambientali del
fiume Po per la valutazione dell‟importanza naturalistica di biotopi da proteggere 1989, (L. Canova e M.
Fasola).
Non viene riportato né dall‟Imparati né dal Ferragni.




                                                STERNIDI Sternidae



STERNA ZAMPENERE Gelochelidon nilotica


Accidentale. Non ho notizie di avvistamenti recenti per la nostra provincia, anche se, come per tutte le
specie accidentali, non è da escludere che possa capitare, specialmente sul Po e passare inosservata.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: L‟Imparati lo chiama Beccapesci Inglese e scrive: Il 5 maggio scorso ne vidi due sul Po, dei quali uno fu
ucciso. Era un maschio. Il nove successivo ne vidi quattro e tre ne uccisi con un sol colpo (Ferragni). Fu preso un
individuo sul Po, presso S. Giuliano. Lo si conserva nel museo, ma non porta data.
FERRAGNI: Comparisce irregolarmente nel maggio e giugno nelle risaie e sul Po ma è rara.




STERNA MAGGIORE Sterna caspia


Accidentale per la nostra provincia. Ne ho vista una all‟Oasi de Pinedo il 13/9/2003 insieme ai gabbiani
comuni a valle dell‟isola. Tre individui visti a S. Nazzaro nello stesso periodo ( 9/10/2003) da G. Varano. E‟
stata segnalata anche all‟isola Serafini nel 1984 da Canova e Saino.


Non viene riportata nei vecchi studi.

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STERNA COMUNE O RONDINE DI MARE Sterna hirundo
Piac. Pascarola reala.


Migratore regolare, estiva, comune. Nidifica in colonie sia in Trebbia che sul Po a volte associandosi ai
fraticelli. Spesso dopo aver deposto le uova, subentrano molti fattori che limitano il successo riproduttivo. I
principali problemi sono rappresentati dalle piene che spesso sommergono le uova o i piccoli appena nati, il
motocross, i fuoristrada e i bagnanti che disturbano e spesso distruggono anche involontariamente le
covate, e qualche anno fa anche i greggi di pecore che frequentavano il Trebbia che distruggevano al loro
passaggio le uova e i piccoli.
Le sterne depongono tre uova in una piccola buca tra i sassi o sulla sabbia con solo qualche stecco intorno
alle uova, macchiettate e molto mimetiche.
Nel 1983 la colonia del Trebbia era costituita da 15 coppie di sterne e tre di fraticello, nel 1984 circa 10
coppie di sterne e 15 di fraticelli, nel 1985 circa 20 coppie di sterne e 2 di fraticello, nel 1986 circa 15 coppie
di sterne, nel 1987 circa 25 coppie di sterne (le cui nidiate sono state distrutte da una grandinata). Negli anni
successivi la colonia non si è insediata o si sono riprodotte poche coppie. Nel 1991 ho trovato quattro coppie
a monte del ponte di Tuna e nel 1992 alcune coppie a valle della Rossia. Negli anni successivi la
nidificazione nel basso Trebbia è avvenuta irregolarmente e con un numero limitato di coppie.
La zona prescelta per la nidificazione era nei primi anni su isolotti di ghiaia appena a valle del ponte di
Tuna, poi fino a valle della Rossia di Gossolengo. Con l‟avanzare della stagione e la riduzione o la
scomparsa dell‟acqua la colonia veniva facilmente soggetta ai citati problemi antropici oltre che oggetto di
predazione da parte di mustelidi che ho accertato anche a carico di adulti in cova.
Nell‟indagine sui sistemi ambientali del fiume Po di L. Canova e M. Fasola vengono riportate le coppie
trovate nidificanti sul Po piacentino nel periodo 1986/88 che qui riporto.


                          Località                 1986                1987               1988
                                              Sa          Sh     Sa           Sh     Sa          Sh
                       Isola Tidone            p          11      2           38
                    Isola foce Lambro          2          7       2           12     p           4
                Ghiareti Corte S. Andrea                                             8
                      Isola Somaglia           p          2       21          19
                       Isola Valloria          p                  5                  3           1
                        Isola Maggi           21          p       21                 41
                Isola Mortizza                                    21          1      11          4
                Isola deserto                                                        2

Sa = Sterna albifrons, Fraticello
Sh = Sterna hirundo, Sterna
p = Presenza non quantificata


Da un censimento parziale da me condotto nella primavera 2004 è risultata la seguente presenza:
F. Trebbia a monte del ponte di Tuna n. 16 coppie di Sterna e 3 di Fraticello (in cova l‟8/5/2004). I primi di
giugno e il 24 giugno erano ancora presenti alcune coppie di Sterna con l‟imbeccata e due di Fraticello
ancora in cova (probabilmente covate di rimpiazzo).


                                                          59
Isola Gerra (Boscone) n. 2 coppie di Sterna e 8 di Fraticello, probabilmente è andata distrutta la prima
covata per la piena del Po. I sabbioni dell‟isola stavano riemergendo dopo il passaggio della piena e gli
uccelli erano in corteggiamento e ho visto alcuni accoppiamenti l‟11/5/2004. Analoga situazione all‟Isola
Mezzano Vigoleno (isola Somaglia), dove sono state viste 5 coppie di Sterna e 15 di Fraticello.
Visitata l‟isola Deserto il 24/5/2004 non erano presenti gruppi di sterne perché il Po era ancora in piena e i
sabbioni erano sommersi.
La conservazione della Sterna e del Fraticello è di importanza internazionale in quanto le popolazioni
nidificanti in Italia sono una grossa percentuale di quella Europea e complessiva, è quindi importante il
mantenimento dell‟habitat adatto alla riproduzione di queste specie con la conseguente regolamentazione e
limitazione dei fattori di disturbo che ne limitano il successo riproduttivo.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione media.


IMPARATI: Non rara. Un individuo maschio del museo preso sul Po porta la data del 31 marzo 1890.
FERRAGNI: Estiva da aprile a settembre.




