NIGERIA NEWS
rassegna stampa mensile su quello che succede in Nigeria
e nell’Africa dell’ovest
a cura di PIAM onlus
newsletter di ottobre 2005
Informazioni generali sulla Nigeria
http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/aciWeb/it/africa/nigeria/avvisi.scheda
avvisi per i viaggiatori che si recano all'estero basati su informazioni ritenute affidabili e disponibili alla data della
loro pubblicazione, fornite dal Ministero degli Affari Esteri (costantemente aggiornato)
http://www.ambabuja.esteri.it/Ambasciata_Abuja
Ambasciata italiana ad Abuja
http://www.lagos.cd
Consolato italiano a Lagos
NEWS NIGERIA in ITALIANO
1 - NIGERIA 5/10/2005
SCONTRI TRA POLIZIOTTI E MILITARI PER LE STRADE DI LAGOS
2 - NIGERIA 5/10/2005
LAGOS: RAFFORZATA SICUREZZA DOPO SCONTRI ESERCITO-POLIZIA
3 - NIGERIA 6/10/2005
CAPO SEPARATISTI DELTA DEL NIGER FORMALMENTE ACCUSATO DI TRADIMENTO
4 - NIGERIA 13/10/2005
PRESIDENTE APPOGGIA IL VOTO 'ELETTRONICO'
5 - NIGERIA 14/10/2005
LOTTA ALLA CORRUZIONE...MA NON SUI GIORNALI
6 - NIGERIA 14/10/2005
CORRUZIONE: SERVE AIUTO INTERNAZIONALE PER TROVARE DENARI TRAFUGATI
7 - NIGERIA 18/10/2005
L'AFRICA STA "INIZIANDO A CURARE I SUOI MALI"
8 - NIGERIA 20/10/2005
GIORNALISTA INCRIMINATO PER ARTICOLO SU RICICLAGGIO DENARO SPORCO
9 - NIGERIA 22/10/2005
DEBITO, DUBBI SU ANNULLAMENTO DECISO DA 'CLUB DI PARIGI'
10 - NIGERIA 24/10/2005
TRE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE PER SCIAGURA AEREA
11 - NIGERIA 24/10/05
E' MORTA STELLA OBASANJO, MOGLIE DEL PRESIDENTE
12 - NIGERIA 24/10/2005
SOSPESE TRASMISSIONI DI TV GIUNTA PER PRIMA SUL LUOGO DEL DISASTRO AEREO
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13 - NIGERIA 26/10/2005
DISASTRO AEREO: ESCLUSI PROBLEMI TECNICI, PROSEGUONO INDAGINI
14 - NIGERIA 27/10/2005
DISASTRO AEREO: FUNZIONE INTER-CONFESSIONALE IN MEMORIA VITTIME
15 - NIGERIA 27/10/05
Arrestato capo separatisti del Biafra
NEWS NIGERIA in INGLESE
16 - Nigerian drug mules 'on the rise'
BBC, 2/10/05
17 - No party cards for Nigeria's VP
BBC, 3/10/95
18 - Nigerian police clash with troops
BBC, 5/10/05
19 - Security forces deploy in Lagos
BBC, 5/10/05
20 - Okocha plans Nigeria retirement
BBC SPORT, 6/10/05
21 - Nigeria oil rebel treason charge
BBC, 6/10/05
22 - Nigeria conmen repay scam victim
BBC, 7/10/05
23 - Crossing deserts, scaling fences
BBC, 12/10/05
24 - Mystery fog engulfs Nigerian city
BBC, 12/10/05
25 - Nigerian e-mail frauds targeted
BBC, 15/10/05
26 - Nigeria warns 'corrupt' governors
BBC, 17/10/05
27 - Paris Club in Nigeria debt deal
BBC, 20/10/05
28 - Cup of Nations - Group D preview
Matches between Nigeria and Ghana, perennial arch-rivals, always promise excitement and nail-biting tension.
BBC SPORT, 20/10/05
29 - All killed in Nigeria plane crash
BBC, 23/10/05
30 - Nigerian president's wife dies
BBC, 23/10/05
31 - Nigeria 'to reduce oil reliance'
BBC, 23/10/05
32 - Nigeria - where the truth is hard to find
BBC, 24/10/05
2
33 - Nigeria pledges better air safety
BBC, 25/10/05
34 - Nigeria service at air crash site
BBC, 27/10/05
35 - Nigeria arrests Biafra separatist
BBC, 27/10/05
AFRICA NEWS
36 - COSTA D'AVORIO 3/10/2005
GRANDE RISERBO SU VERTICE ECOWAS, ORA TOCCA ALL'UNIONE AFRICANA
37 - SIERRA LEONE 4/10/2005
CORTE SPECIALE, CHIESTO AIUTO PAESI AFRICA PER CONSEGNA EX-PRESIDENTE TAYLOR
38 - SIERRA LEONE 5/10/2005
PROSEGUE RITIRO 'CASCHI BLU', PAESE "CAMMINA DA SOLO" VERSO PACE
39 - GHANA
Ghana's snow leopard skis for glory
BBC SPORT, 7/10/05
40 - Liberia
Oggi al voto per le presidenziali dopo la guerra civile, favorito l'ex calciatore Weah
RAI NEWS 24, 11/10/05
41 - COSTA D'AVORIO 13/10/2005
CRISI: RIBELLI CHIEDONO PRIMO MINISTRO CON POTERI DA CAPO DI STATO
42 - LIBERIA 14/10/2005
ELEZIONI: SCRUTINATI UN TERZO DEI SEGGI, MENTRE TORNANO ALCUNI 'FANTASMI'
43 - COSTA D'AVORIO 14/10/2005
DIRITTI UMANI: SITUAZIONE ANCORA GRAVE, CONTINUANO VIOLAZIONI
44 - Novizie da Africa, rischio abusi
14/10/05 ANSA
45 - AFRICA 15/10/05
EPIDEMIE DI COLERA: NUOVI CASI IN GUINEA BISSAU E SENEGAL
46 - COSTA D'AVORIO 15/10/2005
CACAO, COTONE E DIAMANTI: I COMMERCI "INSANGUINATI" DEI RIBELLI
47 - 2006 World Cup tables
The draw also acts as qualifying for the 2006 African Nations Cup
BBC SPORT
48 - MONDO 18/10/2005
'TRANSPARENCY INTERNATIONAL': LA CORRUZIONE PROVOCA POVERTÀ
49 - CUBA 19/10/2005
COOPERAZIONE SUD-SUD: ALL'AVANA ACCORDI CON MALI E NIGERIA
50 - MONDO 20/10/2005
LIBERTÀ DI STAMPA, SEGNALI POSITIVI DALL'AFRICA
51 - GUINEA 25/10/2005
COPRIFUOCO E CENTINAIA DI FERMI DOPO SCONTRI NEL SUD
3
52 - SIERRA LEONE 25/10/2005
LIBERTÀ DI STAMPA: PROMESSE DEL PRESIDENTE E DUBBI DEI GIORNALISTI
53 - LIBERIA 25/10/2005
MONROVIA, SOLDATI PROTESTANO DAVANTI MINISTERO DIFESA
54 - SIERRA LEONE 26/10/2005
RAPPORTO ONU PER LA PACE: DIRITTI UMANI E LEGGI 'AD HOC'
55 - AFRICA 26/10/2005
'GAMBE IN SPALLA!', PARTE IL GIRO CICLISTICO DEL BURKINA FASO
56 - COSTA D'AVORIO 26/10/2005
OPPOSIZIONE ANNUNCIA RITIRO DA GOVERNO
link utili
MISNA (Missionary International Service News Agency)
http://www.misna.org
BBC (inglese)
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/default.stm
ALL AFRICA.COM (inglese)
La più importante agenzia di stampa africana
http://allafrica.com
NTA National Television Authority (rete televisiva nazionale nigeriana)
http://www.nigeria.gov.ng/ntanews.aspx
THE GUARDIAN (quotidiano nigeriano)
http://www.ngrguardiannews.com
THIS DAY (quotidiano nigeriano)
http://www.thisdayonline.com
CNN Africa
http://www.cnn.com/WORLD/africa/archive
INTERNAZIONALE (rassegna settimanale sulla stampa mondiale)
http://www.internazionale.it/home
RAI NEWS 24
http://www.rainews24.it/categoria.asp?categoria=Mondo
NIGRIZIA (il sito dell'Africa e del mondo nero)
http://www.nigrizia.it/cat.asp?idCategoria=108
per contatti, informazioni, suggerimenti e altro: piamonlus@yahoo.com
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1 - NIGERIA 5/10/2005
SCONTRI TRA POLIZIOTTI E MILITARI PER LE STRADE DI LAGOS
Dalle due alle cinque persone, a seconda delle fonti, sono morte ieri in una violenta battaglia esplosa per le vie
di Lagos (la principale città commerciale della Nigeria) tra agenti di polizia e militari dell'esercito nazionale
nigeriano. La sparatoria è durata alcune ore, gettando nel panico il quartiere e l'intera città per tutto il giorno, ed
è costata la vita ad alcuni passanti colpiti mortalmente da pallottole vaganti, in quella che i testimoni presenti
hanno definito una vera e propria "guerra". In realtà non sono ancora chiari i contorni di questa vicenda. In
attesa che le autorità forniscano una ricostruzione ufficiale dei fatti, la stampa sia locale che internazionale, fa
sapere che le tensioni sono cominciate quando un soldato è intervenuto per bloccare un agente che stava
estorcendo una 'mancia' di pochi centesimi di euro al conducente di un moto-taxi. La reazione violenta del
poliziotto, che avrebbe colpito il militare con uno schiaffo, ha innestato la reazione di quest'ultimo, subito corso a
chiamare i propri commilitoni dando vita a un vero e proprio assalto al commissariato dell'Area C di Lagos, nel
quartiere di Surulere, quasi distrutto nelle ore successive. Seppure sembri la più accreditata quella della mancia
non è l'unica ricostruzione, secondo altre fonti di informazioni dietro le violenze esplose ieri si troverebbe una
vera e propria azione di rappresaglia dei militari per l'uccisione di un loro commilitone ad opera di alcuni agenti
che avevano aperto il fuoco contro il soldato quando questi aveva resistito con la forza all'arresto. (MISNA)
2 - NIGERIA 5/10/2005
LAGOS: RAFFORZATA SICUREZZA DOPO SCONTRI ESERCITO-POLIZIA
Le forze di sicurezza stanno pattugliando oggi le vie di Lagos, principale centro commerciale della Nigeria, dopo
gli scontri di ieri tra poliziotti e militari dell'esercito nazionale costati la vita, secondo gli ultimi bilanci, ad almeno
tre persone (cinque secondo altre fonti) e il ferimento di altre tre. Per cercare di riportare l'ordine, il governatore
dello Stato di Lagos, Bola Tinubu, ha convocato un consiglio di emergenza e deciso il dispiegamento delle forze
dell'ordine soprattutto nella 'Western Avenue', dove le violenze sono cominciate intorno alle 9:00 locali. Intanto il
presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha chiesto ai vertici di polizia ed esercito di riunirsi nella capitale Abuja
per un colloquio chiarificatore sulla sparatoria scoppiata apparentemente dopo un banale litigio tra un soldato e
un poliziotto, sebbene le versioni dell'accaduto siano ancora contrastanti. Oltre ai tre morti accertati dalla Croce
Rossa (due uomini e una donna), nelle violenze, durate circa sei ore, tre alunni al ritorno da scuola sono rimasti
feriti in modo grave, una sessantina di veicoli, tra cui 20 jeep della polizia, sono stati dati alle fiamme e decine di
negozi sono stati danneggiati. (MISNA)
3 - NIGERIA 6/10/2005
CAPO SEPARATISTI DELTA DEL NIGER FORMALMENTE ACCUSATO DI TRADIMENTO
