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					La materia è composta da molecole, le quali sono composte da particelle

   infinitamente piccole: gli atomi. In natura esistono 92 tipi di atomi.

Al centro dell’atomo vi è un nucleo formato da neutroni e protoni, attorno

ai quali ruotano gli elettroni. I protoni hanno una carica elettrica positiva,

   gli elettroni negativa mentre i neutroni sono elettricamente neutri.

    Il numero atomico di un elemento è il numero degli elettroni, che

                  corrisponde anche a quello dei protoni.

 Il peso atomico di un elemento è la somma del numero di protoni con il

                  numero di neutroni presenti nell’atomo.

 L’isotopo di un elemento è un atomo che ha lo stesso numero atomico di

                quello elemento, ma peso atomico diverso.
Quando si parla, genericamente, di "radiazione", si intende un fenomeno a

seguito del quale un "qualche cosa" se ne va per sempre da un corpo di cui

faceva parte e fa sentire la sua presenza nello spazio intorno, andando ad

agire, in svariati modi, su altri corpi distanti. Ogni atomo è formato da un

 nucleo contenente protoni e neutroni, e da un certo numero di elettroni

                         che gli orbitano intorno.

   In effetti i nuclei atomici sono tenuti coesi dalla cosiddetta forza

nucleare forte. Questa forza richiede anche la presenza dei neutroni per
 manifestarsi. Quando le forze all'interno del nucleo non sono bilanciate

(ovvero il nucleo è instabile) questo tende spontaneamente a raggiungere

     uno stato stabile attraverso l'emissione di una o più particelle.

 Le radiazioni sono l’emissione e la diffusione di energia sotto forma di

onde elettromagnetiche e di particelle elementari. Le radiazioni in grado

di caricare elettricamente gli atomi che incontrano, cioè la ionizzazione,

       sono definite radiazioni ionizzanti; se penetrano nei tessuti

    dell'organismo alterano l'equilibrio delle cellule e le danneggiano

                               gravemente.

 Le radiazioni di interesse medico sono le radiazioni X (raggi X), gamma,

                                alfa, beta.

I raggi X sono usati in medicina perché sono maggiormente assorbiti dalle

          ossa e consentono di ottenere immagini ben definite
Il decadimento radioattivo è un processo nel quale i nuclei degli atomi di

      sostanze radioattive si disintegrano e rilasciano radiazioni .

Ci sono tre tipi principali di decadimento che rilasciano altrettanti tipi di

                               radioattività:


  Decadimento alfa. Durante il decadimento α (alfa) vengono emanate

radiazioni con una riduzione di due unità del numero atomico e di quattro

  unità della massa atomica. Questo decadimento è tipico dei nuclei più

     pesanti perché è più facile la perdita di protoni, che porta alla

  stabilizzazione. Sono le radiazione meno penetranti ( possono essere

         completamente bloccate da un semplice foglio di carta )




 Decadimento beta. Durante il decadimento β (beta) viene emessa una

 radiazione particolata. Nel decadimento beta si osserva che il rapporto

     tra neutroni e protoni è superiore all'unità, perciò il neutrone si

trasforma in protone, infatti la massa atomica resta uguale, ma il numero

     atomico aumenta di un’unità. Il nucleo emette un elettrone e un

  antineutrino Le radiazioni beta sono più penetranti di quelle alfa, ma
possono essere completamente bloccate, per esempio, da pochi millimetri

                                di alluminio.




 Decadimento gamma. Il decadimento γ (gamma) invece non comporta

alcun cambiamento della massa atomica, né del numero atomico, essendo

   una radiazione elettromagnetica e quindi puramente energetica. Al

  contrario delle radiazioni alfa e beta, le radiazioni gamma sono molto

penetranti, e per bloccarle occorrono materiali ad elevata densità come il

                                   piombo




    La radiazione è la liberazione di energia, la quale lascia il corpo, e si

                                   allontana.

      La reazione nucleare è la fissione nucleare, ovvero bombardando

   l’atomo di uranio con neutroni, il nucleo si rompe in due parti distinte,

          causando la perdita di alcuni neutroni dell’atomo colpito.

  Le radiazioni più pericolose sono quelle che producono il fenomeno della

                                 ionizzazione.