FRATICELLO Sterna albifrons
Piac. Pascarola piccola.


Migratore regolare, estivo, nidificante. Nidifica normalmente in colonie, a volte insieme alle Sterne, sulle isole
sabbiose del Po e      nel basso Trebbia e Nure. Negli ultimi anni nei conoidi del Trebbia e del Nure la
nidificazione avviene irregolarmente e con poche coppie.           Per le considerazioni sulle popolazioni e sui
problemi di conservazione nella nostra Provincia vedere quanto scritto per la Sterna. Da notare che
l‟Imparati riporta una cattura a Gossolengo, che conferma come già più di un secolo fa il fraticello
frequentasse il Trebbia in questo tratto.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Scarso. Un esemplare del museo è dono del sig. Pio Cantù e fu preso a Gossolengo il 28 luglio 1891.
FERRAGNI: Estiva da aprile a settembre.




MIGNATTINO PIOMBATO Chlidonias hybrida


Migratore regolare anche se scarso. Di passo specialmente in maggio visto all‟Oasi de Pinedo, a S.
Nazzaro e sul Po di Calendasco.
Il museo possiede un esemplare preso nel maggio del 1890.
La specie è stata inserita nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Emilia Romagna con priorità di
conservazione alta.


IMPARATI: Di comparsa irregolare nel maggio.
FERRAGNI: Specie scarsa e di irregolare passaggio nel maggio. Due sole volte l‟ebbi in autunno.




                                                         60
MIGNATTINO Chlidonias niger
Piac. Mourètt.


Migratore regolare sul Po. Poco comune.
I periodi migliori per vedere questa specie vanno da aprile a giugno e da agosto a settembre.
Il numero maggiore l‟ho visto il 7/5/2000 a valle della diga di isola Serafini con 65 individui, tra cui tre
individui di Mignattino alibianche. Volavano sul pelo dell‟acqua catturando insetti portati dalle acque del Po.

IMPARATI: Di passo piuttosto abbondante nel maggio e nel settembre.
FERRAGNI: Di passaggio abbondante nel maggio e nell‟agosto, settembre e anche più tardi (visti anche in
novembre). Alcuni si trattengono tutta estate.




MIGNATTINO ALIBIANCHE Chlidonias leucopterus
Piac. Mourètt.


Migratore irregolare, raro. Di comparsa irregolare specialmente nel maggio. Ho visto un individuo isolato in
volo presso Villanova d‟Arda il 16/5/1997 e tre a valle di isola Serafini insieme a un gruppo di Mignattini il
7/5/2000.


IMPARATI: Mourètt. Lo si rinviene nel maggio. Il museo ha un adulto maschio preso sul Po il 10 maggio 1894.
FERRAGNI: Non abbondante nel maggio. Raramente si vede in autunno.




                                         CORACIFORMI Coraciiformes



MARTIN PESCATORE Alcedo atthis
Piac. Piombein.


Migratore regolare, stanziale e nidificante. Presente come nidificante lungo il Po e il basso corso degli
affluenti appenninici, diviene più scarso nel periodo invernale. L‟ho trovato svernante in ambienti limitati ma
ricchi di piccoli pesci quali alcuni canali di bonifica e alcune risorgive. Queste risorgive mantengono una
temperatura dell‟acqua quasi costante impedendo di ghiacciarsi anche nei periodi più freddi dell‟anno e
quindi sono particolarmente adatte allo svernamento. All‟oasi nidificano regolarmente alcune coppie, lungo il
Po e nelle lanche limitrofe dove siano presenti ripide scarpate adatte a scavare il suo nido.


IMPARATI: Piombino Piombein Sedentario . Nidifica verso la fine di maggio.
FERRAGNI: Sedentario.




                                                         61
SPECIE ESOTICHE VISTE LUNGO IL PO MA PROBABILMENTE FUGGITE O LIBERATE DALLA
CATTIVITA’ CHE NON POSSONO QUINDI CONSIDERARSI FAUNA AUTOCTONA.


IBIS SACRO Threskiornis aethiopicus


Specie a distribuzione afrotropicale, naturalizzata in Francia e acclimatata e nidificante in libertà anche in
Italia settentrionale.
Unica osservazione durante il censimento degli acquatici, il 13/1/2003; stazionava in una piccola zona umida
con basso livello d‟acqua esterna all‟Oasi de Pinedo in loc. Zerbio insieme ad un Airone bianco, dopo
essersi involato verso il Po, l‟ho ritrovato poco dopo, posato sulla riva di un isolotto, in prossimità della punta
ovest dell‟Isola de Pinedo. Frugava con il lungo becco nell‟acqua bassa, era abbastanza arruffato e
sembrava soffrire il freddo pungente di questo periodo. Sono tornato i giorni successivi ma non l‟ho più
rivisto.



DENDROCIGNA Dendrocygna bicolor


Questa anatra, accidentale per l‟Italia, ha sostato all‟Oasi de Pinedo nel 1997. Vista da A. Valli in aprile si è
fermata per circa un mese, infatti l‟ho vista ancora in zona a valle dell‟isola il 15/5/1997. Caratteristica di
questa anatra è l‟abitudine non certo comune per le anatre di posarsi anche sugli alberi.



OCA EGIZIANA Alopochen aegypticus


Vista sul Po presso Castelvetro nel novembre 1996 e alle vasche dell‟Eridania a Sarmato nell‟agosto 1997
ritengo però si tratti di individui di origine domestica.



GRU CORONATA Balearica pavonia


Vista nella zona golenale del Po presso Castelvetro, a volte anche fuori dall‟argine maestro, dal giugno 1999
al gennaio 2000. Da informazioni ricevute sul posto pare fosse fuggita dalla cattività parecchio tempo prima,
si nutriva essenzialmente di cereali che trovava nei campi o che gli venivano offerti da gente del posto
dimostrandosi abbastanza confidente.