Come preannunciato ieri dal ministero della giustizia nigeriano, il capo di una milizia indipendentista del sud
della Nigeria, Alhaj Dokubo Asari, è stato formalmente accusato questa mattina di "tradimento, cospirazione e
assembramento illegale" da un tribunale di Abuja. Asari, principale esponente della 'Forza volontaria popolare
del Delta del Niger' (Ndpvf), dal nome della ricca regione petrolifera nel sud del paese, si è dichiarato innocente
e ha chiesto "libertà per la propria gente". Il capo del Ndpvf è stati quindi rimandato in carcere dove resterà in
custodia cautelare fino alla prima udienza del processo prevista per il 10 novembre prossimo. Asari era stato
fermato nella città meridionale di Port Harcourt il 20 settembre scorso e subito trasferito ad Abuja. I suoi
fedelissimi del Ndpvf minacciarono di "far saltare" tutte le piattaforme del Delta e di attaccare i militari nigeriani
finchè le autorità di Abuja non avessero rilasciato il loro capo. Minacce a cui fortunatamente, finora, non hanno
dato seguito. Nelle accuse contestate oggi ad Asari si fa riferimento ad un'intervista pubblicata il 10 settembre
scorso dal quotidiano Daily Indipendent, in cui il capo del Ndpvf aveva definito il governo nigeriano "un'entità
malvagia", precisando che il suo movimento avrebbe "continuato a combatterla" nel tentativo di vederla
"dissolta e disintegrata".(MISNA)
4 - NIGERIA 13/10/2005
PRESIDENTE APPOGGIA IL VOTO 'ELETTRONICO'
Il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo si è detto favorevole al sistema di votazione elettronico per i futuri
appuntamenti elettorali del paese. "Più siamo in grado di evitare errori umani, meno il processo elettorale sarà
controverso" ha affermato il capo di Stato durante un'occasione pubblica, esprimendo per la prima volta il suo
sostegno al progetto dell'agenzia elettorale nazionale Inec di usare strumenti elettronici, tra cui il voto via email,
in particolare in vista delle elezioni generali fissate per il 2007. Secondo il presidente della Inec, Maurice Iwu, il
voto elettronico potrebbe ridurre o eliminare irregolarità e brogli che hanno puntualmente caratterizzato le
elezioni svoltesi in Nigeria dall'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1960; tuttavia alcuni politici obiettano che
l'uso delle nuove tecnologie è uno strumento troppo sofisticato per una popolazione in buona parte ancora
analfabeta.(MISNA)
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5 - NIGERIA 14/10/2005
LOTTA ALLA CORRUZIONE...MA NON SUI GIORNALI
Un giornalista nigeriano si trova da martedì sera in stato d'arresto per aver accusato il governatore di uno stato
del sud del paese di essere coinvolto in attività di riciclaggio di denaro sporco. La denuncia del trattamento
riservato al reporter, Owei Bobina Sikpi, arriva dai suoi colleghi del Weekly Star, un settimanale diffuso
prevalentemente nella città di Port Harcourt, principale centro urbano della ricca regione petrolifera del Delta del
Niger. Secondo la ricostruzione fornita dai colleghi, l'uomo è stato prelevato martedì scorso dalla polizia e da
allora si trova in stato di fermo senza che gli sia stata contestata alcuna accusa. Le forze di sicurezza avrebbero
anche bloccato le rotative e fermato altri quattro dipendenti del giornale (addetti alla stampa) rilasciati solo
qualche ora più tardi, ha fatto sapere il direttore del settimanale, Obinna Ahiaidu. "Sikpi - ha detto Ahiaidu - è
stato tenuto in totale isolamento dal momento del suo arresto, neanche il suo avvocato è riuscito a incontrarlo".
È stato proprio il direttore del Weekly Star a ricollegare il fermo del suo giornalista con un articolo comparso nel
numero della scorsa settimana e in cui si riferivano presunte attività di riciclaggio di denaro sporco del
governatore del Rivers State Peter Odili. (MISNA)
6 - NIGERIA 14/10/2005
CORRUZIONE: SERVE AIUTO INTERNAZIONALE PER TROVARE DENARI TRAFUGATI
La Commissione per i reati economici e finanziari della Nigeria (Efcc) ha chiesto la cooperazione della comunità
internazionale per recuperare 17 miliardi di dollari dirottati dalle casse dello Stato. Nuhu Ribadu, direttore
dell'Efcc, ha riferito che il denaro sarebbe già stato rintracciato su conti bancari aperti in diversi Paesi stranieri
da alcuni ex-funzionari del governo, di cui non sono state fornite le generalità. Invocando il rispetto dei "trattati di
cooperazione reciproca" tra gli Stati, Ribadu ha auspicato che "non esistano più 'paradisi' segreti per i ladri del
nostro patrimonio nazionale". Secondo gli inquirenti nigeriani, milioni di dollari dell'erario pubblico sono stati
sottratti da alti funzionari dello Stato negli ultimi anni: il caso più clamoroso riguarda il 'tesoro' del defunto
dittatore Sani Abacha, stimato in due miliardi e mezzo di dollari di proventi dei giacimenti di petrolio di cui è ricco
il Paese. L'ultimo personaggio politico indagato, in ordine di tempo, è il governatore dello Stato petrolifero di
Bayelsa, Diepreye Alamieyeseigha, rinviato a giudizio di fronte a un tribunale britannico per riciclaggio di denaro
sporco. (MISNA)
7 - NIGERIA 18/10/2005
L'AFRICA STA "INIZIANDO A CURARE I SUOI MALI"
"Ci stiamo affidando sempre più al dialogo e al negoziato. Rimaniamo fermi nella nostra opposizione a ogni
metodo extra-legale per prendere il potere": lo ha detto il capo di Stato nigeriano Olusegun Obasanjo,
presidente di turno dell'Unione Africana, intervenendo all'apertura della conferenza organizzata dal 'Consiglio
per lo sviluppo delle scienze sociali in Africa' ad Abuja, la capitale. Parlando dei "malanni" dell'Africa, tra i quali
ha citato "corruzione, violazione dei diritti fondamentali e asservimento agli interessi stranieri", Obasanjo ha
aggiunto che si sta lentamente iniziando ad affrontarli. I problemi del continente, ha detto ancora, "non sono né
esclusivamente interni né tutti provocati dall'esterno", ma per il presidente di turno dell'Unione africana c'è "una
correlazione tra fattori e attori locali e stranieri". Il presidente nigeriano ha detto che la creazione dell'Unione
Africana - subentrata nel 2002 alla vecchia 'Organizzazione per gli stati africani - e del Nuovo parteneriato per lo
sviluppo (Nepad) hanno ridato slancio al continente per compiere gli indispensabili passi avanti. (MISNA)
8 - NIGERIA 20/10/2005
GIORNALISTA INCRIMINATO PER ARTICOLO SU RICICLAGGIO DENARO SPORCO
È stato formalmente accusato di aver pubblicato "notizie false" il giornalista nigeriano che dalla scorsa
settimana si trova agli arresti dopo essere stato prelevato nella redazione del settimanale per cui lavorava dalla
polizia segreta nigeriana. Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali, precisando che contro Owei Bobina
Sikpi - questo il nome del reporter del settimanale 'Weekly Star' diffuso prevalentemente nella città di Port
Harcourt, principale centro urbano della ricca regione petrolifera del Delta del Niger - sono stati depositati 7 capi
d'accusa per pubblicazione di "notizie false". Le accuse contro Sikpi sono prevalentemente da ricondurre a una
serie di articoli relativi a presunte attività di riciclaggio di denaro sporco del governatore del Rivers State, Peter
Odili. Al giornalista sono stati contestati anche altri scritti relativi alla recente crisi nella regione del Delta del
Niger e alla presenza in Nigeria dell'ex-presidente liberiano Charles Taylor. L'arresto di Owei Bobina Sikpi è
stato fortemente condannato dalle organizzazioni dei giornalisti locali e internazionali.(MISNA)
9 - NIGERIA 22/10/2005
DEBITO, DUBBI SU ANNULLAMENTO DECISO DA 'CLUB DI PARIGI'
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Perplessità sulle conseguenze della cancellazione di una parte del debito estero della Nigeria sono state
espresse da organismi della società civile e dalla campagna 'Jubilee'. Ieri 19 Paesi occidentali creditori, riuniti
nel cosiddetto 'Club di Parigi', avevano annunciato l'annullamento del debito nigeriano per una somma di 18
miliardi di dollari su un totale di 30. 'Jubilee' - che raggruppa oltre 70 organizzazioni civiche, religiose, sindacali
e ambientali impegnate per la cancellazione del debito dei Paesi poveri - le condizioni dell'accordo - ha criticato
un punto dell'accordo che prevede il pagamento da parte della Nigeria di 12 miliardi di dollari nei prossimi anni
per ripagare gli interessi e l'adesione ai programmi del Fondo monetario internazionale (Fmi). Secondo un
responsabile dell'associazione, inoltre, l'intesa con i creditori è stata raggiunta dopo le minacce del Parlamento
federale della Nigeria, che aveva recentemente minacciato di non onorare il debito estero. David Ugolor,
presidente della Rete africana per la giustizia economica, ha detto che "il club di Parigi non può attendersi che
la Nigeria spenda 12 miliardi di dollari per pagare gli interessi e le penalità dopo 30 anni di regime militare".