      La ionizzazione è un fenomeno determinato dall’energia che una

  radiazione nucleare cede agli atomi della materia, nel momento in cui la

       attraversa, provocando in essa, tra l’altro, il distacco di alcuni

     elettroni, dando così luogo alla formazione di coppie di ioni (atomi

                            carichi di elettricità).
  La radioattività non è stata inventata dall'uomo, anzi, al contrario,

     l'uomo è esposto alla radioattività fin dal momento della sua

apparizione sulla Terra. La radioattività è antica quanto l’Universo ed è

  presente ovunque: nelle Stelle, nella Terra e nei nostri stessi corpi.

        L'unità di misura della radioattività è il becquerel (Bq).

 Alcuni isotopi naturali, e quasi tutti gli isotopi artificiali, presentano

 nuclei instabili, a causa di un eccesso di protoni e/o di neutroni. Tale

     instabilità provoca la trasformazione in altri isotopi, e questa

  trasformazione si accompagna con l'emissione di particelle. Questi

      isotopi sono detti isotopi radioattivi, o anche radioisotopi.

Le radiazioni prodotte dai radioisotopi interagiscono con la materia con

            cui vengono a contatto, trasferendovi energia.
        L'uomo può essere esposto alla radioattività in due modi:

  • per esposizione esterna, che avviene quando l'individuo si trova sulla

 traiettoria delle radiazioni emesse da una sorgente radioattiva situata

    all'esterno dell'organismo; si parla, in questo caso, di irradiazione

• per esposizione interna, che si verifica quando la sorgente radioattiva si

 trova all'interno dell'organismo, a causa di inalazione per respirazione,

e/o ingestione, ovvero per introduzione attraverso una ferita; si parla, in

                  questo caso, di contaminazione interna



L'esposizione esterna cessa quando l'individuo si allontana dalla sorgente

ovvero vengono interposti opportuni schermi tra sorgente e individuo. Le

radiazioni alfa, beta e gamma da esposizione esterna non fanno diventare

                  radioattiva la materia che le assorbe.



  L'esposizione interna cessa quando i radioisotopi respirati o ingeriti o

introdotti attraverso ferite sono completamente rimossi dall'organismo

                  (ad esempio: con l'urina, le feci, ecc.)
  La scoperta della radioattività avvenne alla fine dell’800 ad opera di

  Henry Bequerel e dei coniugi Pierre e Marie Curie, che ricevettero il

Premio Nobel per la Fisica per le loro ricerche. Essi scoprirono che alcuni

 minerali, contenenti uranio e radio,avevano la proprietà di influenzare

      delle lastre fotografiche poste nelle loro vicinanze. Le lastre

  fotografiche, una volta sviluppate, presentavano delle macchie scure.

    Per questa loro proprietà, elementi come l’uranio, il radio e il polonio

      (gli ultimi due scoperti proprio da Pierre e Marie Curie) vennero

  denominati “attivi” e il fenomeno di emissione di particelle venne detto

                                 radioattività.
 L’Uranio è un metallo pesante che si trova in piccole quantità in rocce,

suolo, aria, acqua e cibi. Nella sua forma naturale, l’uranio è costituito da

  3 isotopi, con una netta prevalenza dell’isotopo 238. Tutti gli isotopi

                        dell’uranio sono radioattivi.

     A causa della sua grande vita media, il 238U ha una attività molto

     bassa. Per utilizzarlo nei reattori nucleari, o nelle armi nucleari, è

  necessario arricchirlo con gli isotopi 235U e 234U. Il materiale che ne

                    deriva è noto come uranio arricchito.

        Il materiale di scarto di questo processo è noto come uranio

      impoverito.(DU). Il DU è meno radioattivo dell’uranio naturale.

   L'uranio impoverito, che emette particelle alfa e beta, è classificato

         nella fascia più bassa di rischio fra gli isotopi radioattivi.

    Inoltre, l’uranio è piroforico, ovvero le piccole particelle prendono

                spontaneamente fuoco a contatto con l'aria.
Il 24 marzo 1999 per il duro governo diretto della regione con la presenza

massiccia di polizia ed esercito per il controllo della provincia del Kosovo,

         autonoma fin dal 1974, scoppiò la "guerra del Kosovo".

   Le forze della NATO, specialmente gli USA, hanno utilizzato anche in

       questa guerra molta tecnologia. Vennero utilizzati gli elicotteri

             "apache", dotati di proiettili all'uranio impoverito.

       La NATO ha dichiarato di aver sparato circa 31.000 proiettili

   all'uranio impoverito per un totale di circa 10 tonnellate di DU sparse

     in Kosovo. Oggi gruppi speciali precedono con la bonificazione della

               zona, controllando la presenza di radioattività.

				
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posted:10/25/2011
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