AVVOLTOIO DAL COLLO ROSSO Cathartes aura


Visto all‟Oasi de Pinedo il 26/8/2000 posato su un salice rinsecchito ai bordi di una lanca. Partito in volo, ha
sorvolato la lanca scomparendo verso la foce del Chiavenna. Mancava di alcune remiganti secondarie
dell‟ala sinistra ma volava molto bene con battiti potenti e planate con ali tenute a V con volo simile a quello
delle albanelle. Vicino a dove era posato erano presenti alcuni germani morti di botulino (che purtroppo nel
periodo estivo da diversi anni all‟oasi colpisce anatidi, ardeidi e limicoli che frequentano zone con acqua
stagnante) che sicuramente con il loro odore avevano attirato l‟avvoltoio.
Trattandosi di una specie americana pare indubbia la sua fuga da qualche zoo, la sua sosta all‟oasi dimostra
però la sua facoltà di trovare ambienti ricchi di fauna dove trovare più facilmente cibo.

                                                            62
PARROCCHETTO MONACO Myiopsitta monachus


Sicuramente fuggito o liberato dalla cattività, sembra essersi adattato a vivere in natura. Ho effettuato alcuni
avvistamenti lungo il Nure, presso il bosco di Fornace vecchia risalenti ad alcuni anni fa; altri tre esemplari
sono stati visti insieme lungo il Trebbia in loc. Tuna nel novembre 2003 e una coppia è presente da diversi
anni lungo il Po in comune di Monticelli D‟Ongina. Hanno costruito un enorme nido su di una robinia poi
spezzatasi a causa del peso del nido. Nel 2003 hanno quindi rifatto un altro nido su un albero più robusto
rimanendo nelle vicinanze. Nel 2002 ho visto tre individui insieme nei pressi del nido ma non sono riuscito a
vedere se si sono riprodotti o se si tratta un terzo individuo fuggito o liberato volontariamente.
Ho visto altri _______ di origine aufuga tra cui: parrocchetto alirosse (Aprosmiectus erythropterus) che
difficilmente si adattano la nostro ambiente e clima.




                                                        63
ELENCO UCCELLI ACQUATICI NIDIFICANTI IN PROVINCIA
                       stima del numero di coppie alla primavera 2004


TUFFETTO                    10-20 coppie

SVASSO MAGGIORE             5-10 coppie

CORMORANO                   nidificazione non accertata ma solo possibile avendo visto diversi
                            individui adulti estivanti

TARABUSO                    possibile nidificazione avendo sentito il canto in marzo all‟Oasi

TARABUSINO                  una decina di coppie fino agli anni 90 in diminuzione negli ultimi anni

NITTICORA                   garzaia inizialmente collocata sull‟Isola de Pinedo, dal 2001 nell‟area
                            della centrale nucleare, in diminuzione, rispetto agli anni „70-‟80, 47
                            coppie nel 2004

SGARZA CIUFFETTO            possibile la sua nidificazione ma irregolarmente

GARZETTA                    nidifica con le Nitticore ma in numero inferiore e variabile negli anni, 22
                            coppie nel 2004

AIRONE BIANCO MAGGIORE      alcuni individui estivanti ma non è ancora stata accertata la
                            nidificazione.

AIRONE CENERINO             nidificante dal 1988, 26 coppie nel 2004

AIRONE ROSSO                nidifica regolarmente ma in numero limitato, 18 coppie nel 2004, max 33
                            coppie nel 2001

CIGNO REALE                 alcune coppie introdotte nidificano da alcuni anni lungo il Po e in alcuni
                            laghi artificiali

ALZAVOLA                    possibile qualche nidificazione sporadica

GERMANO REALE               nidificante comune lungo i corsi d‟acqua di pianura e collina, qualcuna
                            anche in montagna

MARZAIOLA                   nidifica forse regolarmente ma con pochissime coppie

MESTOLONE                   visto sul Po in periodo riproduttivo, nidificazione possibile ma non
                            accertata

PORCIGLIONE                 qualche coppia nidifica all‟Oasi e in alcune zone umide anche montane

VOLTOLINO                   visto in atteggiamento territoriale, probabile la nidificazione all‟oasi e
                            nelle zone limitrofe

SCHIRIBILLA                 vista in aprile, possibile nidificante all‟oasi

GALLINELLA D‟ACQUA          comune, difficilmente stimabile per la sua dispersione in tutta la
                            provincia

FOLAGA                      stimo una trentina di coppie concentrate nell‟area del Po a Caorso,
                            qualche coppia in alcuni laghi

CAVALIERE D‟ITALIA          nidifica irregolarmente presso le vasche dello zuccherificio di Sarmato
                            e sul Po all‟Oasi

                                                64
OCCHIONE                             nidificante nel basso Trebbia e Nure, circa 50 coppie stimate in Trebbia
                                     nel 2004

CORRIERE PICCOLO                     non raro sui sabbioni del Po, e sui ghiareti degli affluenti

PAVONCELLA                           circa 20 coppie nella bassa pianura tra Castel S. Giovanni, Fiorenzuola
                                     Alseno e Villanova

BECCACCIA                            possibile qualche nidificazione avendola vista in periodo riproduttivo in
                                     boschi umidi sul M. Aserei

PIRO PIRO PICCOLO                    probabile la nidificazione di qualche coppia lungo il Po e il basso
                                     Trebbia

GABBIANO COMUNE                      probabile qualche sporadica nidificazione lungo il Po

GABBIANO REALE                       qualche coppia trovata nidificante nel basso Trebbia e sul Po

STERNA O RONDINE DI MARE             nidifica in piccole colonie su alcune isole del Po e ormai irregolarmente
                                     nel basso Trebbia

FRATICELLO                           come la rondine di mare a cui a volte si aggrega formando colonie miste
                                     variabili di anno in anno