(MISNA)
10 - NIGERIA 24/10/2005
TRE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE PER SCIAGURA AEREA
Sono iniziati stamani in Nigeria i tre giorni di lutto nazionale proclamati dalle autorità dopo il disastro aereo nel
quale sabato sera - per cause ancora da accertare - hanno perso la vita le 117 persone (tra cui sei membri
d'equipaggio) che viaggiavano a bordo del 'Boeing 737' della compagnia locale 'Bellview' schiantatosi dopo il
decollo da Lagos. Il velivolo è precipitato nei pressi del villaggio di Lissa, una trentina di chilometri a nord della
capitale commerciale Lagos, durante una 'tempesta elettrica'; il pilota ha segnalato problemi tecnici e poi l'aereo
è scomparso dal radar. Il violento impatto a terra avrebbe provocato un cratere di una ventina di metri. Diversa
la versione di alcuni testimoni citati oggi dalla stampa locale: sembra che il 'Boeing' - diretto ad Abuja lungo la
tratta aerea più trafficata del Paese, che con oltre 120 milioni di abitanti è il più popoloso dell'Africa - sarebbe
esploso mentre ancora si trovava in volo. Confusione ed errori hanno inoltre accompagnato le prime ore dopo il
disastro e la carcassa è stata localizzata nelle prime ore di domenica prima da una troupe televisiva locale che
dai soccorritori. "Qui non c'è più nulla da recuperare, la distruzione è totale" ha poi detto l'ufficiale Tunji Alpini,
tra i primi ad arrivare sul luogo della sciagura. Il direttore generale dell'Autorità per l'aviazione nigeriana, Fidelis
Onyeriri, ha detto che l'aereo era in attività da 24 anni e che lo scorso mese di febbraio aveva superato una
verifica tecnica valida per i 18 mesi successivi. Tra le vittime vi sarebbero anche Chiek Oumar Diarra,
vicesegretario esecutivo per gli affari politici della Comunità economica dell'Africa Occidentale (Cedeao), un
consigliere della presidenza della repubblica nigeriana, un ufficiale statunitense, due britannici e un tedesco.
(MISNA)
11 - NIGERIA 24/10/05
Stella Obasanjo, 59 anni, moglie del capo di Stato della Nigeria Olusegun Obasanjo e presidente di turno
dell'Unione Africana, è morta mentre si trovava in Spagna; secondo alcune fonti il decesso è avvenuto in
seguito a un intervento chirurgico.
12 - NIGERIA 24/10/05
SOSPESE TRASMISSIONI DI TV GIUNTA PER PRIMA SUL LUOGO DEL DISASTRO AEREO
Le autorità nigeriane hanno interrotto le trasmissioni dell''African Indipendent Television' (Ait), emittente
televisiva indipendente che è stata la prima a individuare la località dove sabato scorso è caduto il 'Boeing 737'
della compagnia locale 'Bellview', causando la morte di 117 persone. I reporter dell'Ait avevano rivelato ieri che
il velivolo si era schiantato nel villaggio di Lissa - una zona coltivata a cacao vicino all'azienda agricola del
presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, a circa 30 chilometri di distanza dalla città di Lagos - mentre in
precedenza diversi funzionari avevano detto ai giornalisti che il luogo del disastro era Kishi, area rurale situata
400 chilometri più a nord. Nonostante l'emittente abbia dato la notizia in anteprima, la Commissione nazionale
sui media radio-televisivi ha deciso di punirla per aver causato "confusione" nella stampa internazionale
diffondendo il suo 'scoop'. Inoltre l'Ait è incolpata di aver diffuso immagini troppo crude e di aver confermato che
non c'era alcun sopravvissuto prima di ricevere il documento ufficiale in proposito. Non è ancora chiara la
dinamica dell'incidente; dopo la segnalazione di problemi tecnici da parte del pilota, l'aereo è scomparso dal
radar e, secondo alcune versioni, sarebbe esploso mentre si trovava ancora in volo.(MISNA)
13 - NIGERIA 26/10/2005
DISASTRO AEREO: ESCLUSI PROBLEMI TECNICI, PROSEGUONO INDAGINI
Prima dell'incidente era in "perfette condizioni" il 'Boeing 737' della compagnia locale 'Bellwiew' che sabato
scorso si è schiantato a terra poco dopo il decollo da Abuja, provocando la morte di tutte le 117 persone a
bordo: lo ha detto Imoru Kubor, direttore della gestione del traffico aereo del ministero dell'Aviazione.
"L'apparecchio aveva volato per anni senza ed aveva appena superato una verifica di controllo senza problemi"
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ha dichiarato il funzionario a una televisione locale nigeriana. Intanto prosegue l'inchiesta - voluta dal presidente
Olusegun Obasanjo - per fare chiarezza sulle cause del disastro. Alla ridda di voci di questi giorni, si è aggiunta
anche quella dell'Ispettore generale delle polizia, secondo il quale l'aereo è esploso in volo; un'ipotesi che non
collima con l'ampio cratere che si è formato - sembra - a causa dell'impatto violento del velivolo al momento
dello schianto non lontano da un villaggio a una cinquantina di chilometri da Abuja. Gli incidenti aerei in Nigeria
non sono infrequenti: nel 2002 un jet precipitò alla periferia della città di Kano poco dopo il decollo, uccidendo
115 persone a bordo e altre decine a terra. (MISNA)
14 - NIGERIA 27/10/2005
DISASTRO AEREO: FUNZIONE INTER-CONFESSIONALE IN MEMORIA VITTIME
Una funzione religiosa che ha visto riunite varie comunità cristiane si è tenuta sul luogo in cui sabato scorso il
'Boeing 737' della compagnia nigeriana 'Bellview' si è schiantato a terra poco dopo il decollo da Abuja,
provocando la morte di tutte le 117 persone. Oltre alla celebrazione, che si è svolta a Lissa, 50 chilometri a nord
della città di Lagos, la Nigeria ha deciso di osservare ieri un minuto di silenzio in memoria dei defunti. Due giorni
fa la 'Coalizione per l'azione militante' nel Delta del Niger, movimento finora sconosciuto, aveva rivendicato la
"piena responsabilità" dell'incidente in un comunicato inviato a vari quotidiani, chiedendo il rilascio del capo di
una milizia separatista, Mujahid Dokubo-Asari, attualmente sotto processo per tradimento. La polizia dice però
di non credere alla rivendicazione, che a suo parere è giunta troppo tardi. Ieri Imoru Kubor, direttore della
gestione del traffico aereo del ministero dell'Aviazione, aveva assicurato che l'apparecchio aveva volato per
anni ed aveva appena superato senza problemi una serie di controlli. (MISNA)
15 - NIGERIA 27/10/05
Arrestato capo separatisti del Biafra
La Nigeria ha arrestato il capo di un'organizzazione separatista che si batte per la creazione della Repubblica
del Biafra. Ralph Uwazuruike, questo il nome del capo indipendentista della nazione Igbo, è stato subito
trasferito ad Abuja. Nel 1970 gli Igbo furono protagonisti di una guerra triennale con le autorità nigeriane nel
tentativo di ottenere la separazione del Biafra dal resto del paese. (MISNA)
16 - Nigerian drug mules 'on the rise'
Drug runners may be targeting Nigerian women as "mules" after a UK government clampdown in Jamaica, warn
campaigners.
The number of Nigerian women on drugs charges in UK jails has risen almost sixfold in three years, figures
supplied to the BBC News website show.
On 30 June this year 85 of the 151 Nigerian women in custody in the UK were being held for drugs offences. In
2002 there were just 15 out of 29.
The Home Office data also shows a rise among women from Trinidad and Tobago.
Foreign women make up 18% of the female prison population and about 60% of them are held on drugs
offences.
These include swallowing or "stuffing" packages of cocaine, and carrying drugs in luggage or concealed in
clothing.
The apparent shift to Nigeria comes two years after an outcry over the number of Jamaican female drugs mules
in British jails, which climbed to more than 440 in 2002.
That number has now fallen to 136 following changes to policy regarding the early release of foreign prisoners
and Operation Airbridge, a joint UK and Jamaican scheme that saw people-scanners installed at airports in
Jamaica.
The UK Foreign Office also backed an educational programme on the island, aimed at women who may be
approached by drug traffickers.
However Olga Heaven, director of the foreign prisoner support charity Hibiscus which led the educational
programme in Jamaica, says drugs barons have probably simply moved their trade to elsewhere in the
Caribbean and west Africa.
"I believe since the campaign started in Jamaica there has been a direct shift to Trinidad and also Nigeria -
Nigeria even more so," she said.
"Guys who organise these people always try to stay one step ahead of the people who are deterring them so
they will look and see what is going on and move accordingly."
HM Revenue and Customs said the number of Jamaicans trying to smuggle drugs to the UK by swallowing
them had reduced by over 90% thanks to Operation Airbridge.
"We remain vigilant as the drugs organisers look for new ways to get round our operations," a spokeswoman
said.
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She added that Customs could not prove a link between the decline in Jamaica and the rise in Nigeria, but the
successful operation in Jamaica had freed up resources to tackle the problem in "other risk areas such as west
Africa".
'Mothers targeted'
Hibiscus is looking into doing educational work in Nigeria in 2006 and the charity is about to launch in Trinidad
the same campaign it has been running in Jamaica.
Its centrepiece is a three-minute TV animation showing the cautionary tale of Eva - a Jamaican woman with
young children who is duped and bribed into carrying drugs and then gets caught on arrival in Britain.