MARTIN PESCATORE                     nidifica lungo il Po e il basso corso degli affluenti ma è abbastanza
                                     scarso




                      CONFRONTO E VALUTAZIONI CON GLI STUDI DEL PRIMO 900



Gli elenchi che seguono sono basati sul confronto fra quanto riferito dal FERRAGNI: (spesso più preciso
dell‟Imparati nel descrivere il tipo di presenza), all‟inizio del secolo scorso e lo stato attuale delle diverse
specie di uccelli acquatici.
Questa valutazione non è sicuramente scientifica in quanto non basata su censimenti e quindi dati numerici
confrontabili (allora non in uso) ma su valutazioni personali soggettive (accidentale, rara, scarsa, comune,
abbondante, copiosa). Per questo motivo, in mancanza di valutazioni chiare e non molto discordanti, sono
state considerate senza variazioni molte specie, in particolare quelle considerate rare o accidentali.
Vi sono tuttavia delle valutazioni che a distanza di circa un secolo discordano chiaramente ed è quindi
indubbia la diversa presenza e consistenza di molte specie.



Specie le quali si possono ritenere in diminuzione rispetto all’inizio del secolo scorso.


1) TARABUSO
2) FISCHIONE
3) ALZAVOLA
4) CODONE
5) MARZAIOLA
6) VOLTOLINO

                                                       65
7) SCHIRIBILLA
8) SCHIRIBILLA GRIGIATA
9) RE DI QUAGLIE
10) OCCHIONE
11) CORRIERE GROSSO
12) PIVIERE DORATO
13) PIOVANELLO PANCIANERA
14) COMBATTENTE
15) CROCCOLONE
16) MIGNATTINO



Specie che si possono ritenere in aumento rispetto all’inizio del secolo scorso


1) CORMORANO
2) GARZETTA
3) AIRONE BIANCO MAGGIORE
4) AIRONE CENERINO
5) CIGNO REALE (anche se la maggior presenza e nidificazione è dovuta all‟introduzione a scopo
   amatoriale)
6) GABBIANO REALE
7) CAVALIERE D‟ITALIA


Specie osservate o segnalate negli ultimi venti anni e non segnalate all’inizio del secolo scorso dal
Ferragni:


1) FENICOTTERO
2) OCA FACCIABIANCA (probabilmente fuggita dalla cattività)
3) CASARCA
4) EDREDONE
5) MORETTA CODONA
6) GABBIANO CORALLINO
7) GABBIANO TRIDATTILO
8) STERNA MAGGIORE


Specie trovate all’inizio del secolo scorso e non piu segnalate negli ultimi venti anni


1) SVASSO CORNUTO
2) MIGNATTAIO
3) CIGNO SELVATICO
4) OCA LOMBARDELLA MINORE
5) ORCHETTO MARINO
6) OTARDA
7) BECCACCIA DI MARE
8) PIOVANELLO TRIDATTILO
9) LABBO
10) LABBO CODALUNGA

                                                   66
11) STERNA ZAMPENERE

Specie di uccelli acquatici senza variazioni rilevanti o di difficile valutazione rispetto all’inizio del 1900 n. 74.
Specie che si possono ritenere in diminuzione n. 16.
Specie che si possono ritenere in aumento n. 7.
Specie che sono state osservate negli ultimi 20 anni (escluse le specie alloctone) e non segnalate all’inizio
del 1900 n. 8.
Specie trovate all’inizio del 1900 e non più viste negli ultimi 20 anni n. 11.




                                                          67
CONSIDERAZIONI         SULLA     PRESENZA       DEGLI       UCCELLI    ACQUATICI       DELLE     ZONE       UMIDE
PROVINCIALI E PROBLEMATICHE GESTIONALI


RISULTATI, OSSERVAZIONI E PROBLEMI LEGATI AGLI UCCELLI ACQUATICI E ALLE ZONE UMIDE
PROVINCIALI.



Il paragone tra quanto riferito dal Ferragni (più preciso dell‟Imparati nel descrivere la consistenza delle
specie) all‟inizio del secolo scorso e la situazione attuale, anche se non provato scientificamente,
dimostrerebbe un impoverimento sia rispetto al numero di specie trovate nella nostra provincia, sia riguardo
a diverse popolazioni che appaiono in diminuzione. Tralasciando le specie accidentali che per la loro rarità
possono anche sfuggire ai censimenti e quindi non fare testo, vi sono comunque numerose specie che si
possono considerare in diminuzione (16 specie), tra queste vi sono diversi rallidi come il Re di quaglie che
secondo l‟Imparati era: non comune ma non raro e nidificante e per il Ferragni era: estivo in scarso numero e
copioso nel passo autunnale, anche il Voltolino, la Schiribilla e la Schiribilla grigiata sembrano in netta
diminuzione, lo stesso vale per diversi limicoli tutte specie legate a lanche, canneti e zone fangose e ricche
di vegetazione acquatica che un tempo erano sicuramente più comuni lungo i nostri fiumi, con zone golenali
più ampie, molto meno drenate e più facilmente inondabili dalle piene che allagavano bassure, budri (o
bodri) ormai ovunque distrutti insieme ai boschi planiziali umidi di Salice, Ontani, Olmi, Pioppi bianchi e
Querce riducendo drasticamente l‟habitat di molte specie di uccelli, mammiferi, rettili , anfibi e pesci.
Sicuramente in calo l‟Occhione considerato dal Ferragni in scarso numero sedentario e più copiosamente
estivo, anche sul Po il Mignattino che era abbondante nel maggio e nell‟agosto e alcuni si trattenevano tutta
estate e in diminuzione molte anatre, tra le quali il Codone allora considerato invernale e copiosa ai tempi
del passo, la Marzaiola che era di passo copioso, l‟Alzavola la quale anche se ancora comune non si può
certo considerare sedentaria e abbondante alle epoche del passo ed in inverno , come allora.
Uccelli che si possono considerare invece in aumento (7 specie) sono il Gabbiano reale, la Garzetta, l‟Airone
cenerino, il Cormorano (che negli ultimi anni ha avuto un grande incremento delle popolazioni svernanti) e
negli ultimi anni l‟Airone bianco maggiore e il Cigno reale anche se questo è il frutto di introduzioni a scopo
amatoriale. Il Cavaliere d‟Italia sembra aver trovato giovamento dalle vasche degli zuccherifici adattandosi a
questo ambiente artificiale dove spesso nidifica.
Queste variazioni possono essere dovute alla mutata consistenza numerica di diverse specie non imputabili
a situazioni locali, oppure ad un maggior degrado del nostro ambiente fluviale che ha visto la scomparsa e la
trasformazione di molte zone umide, oppure ai cambiamenti climatici in atto con un sicuro e dimostrato
aumento della temperatura media che può influire sulla fenologia delle specie in particolare di quelle
migratrici. In ogni caso è comunque un segnale negativo rispetto ad un auspicabile mantenimento o
miglioramento della biodiversità della nostra provincia.
Qualche specie ornitica ha trovato giovamento dalla costruzione della diga di isola serafini e il conseguente
effetto lago a monte della stessa, come lo Svasso maggiore che ha trovato un ambiente adatto alla
nidificazione,   ma sono stati sicuramente più i danni dei benefici, basti pensare a molte specie ittiche
anadrome come lo Storione cobice, lo Storione comune, la Cheppia o catadrome come l‟Anguilla che sono a
rischio di estinzione anche e soprattutto      per l‟impossibilità di compiere le loro migrazioni per potersi
riprodurre.
Nonostante tutto il grande numero di specie elencate, sia nidificanti che migratrici, dimostra che la maggior
parte della biodiversità della nostra provincia è legata alla presenza e al mantenimento in condizioni naturali
dei nostri fiumi, primo fra tutti il Po. Questo grande fiume infatti con le sue anse, isole, spiagge sabbiose le
sue ultime lanche è un elemento indispensabile per la vita di un gran numero di uccelli migratori e per la