Unlike the teenage lead character in Maria Full of Grace, the recent film about drugs mules, the women who
Olga Heaven sees tend to be single mothers in their 30s with several children depending on them.
"Women with children get caught up in a situation where they begin to borrow money for schooling, or for paying
rent, and they are not employable because of lack of training.
"They don't have another way out of their situation, carrying drugs is their last resort."
12-year sentence
Elizabeth Oshodi,* 41, from Lagos will not be seeing her 11-year-old daughter or her three older sons anytime
soon.
She is 18 months into a 12-year sentence at Drake Hall prison, Staffordshire, after customs officials found 4kg
of cocaine in her baggage when she landed in Britain.
Elizabeth says she was deeply in debt after the death of her husband and her mother, whose breast cancer had
required years of hospital fees.
She accepted an offer of work in the UK from one of her debtors, in order to repay him, and was given two
cases of hair-pieces and extensions to bring into the country.
She says she did not know that one of the boxes also contained drugs as she had not packed them herself.
Elizabeth is likely to serve at least six of the 12 years and has not told her children the length of her sentence. "I
just tell my son I hope to see him soon," she says.
Poverty
Alice Ukoko, director of campaign group Women of Nigeria International warns there will be more and more
women like Elizabeth in British jails if poverty in Nigeria remains unaddressed.
"All this is happening because there is a low level of awareness, economic hardship and hopelessness on the
ground," she said.
"Nigerians have reached a situation where we don't know what law and order means. You just do things that
you think will bring you money, whether it's in the law or not.
She added: "It's like you have a sore that is so small but you refuse to deal with it and it gets bigger and bigger.
In two years' time that figure [in prison] will double."
"England is like heaven so people want to come to England. When you tell them people are suffering over here
they say 'How can it be? Nigeria is the place where people suffer.'"
*Names of the prisoners have been changed for this article.
BBC NEWS 2/10/05
17 - No party cards for Nigeria's VP
Nigeria's Vice-President Atiku Abubakar has been frustrated in his attempts to get a membership card for the
ruling party because of a shortage of cards.
Mr Abubakar's name was written in an exercise book in Adamawa State when he went to register, for later
processing by the People's Democratic Party (PDP).
The renewal of membership cards has been marred by a party power struggle.
President Olusegun Obasanjo is due to step down in 2007 and Mr Abubakar is one of the candidates to
succeed him.
Vice-President Abubakar is reported in the Nigerian press as saying that he could not see how the issue of a
membership card could be used to hamper his ambitions to become the president of the country.
But some of his supporters fear that the registration exercise is being rigged to place Mr Obasanjo's allies in key
positions throughout the party.
Third term debate
Last month, a leading PDP official called on Mr Abubakar to remain loyal to Mr Obasanjo or resign.
There have been suggestions the constitution might be changed to allow the president a third term in office.
In 1999 and again in 2003 the Obasanjo/Abubakar ticket proved an election winner for the People's Democratic
Party, with the vice-president helping deliver the northern, Muslim votes that Mr Obasanjo needed to win.
9
But according to Nigeria's constitution as it now stands, Mr Obasanjo can only serve two terms so the ruling
party will have to pick a new presidential candidate for 2007, and Vice-President Abubakar has never hidden the
fact that he would be happy to be that candidate.
BBC NEWS 2005/10/03
18 - Nigerian police clash with troops
Three Nigerians have died in clashes in Lagos as soldiers fought running battles with police.
The dead were civilians caught in the crossfire of a battle that began when a soldier tried to stop a policeman
demanding a bribe, reports said.
The police officer hit out at the soldier, who raised the alarm at a nearby barracks, sparking violence.
Soldiers and police then exchanged live fire across the main highway in Lagos, the country's largest city.
Some 60 vehicles, including 20 police cars, were set ablaze during the clashes.
Urban 'warfare'
Troops were reported to have stormed a police station, setting it on fire and freeing scores of prisoners.
"They were shooting at the police and the police were shooting back," local resident Kanayo Azubogo told the
Associated Press.
"The soldiers went to the Western Avenue police station and set it on fire."
One police officer described the scene as "like a war".
The violence flared when a soldier was beaten for attempting to stop a police officer demanding a small bribe of
just 20 nairas (seven US cents, four UK pence) from a motorcycle taxi driver.
Law enforcement throughout Lagos broke down for about five hours until senior officers visited the scene of the
clashes and re-asserted control.
The governor of Lagos, Bola Tinubu, and Police Commissioner Ade Ajakaye appealed for calm from all sides.
BBC NEWS 2005/10/05
19 - Security forces deploy in Lagos
Soldiers and policemen are undertaking joint patrols in Nigeria's main city, Lagos, after a running battle between
them on Tuesday left three dead.
President Olusegun Obasanjo has called the army and police chiefs to the capital for a meeting to clear the air.
He wants the two sides to resolve their differences over the clash.
The dead were civilians caught in the crossfire of a battle that began when a soldier and policeman argued over
who had the right to a free ride on a bus.
The police officer hit out at the soldier, who raised the alarm at a nearby barracks, sparking violence.
Soldiers and police then exchanged live fire across the main highway in Lagos, the country's largest city.
Some 60 vehicles, including 20 police cars, were set ablaze during the clashes.
Urban 'warfare'
Troops were reported to have stormed a police station, setting it on fire and freeing scores of prisoners.
"They were shooting at the police and the police were shooting back," local resident Kanayo Azubogo told the
Associated Press.
"The soldiers went to the Western Avenue police station and set it on fire."
One police officer described the scene as "like a war".
The situation there was tense on Wednesday as policemen counted the cost of the mayhem.
Bus ride
The BBC's Sola Odunfa in Lagos says that there were several different versions of how the violence began, but
the most common account was that the soldier and policeman came to blows after disagreeing over which of
them had the right to a free ride in a bus.
The established practice is that one member of the security forces does not have to pay a fare on any bus.
The violence that followed was the worst of its kind in recent years, he said.
Law enforcement throughout Lagos broke down for about five hours, as uniformed policemen deserted streets
across the city for fear of being attacked.
Senior officers eventually visited the scene of the clashes and re-asserted control.
The governor of Lagos, Bola Tinubu, and Police Commissioner Ade Ajakaye appealed for calm from all sides.
Tensions between the police and army are not new.
In July, last year there was a similar fracas between policemen and members of the Nigerian Air Force in Lagos.
A report of the inquiry into that fracas was not published.
BBC NEWS 2005/10/05
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20 - Okocha plans Nigeria retirement
Bolton playmaker Jay-Jay Okocha has announced his plans to end his international career with Nigeria.
The 32-year-old has won 64 caps and played in three World Cup finals.
Okocha will play in next year's World Cup if Nigeria, who are level with Angola at the top of their qualifying
group, reach the tournament.
"If we make it then it will be my last World Cup and if we don't - God forbid - then that is how I will end my
international career," he said.
With one match of the qualifying campaign remaining, Nigeria's World Cup hopes are on a knife edge.
The Super Eagles take on Zimbabwe, while rivals Angola - who have the same number of points in Group Four
- face Rwanda.
Nigeria have a superior goal difference but Fifa rules state that teams with the same points will be separated by
the head-to-head record between the sides.
By this criteria, Angola, who beat Nigeria 1-0 last June before drawing 1-1 earlier this year, would go through if
both sides win their last match.
"I'm optimistic about qualification," added Okocha, who has been ruled out of the crucial game with a groin
injury.
Okocha has reduced his commitments to Nigeria this season and decided not to participate in friendly matches.
Should Nigeria qualify for Germany, Okocha will become the only African player to feature in four successive
World Cup finals.
BBC SPORT 2005/10/06
21 - Nigeria oil rebel treason charge
Nigerian separatist militia leader Mujahid Dokubo Asari has been charged with treason for which he could face
the death penalty.
Mr Asari denied that charge and several others including unlawful assembly and conspiracy in a court in the
capital.
He shouted "Freedom to my people!" before being led from the courtroom.
He was detained two weeks ago following a newspaper interview in which he was quoted as calling for the
dissolution of Nigeria.
His arrest sparked protests in the oil-producing Niger Delta region in southern Nigeria.
Mr Asari says he is fighting for the self-determination of the Ijaw people and greater local control of the profits
from the oil and gas industries.
Threats
The BBC's Mannir Dan Ali in Abuja says that if convicted by the court for treason, Mr Asari could be sentenced
to death or face life imprisonment.
It is not clear how his Niger Delta People's Volunteer Force (NDPVF) will react to these charges that carry such
steep penalties, our correspondent says.
Hundreds of armed police blocked roads surrounding the Abuja court.
After his detention two weeks ago, Mr Asari's supporters threatened oil production in the Niger Delta if he was
not released and at one point US oil company Chevron was forced to shut down one of its facilities in the area.
The NDPVF also told expatriate oil workers to leave the area, but later withdrew the threat.
The Niger Delta remains one of Nigeria's poorest and least developed regions, although it accounts for most of
the 2.4 million barrels of oil produced by Nigeria, Africa's largest oil-producer, each year.
Last year, the NDPVF contributed to a sharp rise in world oil prices when it threatened war against oil
companies.
BBC NEWS 2005/10/06
22 - Nigeria conmen repay scam victim
An 86-year-old Chinese woman who lost millions of dollars to Nigerian fraudsters has been repaid, Nigeria's
anti-corruption body says.
The perpetrators of the scam wrote to Juliana Ching's daughter asking to pay $25m into her account.
But instead, over a five-year period, the conmen withdrew nearly $4.5m from the family's savings.
The Economic and Financial Crimes Commission say the thieves were made to repay the money and face
prosecution.
"The culprits have confessed to the crime and repaid the entire sum," the EFCC's statement said.
Nigeria's e-mail conmen are notorious and are known as 419er, after a Nigerian anti-fraud law.
They use mass e-mails to trick people into parting with money.
BBC NEWS 2005/10/07
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23 - Crossing deserts, scaling fences
Nigerian migrant Precious has scaled razor wire fences to reach the Spanish enclave of Melilla in North Africa.
Without revealing his surname, he tells the BBC about his determination to reach Europe and how Moroccan
police often abandoned him and other African migrants in the desert on the border with Algeria.
The Moroccan gendarme will wait till evening when it is dark.
Then we are pushed to the Algerian side.
Sometimes - if you have a telephone or other things - the Algerians will take it, before directing us back again,
saying : "This is now Morocco, you go back."
So, we go back to Morocco.
It is just a circle - a merry-go-round.
Connection men
The Moroccans are making a profit.
We call them connection men.
If you imagine about 400-500 people being deported - and you calculate that each individual pays 200 euros
($240) [to get back] - you see how much money that is.
This is going to the Moroccans in the border town of Oujda.
They are doing the connection for us to come to Rabat, Tangier or Ksar [El Kebir] - wherever our destination
might be.
So you discover that getting these [migrants] and deporting them to Oujda beefs the economy of Morocco.
Beatings
Sometimes if you resist, you will be maltreated because I don't think there are human rights in this country
whatsoever.
If they discover you are an illegal immigrant, they can beat you to death because you have nobody to speak for
you.You are just here on your own and they have all the authority to do whatever they want.
We blacks are not protected, we are just on our own.
But they can build the fences [in Ceuta and Melilla] as high as they like, they can have as many soldiers as they
like - nobody can stop us from getting through.
Sometimes [I get depressed] - but you know what, somebody that is desperate, no matter what, his goal is
always in his mind.
I have a belief that I'm not wasting any time. All the time I'm wasting will be made up for.
Imagine if I go to Europe and I have a residence. I will be useful to myself and to the European community.
I don't think it would be possible to go back [to my family without money] and face them with that shame.
I think I would die.
BBC, 12/10/05
24 - Mystery fog engulfs Nigerian city
Nigeria's main city of Lagos has been enveloped in a thick, white, malodorous fog, which has caused panic.
Lagos' state governor closed all schools in the city and some residents have complained of irritation to their
eyes and stomach pains.
Laboratory tests showed the fog had higher than normal levels of sulphuric acid, but was not harmful.
The cause is being investigated - one environmental official attributed it to a broken petroleum pipe.
The BBC's Sola Odunfa in Lagos says visibility in some areas has been reduced to 100m and there are even
worse traffic jams than normal in this busy city.
The fog has a strange odour, which caused people to run out of their work places and homes to find out what
was going on, he says.
Lagos is one of Africa's largest cities, with a population of an estimated 15m people.
BBC NEWS 2005/10/12
25 - Nigerian e-mail frauds targeted
Microsoft and the government of Nigeria have joined forces to crack down on e-mail scams, many of which are
known to originate from the African country.
In the most common type of fraud, email recipients are asked to pay a fee in return for a much larger sum of
money - which they never receive.
The new agreement involves training and sharing information.
Nigeria's Economic and Financial Crimes Commission (EFCC) is currently investigating hundreds of suspects.
Nuhu Ribadi, executive chairman of EFCC, welcomed the partnership.
"They (Microsoft) will help us with one of the difficult areas, particularly when it comes to technology, and we will
do the physical work of enforcement," he told the BBC.
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"We have worked with them for the last six months now, and as a result of the work we have done, we are now
going to bring a couple of companies to justice. Some people are being prosecuted right now."
'Generous' reward
The Nigerian government is also considering making spamming a criminal offence punishable with jail terms of
up to three years.
The EFCC says that many of the fraudsters have fled the country and are now based abroad, mainly in Spain
and the Netherlands, making it more difficult for the Nigerian authorities to prosecute them.
In the most common e-mail scam, criminals send out millions of emails asking people to pay an advance fee or
give their bank account details to help move large sums of money abroad.
In return, they are promised they will receive a share of it.
Mr Ribadi advices recipients of such scam letters not to reply, but to forward them to law enforcement
authorities in their own country who, in their turn, will forward the messages to the EFCC.
BBC, 15/10/05
26 - Nigeria warns 'corrupt' governors
Nigeria's leading anti-corruption investigator says his agency is pursuing certain state governors who have been
"stealing with impunity".
Nigeria's 36 state governors are immune from prosecution while in office.
But Economic and Financial Crimes Commission head Nuhu Ribadu told the BBC his agency and the
government were very serious about tackling fraud.
He refused to name any state governors under investigation, or to indicate how many were suspected of
wrongdoing.
Mr Ribadu said that many state governors had failed to grasp that Nigeria, viewed as one of the world's most
corrupt countries, was changing.
"Whoever is stealing is definitely being pursued," he told the BBC's Network Africa.
"We believe there are a lot of them out there who are still not getting the message. People are used to stealing
with impunity."
Help
Earlier this week, Mr Ribadu said he was seeking international help to return to Nigeria billions of dollars
allegedly stolen by governors.
Two of Nigeria's current state governors face legal proceedings in the UK, after being found with large amounts
of cash in their possession.
Bayelsa State Governor Diepreye Alamieyeseigha is currently being held in the UK, charged with laundering
£1.8m ($3.2m) found in cash and in bank accounts.
Last year, another Nigerian state governor, Joshua Dariye of Plateau State, skipped bail after being quizzed by
police on money laundering allegations involving more than £1m ($1.7m).
President Olusugun Obasanjo set up the EFCC after his election in 1999.
Although a number of senior officials have been put under investigation for alleged corruption, there has not
been any significant conviction during his six years in power.
BBC NEWS 2005/10/17
27 - Paris Club in Nigeria debt deal
The Paris Club of creditor nations has agreed a debt relief deal with Nigeria worth $18bn (£10bn).
The club said it was impressed by an economic programme implemented by Nigerian authorities since 2003.
The deal will see Nigeria pay a chunk of its debt arrears, receive debt relief on two-thirds of eligible debts and
buy back the last third.
About $30bn of Nigeria's debt is owed to members of the 19-nation-strong Paris Club.
'Definitive solution'
Nigeria is the world's seventh-largest oil exporter and Africa's most populous nation, but also one of its poorest.
It has not received any fresh loans since 1992, but the country has repaid $8bn debt since then.
Part of Nigeria's case in asking for debt relief has been that most of the money it received was lent to corrupt
military dictators, a fact the African country says was well known by foreign banks and governments.
"In total this agreement allows Nigeria to obtain a debt cancellation estimated at $18bn (including moratorium
interest) - representing an overall reduction of about 60% of its debt to the Paris Club of around $30bn," a Paris
Club statement said.
"This exceptional treatment of Nigeria's debt offers a fair, sustainable and definitive solution to Nigeria and Paris
Club creditors.
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"With the large debt relief included in this agreement, Paris club creditors extend their strong support to
Nigeria's economic development policy and its fight against poverty."
IMF approval
The Paris Club, formed in 1956, is an informal group of creditor governments from major industrialized nations.
The members of the club which participated in the Nigeria debt reorganisation were; Austria, Belgium, Brazil,
Britain, Denmark, Finland, France, Germany, Italy, Japan, the Netherlands, the Russian Federation, Spain,
Switzerland, and the US.
The accord came less than four months after the club reached the deal in principle.
The International Monetary Fund (IMF) paved the way for the deal after it endorsed Nigeria's economic
management on Monday.
BBC NEWS 2005/10/20
28 - Cup of Nations - Group D preview
Matches between Nigeria and Ghana, perennial arch-rivals, always promise excitement and nail-biting tension.
And their opening Group D clash at Egypt 2006 will not be anything different.
Four-time African champions, Ghana enviously watched Nigeria qualify for three successive World Cup finals,
as they could only dream of the mundial.
But it is the Black Stars, finally breaking their World Cup duck, that will go to Germany, while the Super Eagles
can only lick their wounds after failing to qualify.
Although each side will relish the chance of claiming the scalp of the other, the addition of Senegal to the Group
D mix arguably makes it the 'group of death'.
Zimbabwe, making their debut at the 2004 finals in Tunisia, complete the quartet and must be hoping they do
not become the whipping boys of the group.
Senegal's last game against Nigeria at the Cup of Nations - at the semi-final stages in 2002 - ended in victory
and they would be hoping for an encore in Egypt.
But the two-time African champions, who defeated Senegal on home soil in the opening game of the 1992 finals
and narrowly beat them again at the quarter-final stage of the 2000 edition, have the edge.
However, that could count for nothing in a year where the formbook of the African game has counted for very
little.
Senegal, quarter-finalists at the 2002 World Cup and Nigeria - who have been at the last three editions, have
seen their places at the global table being taken by Togo and Angola.
A team's reputation is only as good as their last match and the African Cup of Nations will be a telling reminder
of that truism.
BBC SPORT, 20/10/05
29 - All killed in Nigeria plane crash
All 117 passengers and crew of a commercial airliner which crashed on an internal flight in Nigeria on Saturday
were killed, the government has said.
There had initially been conflicting reports about whether anyone survived.
But officials at the scene said no-one could have survived the plane's impact, the cause of which remains
unknown.
Senior officials, including an MP and a general, were said to be on the flight. The government has declared
three days of national mourning from Monday.
President Olusegun Obasanjo urged all Nigerians to pray for the victims and their families.
Anxious relatives
The pilot of Bellview Airlines flight 210 sent a distress signal just after taking off from Lagos for the Nigerian
capital, Abuja, in stormy weather at 2045 (1945 GMT) on Saturday.
The plane was first reported found on Sunday morning by a police helicopter search team near the rural town of
Kishi, Oyo state, 400km (320 miles) from Lagos. It was suggested 50 people might have survived.
But officials later retracted statements about the plane's location and survivors after a TV crew said it had found
the aircraft near the village of Lissa in Ogun state, about 50km (30 miles) from Lagos.
Images of mangled bodies, twisted chunks of metal and ripped luggage were broadcast.
The National Emergency Management Agency said on Sunday afternoon that the plane had crashed and burst
into flames in swampland north of Lagos.
Spokesman Ibrahim Farinloye told AFP news agency that the plane hit the ground with such speed it was partly
buried under ground. No-one on the plane would have lived after the initial impact, he said.
Nigerian Red Cross officials confirmed no sign of survivors had been found at the scene.
NIGERIA PLANE CRASHES
14
May 2002: Plane operated by EAS Airlines crashes in Kano, killing 148 people - half of them on the ground
November 1996: 142 people die when Boeing 727 owned by Nigeria's ADC airline plunges into lagoon 85 km
(55 miles) from Lagos
September 1992: 158 people are killed when military transport plane goes down near Lagos
Hundreds of anxious relatives and friends of the 111 passengers and six crew have besieged the domestic
terminal of Lagos airport seeking information.