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nidificazione di specie ormai rare e degne della massima tutela, ( Sterna, Fraticello, Airone rosso, Tarabuso,
Tarabusino solo per citarne alcune).
Lo stesso si può dire per il basso corso del Trebbia e Nure del Tidone dove nidifica ancora l‟Occhione. Non
bisogna poi dimenticare l‟importanza dei corsi d‟acqua come corridoi ecologici, vere e proprie vie d‟acqua
che consentono lo spostamento da una zona all‟altra non solo degli uccelli migratori ma anche di tutta la
fauna terrestre, mammiferi, rettili, anfibi, sempre più isolati e minacciati dall‟espandersi delle attività umane,
paesi, città, strade, autostrade, ferrovie ecc.
Elenco alcuni fattori di rischio per i corsi d‟acqua e per gli uccelli acquatici:
       Escavazioni in alveo e regimazioni idrauliche. Queste attività hanno comportato un abbassamento
        dell‟alveo dei fiumi e un progressivo incanalamento con la conseguente scomparsa di habitat. Già
        gran parte delle sponde sono state “protette” da difese spondali con la distruzione dell‟esigua
        vegetazione ripariale e con la banalizzazione dell‟ambiente anche dal punto di vista estetico.
       Escavazioni e manomissioni delle zone adiacenti l‟alveo. Questo ha comportato e continua a
        comportare la distruzione delle praterie aride e a brughiera limitrofe all‟alveo, habitat per Occhione ,
        Calandrella, Starna ecc. Per consentire il trasporto della ghiaia gli alvei del Trebbia e del Nure sono
        percorsi da una miriade di piste e alcune vere e proprie strade che deturpano l‟ambiente, facilitano
        l‟accesso e il disturbo fin negli angoli più nascosti con conseguente proliferare di discariche abusive
        e rischio per le specie presenti.
       La vendita e la concessione a privati delle zone golenali demaniali ha provocato la corsa alla
        distruzione dei boschi ripariali naturali che oltretutto difendevano le rive dall‟erosione per consentire
        l‟impianto di pioppeti industriali o altre coltivazioni spesso fino sulla riva e obbligando a costose
        difese spondali a spese della collettività.
       La presenza di impianti di stoccaggio e lavorazione di inerti lungo le rive del Trebbia e del Nure i
        quali anziché arretrare o spostarsi in zone più idonee come ribadito in numerosi convegni tendono a
        occupare addirittura l‟alveo attivo.
       Il benessere, il maggior tempo libero e la ricerca e di svago nella natura ha provocato l‟invasione
        delle ultime zone “naturali” dei nostri fiumi rendendo la vita degli animali sempre più difficile e
        rischiosa. Molti non sanno ad esempio che basta il passaggio di qualche fuoristrada o motocross, la
        semplice sosta di bagnanti in vicinanza dei nidi, per provocare la distruzione o l‟abbandono delle
        nidiate di specie anche rare (Sterna Fraticello, Occhione ecc.)
       La pratica della pastorizia lungo i corsi d‟acqua provoca gravi danni alle specie che nidificano a terra.
       Per quanto riguarda la caccia, attività con impatto diretto sulla fauna, l‟attuale legislazione consente
        l‟attività venatoria fino alla fine di gennaio permettendo rispetto al passato a un maggior numero di
        migratori di raggiungere i quartieri di nidificazione (ci sono però tentativi di modificare l‟attuale
        legislazione, ampliando i periodi e le specie cacciabili). Per dare un‟idea della pressione venatoria
        sugli acquatici c‟è da notare che dei circa cento chilometri di Po (dal ponte di Mezzano alla foce
        dell‟Arda ) è chiusa alla caccia solo il tratto in corrispondenza dell‟Oasi de Pinedo (circa il 2% sulla
        lunghezza totale). Altri fattori negativi legati alla caccia sono l‟uso di pallini di piombo che provocano
        la morte per intossicazione di un grande numero di uccelli acquatici, questi pallini potrebbero essere
        sostituiti da pallini di acciaio come è già stato fatto negli U.S.A. e in altri paesi europei.
       La mancanza del rilascio del minimo deflusso vitale a valle delle derivazioni sia a scopo idroelettrico
        che irriguo esistenti,    l‟assenza sugli sbarramenti in alveo di appositi passaggi per i pesci che
        consentano gli spostamenti e le migrazioni indispensabili alla sopravvivenza di molte specie ittiche,
        la richiesta realizzazione di centraline idroelettriche su affluenti anche minori che toglierebbero la
        risorsa idrica dal naturale alveo con conseguente danno alla vita acquatica e a tutte le specie ad
        essa legata.
       La “pulizia” e lo sfalcio dei canali di bonifica con mezzi meccanici nel periodo di nidificazione.