The names of those killed, most thought to be Nigerians, have not yet been released.
In the meantime, Bellview Airlines has suspended all its flights from Lagos.
Bellview's management said the crash was the first by one of its planes in the company's 12-year history, the
BBC's Sola Odunfa in Lagos reports.
The airline is a private Nigerian company, popular with foreigners and wealthy Nigerians, which flies routes
throughout west Africa, mainly using Boeing 737s.
Nigeria has one of the world's worst air safety records, having been the scene of several crashes and near-
misses.
An Air France plane was badly damaged after striking a herd of cows while trying to land in the oil city of Port
Harcourt last month. No passengers were hurt.
In May 2002, a plane crashed near the city of Kano, killing nearly 150 people.
BBC NEWS 2005/10/23
30 -Nigerian president's wife dies
Stella Obasanjo, the wife of Nigeria's President Olusegun Obasanjo, has died aged 59, her husband's office has
said.
She was in Spain for an operation and apparently died of complications. No information has been given about
the reason for the medical procedure.
Mrs Obasanjo was a controversial figure who had ordered the arrest of a newspaper publisher earlier this year.
Orobosa Omo-Ojo was held after his newspaper, the Midwest Herald, ran an article entitled "Greedy Stella".
An autopsy is being carried out in Malaga in Spain before her body is returned home, Spanish officials have
said.
They have said she was on a private visit to the southern town of Marbella, and have not confirmed she had had
an operation.
In a television broadcast announcing Mrs Obasanjo's death, presidential spokeswoman Remi Oyo said books of
condolence had been opened at the Banquet Hall of the State House in Abuja, the State House Marina in
Lagos, and at the president's home in Otta.
Olusegun Obasanjo had several wives before returning to power in 1999, but since he became president Stella
had been considered his official wife, the AFP news agency reports.
BBC NEWS 2005/10/23
31 - Nigeria 'to reduce oil reliance'
Nigeria is to use an $18bn debt write-off to reduce its dependence on oil, according to its finance minister.
The country has long relied on oil revenues, a situation which has contributed to endemic corruption.
But economic and anticorruption reforms mean the Paris Club of creditor states has written off 60% of the debt,
said Finance Minister Ngozi Okonjo-Iweala.
The money saved, she said, would help the country build infrastructure to help it diversify its economy.
"We are trying to develop a non-oil economy to take the focus away from oil," London's Observer newspaper
reported her as saying, allowing a more stable path to economic growth than one dependent on fluctuating oil
prices.
"The private sector says the biggest obstacle to investment is no longer briery and corruption, but
infrastructure."
Nigeria has long argued that the debts run up during the decades of dictatorship should not now bedevil its
seven-year-old democracy.
Payoff
However, it is the soaring price of oil which means that Nigeria is now in a position to cut its deal with the Paris
Club.
WHAT NIGERIA OWES
UK - $7bn
France - $5.6bn
Germany - $4.6bn
Japan - $4.2bn
15
Others - $11.7bn
Total debt - $32.9bn
Source: Nigerian Debt Management Office, 2003
It is using its oil revenues to pay $12bn over the next six months to buy back a chunk of its estimated $30bn
debt to Paris Club members.
In return for that and other debt arrear repayments, the Club will write off the rest of the country's borrowings.
And corruption remains a serious problem, international observers say.
Anti-graft watchdog Transparency International rated Nigeria equal 152nd out of 159 countries in its 2005
Corruption Perceptions Index, which uses surveys of businesspeople, politicians and academics to class how
deep-rooted graft is in a country.
BBC NEWS 2005/10/23
32 - Nigeria - where the truth is hard to find
The confusion surrounding the weekend place crash in Nigeria - when officials at first confidently said that many
people had survived, before later back-tracking - shows how difficult it is to get accurate information in Africa's
most populous country, writes the BBC's former Nigeria correspondent Anna Borzello.
It may seem astonishing to anyone who hasn't visited Nigeria that a plane on a main commercial route can
disappear, and for nearly a day no-one knows where it has gone.
How can an aircraft come down in a crowded part of the country without news of the crash spreading to the
cities within half an hour?
How can officials confidently tell reporters there are survivors, when everyone is dead?
Reading the report of the crash on the BBC News website, all the frustration I used to feel trying to get to the
bottom of stories in Nigeria came flooding back.
I was reminded of the time, about a year ago, when onlookers crowded onto a Lagos beach, convinced a plane
had just plunged into the water killing all on board.
There were eye-witnesses, the story ran on CNN, and a police helicopter whirred overhead.
But the aviation authority said it had no record of a flight plan, and the wreckage was never found.
After a few days, the story was simply forgotten.
Fractured picture
So why is it so hard to get information in Nigeria?
Part of the reason is that the country is hugely complex and has many different centres of power.
In Uganda, which is a far smaller and more centralised society, information always seems to flow towards one
point.
But in Nigeria it ends up fracturing, trickling down byways and getting lost in tiny tributaries.
No one person ever seems to be in overall control, or to have the whole picture.
Journalists have to piece everything together from multiple sources but even tracking down those sources is a
struggle.
Some press officers are happy to talk, others never turn on their phones. Few seem to believe that Nigerians
have a right to information.
Media spin
Even when there is someone willing to give an account of events, it is often to push their own agenda.
Complicated stories become even more tangled as all the parties try to spin events to their advantage.
The oil-rich Delta region is particularly difficult, because so much money is at stake.
I travelled to a village with two colleagues last year to cover the alleged fatal shooting of eight civilians by
soldiers guarding an oil installation.
We talked to grieving relatives and local officials, saw the fresh earth of new graves and were briefly detained by
the military.
Our stories prompted a two-month investigation by the Anglo-Dutch oil company Shell, which concluded that
there had been no killings.
And yet at the end of all this, not everything we were told added up. My colleagues and I are still not certain how
many - or if any - people died.
Poor communications
To add to this media manipulation, there is also the most basic impediment to accurate reporting - an
inadequate infrastructure.
Mobile phones work but they can be erratic and they have limited range outside urban areas.
The country is vast, but road blocks slow down movement and travel is inadvisable after dark.
If something happens in a rural area it can take several days for the news to reach the main city, Lagos.
It arrives in a distorted Chinese whisper form and requires another (often fruitless) day's efforts to confirm it.
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And, as my trip to the Delta village demonstrated, on-the-site reporting doesn't always make the story clearer.
Nigeria is so vast, so multi-layered and varied, so utterly complex and so totally eventful, that there is never
enough time to tackle more than a fraction of stories.
I was told before I left for Lagos that it would be a difficult place to report.
What I had not anticipated was how hard it would be to ever know exactly what was going on.
BBC, 24/10/05
33 - Nigeria pledges better air safety
Nigeria's President Olusegun Obasanjo has asked his aviation minister to plug "loopholes" in airline safety after
the crash of an airliner on Saturday.
All 117 people on board the Bellview Airlines Boeing 737 were killed shortly after take-off from Lagos.
Mr Obasanjo said "lessons must be learnt" from the disaster and promised stricter regulation.
He said there would be a one minute's silence on Wednesday and an interfaith service on Thursday at the crash
site.
"I have directed the aviation ministry to ensure strict compliance with maintenance and operational requirements
and standards for all aircraft in order to plug loopholes and ensure passenger safety," the president said in his
first public appearance since the crash and the death of his wife, Stella, in Spain on Sunday.
Lightning
It is not clear what caused Saturday's crash but he said a full investigation had been ordered and that "no
stones will be left unturned".
Investigators have been combing the crash site near the village of Lissa, in Ogun state, about 50km (30 miles)
north of Lagos, looking for clues.
The BBC's Sola Odunfa at the site says there is a putrid stench, with many bodies believed to be buried inside
the wreckage in a crater caused by the impact.
He says personal effects and documents litter the scene.
The pilot of Bellview Airlines flight 210 reportedly sent a distress signal just after taking off from Lagos for the
capital, Abuja, in stormy weather at 2045 local time (1945 GMT) on Saturday.
John Obakpolor, a fellow of Britain's Royal Aeronautical Society and retired Nigerian Air Force officer, told
Reuters news agency that the evidence pointed to a lightning strike as a possible cause.
"If it was hit by lightning - and there was lightning activity - the effect at that level is very dangerous."
Bellview said the 24-year-old plane had been given a clean bill of health by safety inspectors in February.
Bellview is a private Nigerian company, popular with foreigners and wealthy Nigerians, which flies routes
throughout West Africa, mainly using Boeing 737s.
Kieran Daly, editor of the Air Transport Intelligence online newsletter, told the BBC's Network Africa programme
that Nigeria's air safety record is not great but that "the number of truly serious accidents is not as high as
people imagine".
He said those countries with poor air safety records generally had a problem with oversight by the authorities.
Many African countries had a problem finding enough resources and qualified personnel to ensure that rules
were being obeyed, he said.
BBC, 25/10/05
34 - Nigeria service at air crash site
A short inter-denominational Christian service has taken place for the victims of Saturday's air crash in which all
117 people on board were killed.
President Olusegun Obasanjo joined some 3,000 Muslims and Christians at the crash site in Lissa north of
Lagos.
The Bellview Airlines Boeing 737 bound for the capital Abuja came down shortly after taking off from Lagos.
The cause of the crash has yet to be established, and a team of United States air investigators has arrived.
The American team to assist in the probe includes representatives of the Boeing Corporation and members of
the US National Transportation Safety Board.
"We want to express on behalf of the government and people of Nigeria, and on my personal behalf, our
sympathy and condolences to the families of the 117 people - Nigerians and non-Nigerians - who left Ikeja on
that fateful day," President Obasanjo said. Wreaths were laid around the crater of the crash site.
Investigators have been combing the crash site looking for clues.
A police spokesman has said he does not believe reports that a previously unknown group from the Niger Delta
brought down the plane.
Security on domestic flights in Nigeria is lax, no photo ID is required and passengers can turn up to an airport
and buy their ticket on the day of travel.