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         Per ultimo ma non in ordine d‟importanza è il problema aumentato enormemente negli ultimi anni del
          rilascio, voluto o accidentale di un grande numero di specie alloctone esotiche; mammiferi, uccelli e
          pesci che entrano in competizione con le specie locali contribuendo alla loro diminuzione o alla loro
          scomparsa.
Alcuni dei problemi citati erano già presenti alla fine del secolo scorso come riferito dallo stesso Ferragni che
nel 1885 scriveva: “A rendere sempre più accentuata la mancanza di uccelli nella nostra provincia
contribuisce grandemente la mano dell’uomo. Il bonificamento dei terreni palustri , il disboscamento, il
sistema agrario odierno e la caccia smodata che, diciamolo pure, in questi ultimi anni si esercita in modo
inconsulto con reti, con ogni sorta di inganni e col fucile, anche in tempo di divieto, sono a mio avviso le
principali cagioni del sensibile impoverimento che tutti i cacciatori lamentano”. E inoltre cita a riguardo della
caccia:” Si badi che nel solo circondario della nostra provincia da informazioni assunte si accordano circa
mille e cinquecento licenze di caccia. Avuto riguardo che la licenza di caccia è anche porto d’armi, è pur
sempre un fatto che un numero assai rilevante di fucili vomitano per otto mesi dell’anno piombo contro i
poveri uccelli. Se il fucile, come taluni credono , non fosse dannoso alla selvaggina noi vedremmo i mercati
ricchi di questo prodotto come allorquando la caccia era in mano a pochi. Invece quasi tutti i nostri mercati
anno per anno segnano una crescente diminuzione e per provvedersi ricorrono agli empori del Veneto, del
Napoletano e della Sardegna che ora vengono inconsultamente sfruttati e non passeranno molti anni che
anche quei luoghi subiranno la sorte che ora tocca alla nostra Provincia.”
Attualmente le zone umide provinciali sono solo parzialmente tutelate; parte del basso corso del Trebbia e
del Nure ricadono in zone di ripopolamento e cattura (vietate alla caccia) ma soggette a un forte degrado
dell‟ambiente per l‟estrazione di inerti dall‟alveo e dalle zone limitrofe e per altri motivi sopra esposti.
Recentemente il Trebbia dal ponte di Tuna a quello di S.Nicolò e da Perino a Bobbio, il Nure dal ponte di
S.Giorgio a Ponte dell‟Olio, il F. Po da rio Boriacco a Bosco Ospizio, il torrente Stirone (già Parco Regionale
al confine con Parma) insieme ad altre zone collinari e montane sono stati inseriti in Siti di Importanza
Comunitaria (SIC) ai sensi della direttiva U.E. 92/43/CEE, detta direttiva habitat, che dovrebbero portare a
una gestione più oculata del territorio.
Per una maggiore conoscenza e protezione del Po è stato elaborato per conto della provincia di Piacenza
uno studio effettuato da Luca Canova e Mauro Fasola del dipartimento di biologia animale dell‟università di
Pavia. Questo studio evidenzia la necessità di tutelare gli ultimi lembi di interesse naturalistico come alcune
isole e sabbioni interessati dalla nidificazione di sterne e fraticelli e auspica anche ripristini ambientali, quali
la ricostruzione di fasce boschive, di lanche, la riduzione del disturbo antropico e turistico e l‟istituzione di
aree protette, tutti interventi utili a tutelare almeno in parte l‟ambiente del nostro grande e maltrattato fiume
Po.
Un altro pregevole studio è quello sull‟Isola del Deserto a cura di Riccardo Groppali e del museo Civico di
storia naturale di Cremona dove vengono esposte le caratteristiche di questo habitat, vengono riportate le
forme di vita vegetale e animale trovate recentemente e altri studi del Ferragni sul Cremonese al fine di
dimostrare la necessità di una maggiore tutela di questo interessante             biotopo fluviale. A proposito di
protezione di questo importante habitat, sono in progetto la costruzione della nuova conca del porto di
Cremona sulla sponda limitrofa all‟isola e una bretella autostradale che la dovrebbe attraversare per buona
parte, opere che se venissero attuate sconvolgerebbero la naturalità dei luoghi con gravi ripercussioni sulla
fauna presente.
Un importante strumento di pianificazione territoriale potrebbe essere il piano faunistico- venatorio
provinciale 2000-2005 egregiamente curato da Valter Pandini e approvato dall‟Amministrazione Provinciale.
Questo piano analizza a fondo le problematiche legate all‟ambiente e alla fauna del Piacentino e prevede
vari interventi di tutela con la creazione di zone protette nei siti di maggiore interesse faunistico,
miglioramenti ambientali e conservazionistici che, se attuati, potrebbero portare dei benefici alla precaria
situazione di molte specie faunistiche degne di protezione.

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A volte basterebbero anche interventi limitati ad esempio la creazione di qualche zona acquitrinosa con un
basso livello d‟acqua e con isolotti con scarsa vegetazione sarebbero molto utili per attirare decine di specie
diverse di limicoli che non trovano ambienti adatti alla sosta e alla nidificazione nella nostra provincia.




                                                  * * *
Assistere al tramonto nel freddo pungente del canneto ghiacciato, ascoltare il sibilo delle ali dei germani che
sfrecciano nella penombra della sera, osservare l’elusivo Tarabuso sorpreso nel canneto mentre cerca di
mimetizzarsi allungando il collo per sembrare una canna, sentire il verso del Porciglione e dell’Usignolo di
fiume nel silenzio della nebbia sul Po, seguire le picchiate e le acrobazie del Falco pellegrino svernante
all’oasi mentre insegue i Cormorani, guardare le formazioni delle anatre e delle rare oche selvatiche mentre
compiono il rito ancestrale e misterioso della migrazioni, provoca sensazioni di pace, libertà e di sintonia con
la natura. Camminando lungo le rive innevate o sui sabbioni silenziosi del Po si può meditare sullo scorrere
delle stagioni , del tempo, della vita e si provano emozioni che solo chi ama e vive quel poco di natura
selvaggia che ci rimane riesce a percepire.
Spero che questo piccolo lavoro contribuisca a far conoscere questi ambienti, questi uccelli e le emozioni
piacevoli che ci possono dare. Solo se troveremo pace camminando lungo la riva di un fiume e ci
entusiasmeremo guardando il volo degli uccelli in migrazione, avremo meno bisogno di autostrade,
automobili, telefonini, di energia, di ghiaia, di consumismo.       Solo se molte più persone apprezzeranno
veramente la bellezza della natura e ameranno la vita selvatica in tutte le sue svariate forme si potrà
sperare di salvarle anche per le generazioni future.




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                                   Tabella riassuntiva censimenti invernali


Nella tabella seguente sono riportate le stime nazionali, per quinquennio, delle specie censite nei
censimenti invernali nel periodo 1991-2000. La stima è stata ottenuta sommando i valori medi di ciascun
sito. Per le specie rare o occasionali è stato indicato l‟intervallo di variazione. I dati sono stati presi da
Baccetti N., P. Dall‟Antonia, P. Magagnali, L. Melega, L. Serra, C. Soldatini, M. Zenatello, 2002- Risultati dei
censimenti invernali degli uccelli acquatici svernanti in Italia: distribuzione, stima e trend delle popolazioni nel
1991-2000. Estratto dalla tab. 3 pag. 19 del volume 111 Biol.Cons.Fauna dell‟Istituto Nazionale per la fauna
Selvatica “Alessandro Ghigi”.
A fianco riporto la media dei censimenti invernali degli ultimi cinque anni per la provincia di
Piacenza, per le specie rare viene indicato l‟intervallo di variazione. In grassetto sono indicate le specie
osservate almeno una volta in provincia di Piacenza e di cui si danno notizie nel presente lavoro.



                                                                                                 Stima 2000-2004
                                                       Stima 1991-1995 Stima 1996-2000
Specie                   Nome latino                                                               Provincia di
                                                            Italia          Italia
                                                                                                     Piacenza
Strolaga minore          Gavina stellata                        23                   28                 0-1
Strolaga mezzana         Gavia arctica                         151                  167                 0-2
Strolaga maggiore        Gavia immer                           0-2                  0-3                   0
Tuffetto                 Tachybaptus ruficollis               5694                 9256                  33
Svasso collorosso        Podiceps grisegena                     68                   62                   0
Svasso maggiore          Podiceps cristatus                  15308                20033                  68
Svasso cornuto           Podiceps auritus                       13                    7                   0
Svasso piccolo           Podiceps nigricollis                11575                 1588                 0-5
Cormorano                Phalacrocorax carbo                 40336                56093                 600
Marangone dal ciuffo     Phalacrocorax aristotelis              99                  156                   0
Marangone minore         Phalacrocorax pygmeus                  13                   55                   0
Pellicano                Pelecanus onocrotalus                   0                  0-1                   0
Airone cenerino          Ardea cinerea                        6627                11377                  65
Airone rosso             Ardea purpurea                        0-1                  0-1                   0
Airone bianco magg.      Casmerodius albus                    1032                 2830                  20
Garzetta                 Egretta garzetta                     4338                 6700                  14
Airone schistaceo        Egretta gularis                         0                  0-1                   0
Airone guardabuoi        Bubulcus ibis                         103                  606                   0
Sgarza ciuffetto         Ardeola ralloides                     0-1                  0-5                   0
Nitticora                Nycticorax nycticorax                 185                  296                 3-8
Tarabuso                 Botaurus stellaris                     40                  113                 1-2
Tarabusino               Ixobyichus minutus                      0                  0-1                   0
Cicogna nera             Cicoria nigra                         0-4                  0-9                 0-1
Cicogna bianca           Ciconia ciconia                         4                   39                   0
Mignattaio               Plegadis falcinellus                   25                    6                   0
Ibis sacro               Threskiornis                            0                  0-2                 0-1
                         aethiopicus
Spatola                  Platalea leucorodia                   94                   300                   0
Spatola africana         Platalea alba                          0                   0-2                   0
Fenicottero              Phoenicopterus ruber                10908                13949                   0
Fenicottero minore       Phoeniconaias minor                   0-1                   0                    0
Cigno reale              Cygnus olor                          885                  1798                  1-8
Cigno nero               Cygnus atratus                       1-12                 0-21                   0
Cigno selvatico          Cygnus cignus                        3-22                  0-2                   0
Oca granaiola            Anser fabalis                         86                   182                 0-10
Oca lombardella          Anser albifrons                       56                   303                 0-61