The pilot of Bellview Airlines flight 210 reportedly sent a distress signal just after taking off from Lagos for the
capital, Abuja, in stormy weather at 2045 local time (1945 GMT) on Saturday.
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Bellview said the 24-year-old plane had been given a clean bill of health by safety inspectors in February.
BBC, 27/10/05
35 - Nigeria arrests Biafra separatist
Nigeria has arrested the leader of a separatist organisation that has campaigned for the creation of a Republic
of Biafra.
The leader, Ralph Uwazuruike, was flown to the capital, Abuja.
Mr Uwazuruike leads the Movement for the Actualisation of a Sovereign State of Biafra, which wants a separate
state for the Igbo people in the south-east.
The Igbo fought to break away from the rest of Nigeria during a three-year civil war that ended in 1970.
News of the arrest is reported to have provoked demonstrations by supporters of the separatist movement.
The Movement for the Actualisation of a Sovereign State of Biafra (Massob) was banned three years ago. It
says it is pursuing its objectives peacefully.
Several Massob members have died in the last three years in clashes with the police in south-eastern Nigeria,
where it draws the bulk of its support.
The government is intolerant of its existence because it revives memories of the horrors of the Biafran war, in
which one million people died.
BBC, 27/10/05
36 - COSTA D'AVORIO 3/10/2005
GRANDE RISERBO SU VERTICE ECOWAS, ORA TOCCA ALL'UNIONE AFRICANA
I capi di stato e di governo dei paesi della comunità dell'Africa occidentale (Ecowas/Cedeao) hanno mantenuto
uno stretto riserbo sull'esito del vertice eccezionale tenuto nel fine settimana e dedicato agli ultimi sviluppi della
crisi che dal settembre 2002 tiene in scacco la Costa d'Avorio. Vista la tensione che si respira in territorio
ivoriano, infatti, l'Ecowas ha preferito non divulgare pubblicamente le conclusioni dell'incontro, che sono state
invece inviate all'Unione Africana (Ua). Il consiglio per la pace e la sicurezza dell'Ua, infatti, il 6 ottobre prossimo
terrà un incontro proprio per discutere dello stato attuale della crisi ivoriana, alla luce dell'ormai inevitabile rinvio
delle elezioni del 30 ottobre con cui si sperava di archiviare la crisi. I principali mediatori di questa crisi -
Ecowas, Ua e Nazioni Unite - infatti dovranno decidere come gestire il periodo che intercorre tra il 30 ottobre
(data in cui scade il mandato dell'attuale presidente Laurent Gbagbo) e le nuove elezioni presidenziali. Se
l'opposizione e i ribelli che il 19 settembre 2002 diedero il via alla crisi (quando dopo un fallito golpe ripiegarono
nelle regioni centro settentrionali del paese, che controllano ancora oggi) chiedono la formazione di un governo
di unità nazionale da cui venga però escluso Gbagbo, quest'ultimo propone un prolungamento del suo mandato
fino a quando gli ivoriani non andranno alle urne per decidere il suo successore. Secondo indiscrezioni, la
proposta dei ribelli e dell'opposizione ivoriana non avrebbe raccolto molti consensi durante il vertice
dell'Ecowas. (MISNA)
37 - SIERRA LEONE 4/10/2005
CORTE SPECIALE, CHIESTO AIUTO PAESI AFRICA PER CONSEGNA EX-PRESIDENTE TAYLOR
Il procuratore capo della Corte speciale per la Sierra Leone, Desmond De Silva, ha chiesto l'aiuto di alcuni
Paesi africani per convincere la Nigeria a consegnare l'ex-presidente liberiano Charles Taylor, accusato di
crimini di guerra e al momento in esilio sotto la protezione del governo di Abuja. L'ex-uomo forte della Liberia, "è
l'epicentro della destabilizzazione regionale da molto tempo" ha detto De Silva davanti al Consiglio di sicurezza
dell'Onu a New York. Ha poi aggiunto che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna non desiderano porre eccessiva
pressione sulla Nigeria - dalla quale peraltro acquistano grandi quantità di petrolio - per rilasciare Taylor poiché
le truppe nigeriane sono decisive in numerose operazioni di pace dell'Onu in Africa. Dal 2003, quando ad
agosto venne estromesso dal potere a Monrovia permettendo la fine della lunga guerra civile liberiana, Taylor è
ricercato dalla Corte speciale per i crimini in Sierra Leone: l'ex-presidente avrebbe avuto un ruolo decisivo nel
sostenere i ribelli anti-governativi per controllare il traffico dei cosiddetti 'diamanti insanguinati'. Intanto, il vice-
segretario generale delle Nazioni Unite, Louise Fréchette, ha chiesto ai paesi donatori della Corte per la Sierra
Leone di garantire altri 15 milioni di dollari in aggiunta ai dieci già raccolti, per il finanziamento di questo
organismo, voluto dall'Onu per riportare piena giustizia nel paese dopo il decennale conflitto (1991-2001)
costato la vita a circa 50.000 persone. "Dopo tre anni di importanti risultati, e con i processi a uno stadio
avanzato, non possiamo fallire adesso per mancanza di risorse" ha detto Fréchette; gli esperti delle Nazioni
Unite hanno spiegato tra l'altro che, essendo istituito nel luogo stesso in cui sono stati commessi i delitti,
testimoni e accusati hanno bisogno di protezione durante i processi; solo con un consistente sostegno, hanno
aggiunto, le istituzioni potranno garantire una giustizia equa e duratura. La Corte, primo esempio di corte penale
mista voluta dall'Onu con magistratura nazionale e internazionale, è incaricata di processare coloro che hanno
"le maggiori responsabilità" negli orrori commessi però soltanto dopo il 1996 in Sierra Leone da governativi e
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combattenti del Ruf (Fronte unito rivoluzionario); viene finanziata sia da contribuzioni volontarie sia dalle Nazioni
Unite. (MISNA)
38 - SIERRA LEONE 5/10/2005
PROSEGUE RITIRO 'CASCHI BLU', PAESE "CAMMINA DA SOLO" VERSO PACE
La Missione delle Nazioni Unite in Sierra Leone (Unamsil), un tempo il più grande contingente di pace del
mondo con i suoi 17.000 'caschi blu', si è ridotta gradualmente fino alle attuali 2.000 unità, in vista della
scadenza del suo mandato alla fine dell'anno: lo ha riferito il portavoce dell'Unamsil, Daniel Adekera, precisando
che "il ritiro prosegue e già tutti i soldati del Ghana sono tornati in patria. Anche figure-chiave come il
comandante generale Sajjad Akram, pakistano, e il commissario della polizia civile Hudson Benzu, zambiano
hanno già lasciato il territorio sierraleonese". Secondo Adekera "entro il 20 dicembre nessun soldato Onu sarà
più in Sierra Leone". Nel giugno scorso il Consiglio di sicurezza Onu aveva prorogato per l'ultima volta di altri
sei mesi il mandato dell'Unamsil a causa dei timori ancora presenti riguardo alla gestione della sicurezza nel
Paese devastato da un conflitto civile che tra il 1991 e il 2001 ha provocato oltre 50.000 morti. Raccogliendo le
raccomandazioni del segretario generale Kofi Annan, all'inizio di settembre il Consiglio ha approvato una nuova
risoluzione stabilendo che dall'1 gennaio 2006 sarà operativa in Sierra Leone una "missione di assistenza" dei
'caschi blu' che continuerà a garantire l'assistenza alla popolazione soprattutto in campo umanitario e nella
promozione dei diritti umani. (MISNA)
39 - Ghana's snow leopard skis for glory
Rarely do you associate an African with skiing, but Ghanaian Kwame Nkrumah-Acheampong wants to enter
uncharted territory.
As Ghana's first professional skier, he aims to compete next February in the downhill race at the winter
Olympics in Turin, Italy.
Nkrumah-Acheampong, who loves to be referred to as the "snow leopard", was actually born in the Scottish city
of Glasgow, but grew up in Ghana's capital, Accra, where the nearest most people get to snow is imagining
"cold cotton wool".
"The first time I saw snow was on TV back home in Ghana," Nkrumah-Acheampong told the BBC's Fast Track
programme.
"Watching skiing then, I loved the way the skiers turned, moved fast in a zigzag manner and I said to myself,
'Some day I'll ski!'"
Ridiculed
Nkrumah-Acheampong, who moved to the UK in 2000, only took up the sport two years ago when he got a job
as a receptionist at a skiing centre in Milton Keynes.
"I began skiing at the indoor ski centre and took a few lessons as they were free for staff. But I quit my job when
the love affair with skiing grew because I felt I had a good chance of making it professionally," he explained.
Even though he was ridiculed when he first took to the slopes, Nkrumah-Acheampong's passion and
perseverance have taken him far.
"For me, skiing is a daily thing. It's like a car, the more you drive, the more you perfect the art of driving," he
said.
"When I started, people poked fun at me and never took me seriously, but after competing in some events in
France - where I performed well against people who had begun the sport in their childhood - respect for me
grew.
"They believed I could make it to the Olympics."
Attracted sponsorship
To qualify for the Olympic Games, skiers need to get their personal rating down to between 120-140 World Ski
Federation points.
These are worked out after each competitive race - the nearer a skier finishes to the winner, the more points are
deducted from their score.
Nkrumah-Acheampong started out with a rating of 1,000 and has been bringing his tally down steadily.
"I am close to the Olympic standard. Already I am on 275, so I have to cancel out 135 points before the winter
Olympics deadline of 16 January."
He's been preparing for Turin in the French alpine resort of Meribel under the watchful eyes of former
Olympians and he has already attracted thousands of dollars in sponsorship.
Easy medals
"I have been getting support from within and without. And my family has been a pillar of support and I know my
faith in God will see me through."
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Like most boys, Nkrumah-Acheampong tried out more traditional sports like football and athletics when growing
up.
But he feels his experience should serve as an example to other African youngsters to try their hand at more
unusual sports such as archery, rowing and darts to bring the continent easy medals.
And he says more people from Africa should consider strapping on some skis.
"I think Africans have a good chance of making it in skiing because of our physical structure. The only thing we
have to overcome is the cold."