                                                        74
Oca selvatica          Anser anser                     827     2082    0-10
Oca zamperosee         Anser brachyrhyncus             0-1     0-23      0
Oca facciabianca       Branta leucopsis                0-2      0-1      0
Oca colombaccio        Branta bernicla                 0-1       0       0
Oca colloross          Branta ruficollis               0-1      0-4      0
Oca del Canada         Branta canadensis                0      0-27      0
Oca egiziana           Alopochen aegyptiacus           0-2      2-6      0
Casarca                Tadorna ferruginea             0-10     0-12      0
Volpoca                Tadorna tadorna                6466     6345     0-1
Anatra sposa           Aix sponsa                       0       0-3      0
Anatra mandarina       Aix galericulata                0-3      1-9      0
Fischione              Anas Penelope                 69133    84855     0-8
Canapiglia             Anas strepera                  5733     5879    6-22
Alzavola               Anas crecca                   52646    67770     250
Germano reale          Anas platyrhynchos            74487    107163   2095
Codone                 Anas acuta                     6092     6074    1-14
Marzaiola              Anas querquedula                0-6      0-1      0
Mestolone              Anas clipeata                 19086    18911     0-3
Anatra marmorizzata    Marmaronetta                    0-2       0       0
                       angustirostris
Fistione turco         Netta rufina                     59      113    0-2
Moriglione             Aythya ferina                 41502    37581    195
Moretta dal collare    Aythya collaris                   0      0-1     0
Moretta tabaccata      Aythya nyroca                   130      178    0-1
Moretta grigia         Aythya marila                   278      207    0-3
Edredone               Somateria mollissima            145      110     0
Moretta codona         Clangula hyemalis              0-36     0-16     0
Archetto marino        Melanitta nigra                 134       80     0
Orco marino            Melanitta fusca                 164      107    0-1
Quattrocchi            Bucephala clangula             2778     2306    0-2
Pesciaiola             Mergellus albellus                6       17     0
Smergo minore          Mergus serrator                1494     1536     0
Smergo maggiore        Mergus merganser                  3       26     0
Gobbo della giamaica   Oxyura jamaicensis              0-3      0-1     0
Falco pescatore        Pandion haliaetus                21       27     0
Falco di palude        Circus aeroginosus              668      888    1-4
Aquila anatraia mag.   Aquila clanga                   0-2     0-12    0-1
Aquila di mare         Haliaeetus albicilla              0      0-2     0
Gru                    Grus grus                        26       70    0-4
Gru coronata collo     Balearica regulorum               0      0-1     0
grigio
Porciglione            Rallus aquaticus               137       454    0-4
Pollo sultano          Porphyrio porphyrio            101       111     0
Voltolino              Porzana porzana                           0     0-4
Gallinella d’acqua     Gallinula chloropus            5886    12930    155
Folaga                 Fulica atra                   215950   236237   292
Beccaccia di mare      Haematopus ostralegus            12       7      0
Cavaliere d’Italia     Himantopus                      186      101     0
                       himantopus
Avocetta               Recurvirostra avosetta         5070     3363     0
Occhione               Burhinus oedicnemus             52        20    0-1
Pavoncella             Vanellus vanellus             16675    48739    364
Piviere dorato         Pluvialis apricaria            1040     3017    0-2
Pivieressa             Pluvialis squatarola           1877     2675     0
Corriere grosso        Charadrius hiaticula            86       129     0
Corriere piccolo       Charadrius dubius               31        16     0
Fratino                Charadrius                     2751     2402     0
                       alexandrinus
Beccaccia              Scolopax rusticola              7        25     0-3
Frullino               Lymnocryptes                    4        14      0
                       minimum


                                                75
Beccaccino              Gallinago gallinago          1096     2350       9
Pittima reale           Limosa limosa                  69       89       0
Pittima minore          Limosa lapponica                3        7       0
Chiurlo piccolo         Numenius phaeopus             0-9      0-4       0
Chiurlottello           Numenius tenuirostris         0-7        0       0
Chiurlo maggiore        Numenius arquata             1869     3720      54
Totano moro             Tringa erythropus             633      712       0
Pettegola               Tringa totanus               2330     3103       0
Albastrello             Tringa stagnatilis            0-3      0-6       0
Pantana                 Tringa nebularia              100      154     1-10
Piro piro culbianco     Tringa ochropus                25       55      0-1
Piro piro               Tringa gl’areola              0-3      0-1       0
boschereccio
Piro piro piccolo       Actitis hypoleucos             174     284     0-2
Voltapietre             Arenaria interpres              27      29      0
Piovanello maggiore     Calidris canutus                79      20      0
Piovanello tridattilo   Calidris alba                   69     169      0
Gambecchio              Calidris minuta               2650    2230      0
Gambecchio nano         Calidris temminki              1-8     0-9      0
Piovanello              Calidris alpin               45283   62534      0
pancianera
Combattente             Philomachus pugnax            84      120       0
Falaropo                Phalaropus lobatus            0-1      0        0
beccosottile
Gabbiano del pallas     Larus ichthyaetus              0       0-7      0
Gavina                  Larus canus                  1509     4309      0
Gabbiano corso          Larus audouinii               119       95      0
Gabbiano reale          Larus argentatus               2       310      0
nordico
Gabbiano reale med.     Larus cachinnans             47194   93612      66
Zafferano               Larus cuscus                  225      639       0
Gabbiano comune         Larus ridibundus                     131523   208247
Gabbiano roseo          Larus genei                  1257     1636       0
Gabbiano corallino      Larus melanocephalus         6968     7438       0
Gabbianello             Larus minutus                 257       42       0
Gabbiano glauco         Larus hyperboreus              0       0-1       0
Gabbiano tridattil      Rissa tridactyla              0-1      0-4       0
Sterna maggiore         Sterna caspia                 0-4      1-4       0
Beccapesci              Sterna sandvicensis           564      773       0
Sterna comune           Sterna hirundo                 0       0-1       0
Mignattino piombato     Chlidonias hybridus           0-3      0-2       0
Mignattino              Chlidonias niger              0-4      0-1       0
Gufo di palude          Asio flammeus                 0-1      0-2       0




                                                76

								
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