BBC NEWS 2005/10/07
40 - Liberia
Oggi al voto per le presidenziali dopo la guerra civile, favorito l'ex calciatore Weah
Monrovia, 11 ottobre 2005
A due anni dalla fine di 14 lunghi e sanguinosi anni di guerre civili, oggi i liberiani tornano alle urne per scegliere
presidente e deputati, uno scrutinio che vuole mettere la parola fine ad un periodo di transizione.
Le ultime presidenziali, nel 1997, avevano visto la vittoria di Charles Taylor, allora potente signore della guerra.
Sei anni dopo, circondato dalle truppe ribelli in una Monrovia assediata, quest'ultimo aveva finito per rinunciare
al potere e per accettare un esilio dorato in Nigeria, mettendo fine alla guerra civile.
Dopo un periodo di transizione di più di due anni, guidato da un governo emerso dagli Accordi di pace di Accra
e che annoverava i capi delle ex fazioni belligeranti, i liberiani tornano alle urne per risollevare le sorti del loro
ancora martoriato Paese.
Per le presidenziali sono 22 i candidati in lizza mentre 206 sono quelli che si contenderanno i 30 seggi del
Senato e 503 quelli che concorrono per i 64 scranni dell'Assemblea nazionale.
Fra i favoriti delle presidenziali, figurano l'ex stella del calcio, George Weah, candidato del Cdc, Congresso per il
cambiamento democratico.
Per il momento Weah resta in testa ai pronostici condotti dalle stazioni radio di Monrovia davanti a Ellen Sirleaf,
Partito dell'unità, battuta da Charles Taylor al secondo turno delle presidenziali del 1997, e Charles Brumskine
Partito della libertà, ex presidente del Senato sotto Taylor prima che fuggisse dal Paese nel 2000.
RAI NEWS 24
41 - COSTA D'AVORIO 13/10/2005
CRISI: RIBELLI CHIEDONO PRIMO MINISTRO CON POTERI DA CAPO DI STATO
Dopo l'opposizione, anche i ribelli che controllano da oltre 3 anni il centro-nord della Costa d'Avorio respingono
il prolungamento del mandato del presidente Laurent Gbagbo oltre il 30 ottobre, deciso nei giorni scorsi
dall'Unione Africana. "Tra qualche giorno, quando Gbagbo non sarà più presidente, le Forze Nuove dovrebbero
avere il diritto di nominare il nuovo primo ministro" scrive il capo-ribelle Guillaume Soro in una lettera inviata al
segretario generale dell'Onu Kofi Annan. La scadenza di fine ottobre, che segna la scadenza del mandato
dell'attuale capo di Stato, avrebbe dovuto coincidere con elezioni presidenziali che sono state però rinviate; una
scelta che ha acuito la crisi politico-militare ivoriana in un momento già complesso. "L'unica soluzione possibile -
scrivono i ribelli - è che il nuovo primo ministro assuma tutte le responsabilità esecutive dalla data del 30
ottobre, quando Gbagbo non sarà più il presidente costituzionalmente eletto della Costa d'Avorio". L'Unione
Africana ha raccomandato all'Onu - presente sul territorio con oltre 6.000 caschi blu - di prolungare il mandato
di Gbagbo per un massimo di 12 mesi, entro i quali convocare le elezioni. Due giorni fa, i quattro principali partiti
dell'opposizione - riuniti nella 'Coalizione degli Houphouetisti per la democrazia e la pace' - avevano "respinto
con forza" questa ipotesi. (MISNA)
42 - LIBERIA 14/10/2005
ELEZIONI: SCRUTINATI UN TERZO DEI SEGGI, MENTRE TORNANO ALCUNI 'FANTASMI'
Dopo lo scrutinio dei voti provenienti da 970 seggi su un totale di 3070, continua il testa a testa tra il 'calciatore'
e 'l'economista'. L'ex-attaccante Gorge Weah guida, col 26,6% delle preferenze, la corsa alla presidenza
liberiana, seguito dalla economista che piace alla comunità internazionale e all'estabilishment liberiano Ellen
Johnson Sirleaf col 17% dei voti; seguono altri due candidati che finora hanno raccolto poco di più dell'11% e
che, se manterranno la doppia cifra nelle percentuali, rischiano di essere fondamentali in vista delle alleanze
politiche necessarie per il ballottaggio di novembre. Secondo fonti contattate a Monrovia, segnali interessanti
emergono dai risultati del voto, se si guarda oltre la competizione per la poltrona di presidente. È con sorpresa,
"e una certa preoccupazione", che una fonte diplomatica occidentale contattata nella capitale liberiana riferisce
alla MISNA che, in base alle prime indiscrezioni, 'Prince Johnson'si sarebbe garantito un seggio al Senato visto
l'alto numero di preferenze raccolte in Nimba County. Johnson - amico e collaboratore di Charles Taylor (l'ex-
presidente che recandosi nel 2003 in esilio ha lasciato libera la poltrona per cui oggi concorrono in 22) - è
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considerato anche il responsabile materiale della morte dell'ex-presidente liberiano Samuel Doe, nonchè uno
dei signori della guerra che con queste elezioni sembrano essere usciti dal passato e aver trovato un modo con
cui garantirsi un nuovo futuro. (MISNA)
43 - COSTA D'AVORIO 14/10/2005
DIRITTI UMANI: SITUAZIONE ANCORA GRAVE, CONTINUANO VIOLAZIONI
Non migliora la situazione dei diritti umani in Costa d'Avorio dove, secondo un recente rapporto dell'Onu,
proseguono esecuzioni sommarie, arresti per motivi politici, torture e stupri. Prendendo in considerazione il
periodo che va da giugno ad agosto 2005, le Nazioni Unite hanno constatato "una mancanza di progressi e un
crescente aumento di violazioni e abusi", come ha sostenuto Simon Munzu, direttore della divisione dei diritti
dell'uomo dell'Operazione dell'Onu in Costa d'Avorio (Onuci). Le violenze sono state segnalate sia nel sud,
sotto il controllo governativo, sia nel nord dominato dai ribelli da oltre 3 anni, sia nella fascia di sicurezza
attualmente presieduta da circa 10.000 caschi blu e 'peacekeepers' francesi. Nel suo documento l'Onu
sottolinea che, quando i criminali vengono arrestati e consegnati rispettivamente ai capi-ribelli o alle autorità
governative, sono in genere rilasciati poco dopo senza aver subíto alcuna punizione. "C'è un senso di totale
impunità e ingiustizia" afferma il rapporto, sollecitando il governo a istituire tribunali temporanei locali per
rimediare alla situazione. Il documento segnala inoltre esecuzioni sommarie, casi di detenzione prolungata e
torture nel nord da parte delle 'Forze Nuove', movimento protagonista del tentato golpe del settembre 2002 che
ha diviso in due il paese; denuncia violenze sessuali (tra cui stupri, matrimoni forzati e mutilazioni genitali) in
crescita soprattutto nella città ribelle settentrionale di Korhogo e riferisce di un traffico di esseri umani che dalla
Costa d'Avorio arriva in Nigeria, con ragazze inviate in quel paese ufficialmente per lavorare come venditrici
ambulanti e poi costrette a prostituirsi. (MISNA)
44 - Novizie da Africa, rischio abusi
Lo denuncia vescovo nigeriano Job ai lavori del Sinodo
ANSA 14/10/05
Le novizie africane giunte in Europa e America non si adattano alla vita religiosa ed espulse dalle istituzioni
sono a rischio prostituzione.Lo denuncia il vescovo nigeriano Job al Sinodo in corso in Vaticano. Il prelato ha
spiegato che le giovani immigranti che vogliono dedicarsi alla vita religiosa sono una 'benedizione per la Chiesa
locale' ma la loro presenza deve essere regolamentata per evitare che un reclutamento indiscriminato delle
giovani donne al di fuori della diocesi porti ad abusi.
45 - AFRICA 15/10/05
EPIDEMIE DI COLERA: NUOVI CASI IN GUINEA BISSAU E SENEGAL
Sono 305 le persone morte e oltre 19.000 quelle contagiate in seguito all'epidemia di colera che dallo scorso
giugno colpisce la Guinea Bissau. Lo riferiscono fonti del ministero della Sanità di Bissau, precisando che,
nonostante le misure prese negli ultimi giorni per cercare di fermare la malattia, il dilagare del vibrione del colera
avrebbe preso nuova forza a causa dell'intensificarsi delle precipitazioni in questa fase finale della stagione
delle piogge. L'area maggiormente colpita resta quella della capitale Bissau, dove si sono registrati oltre la metà
dei casi. Per tentare di contrastare la diffusione, il governo guineano nei giorni scorsi ha preso una serie di
precauzioni, proibendo la vendita per strada di cibo e bevande, vietando l'organizzazione di funerali tradizionali,
rituali e raduni festivi e sospendendo la riapertura delle scuole. Torna ad aggravarsi la situazione anche in
Senegal, dove in realtà l'epidemia è in corso dallo scorso anno, dopo 8 anni senza aver registrato un caso di
colera. Secondo i dati ufficiali del ministero della sanità di Dakar, dallo scorso ottobre si sono registrati 25.500
casi, 352 dei quali mortali. Con la stagione delle piogge, però, i bilanci sono tornati a subire un'impennata e solo
nei primi 3 giorni di questa settimana nel paese sono stati riportati 433 nuovi casi e 12 morti. L'Organizzazione
mondiale della Sanità ha definito "eccezionale" l'ondata di epidemie di colera che quest'anno stanno colpendo
l'Africa e soprattutto la sua regione occidentale. Secondo l'ultimo bilancio redatto dall'organismo sanitario
internazionale sono quasi 50.000 i contagi e 800 le vittime che le epidemie di colera hanno causato negli ultimi
tre mesi nella sola Africa occidentale. Da quest'estate il colera ha fatto la propria apparizione in Burundi, Benin,
Mali, Senegal, Uganda, Niger, Nigeria, Guinea, Guinea Bissau, Burkina Faso, Liberia, Repubblica democratica
del Congo, Mauritania e Sierra Leone. (MISNA)
46 - COSTA D'AVORIO 15/10/2005
CACAO, COTONE E DIAMANTI: I COMMERCI "INSANGUINATI" DEI RIBELLI
Un intenso e lucroso contrabbando di cacao, cotone e diamanti continua a essere condotto dai ribelli del nord
della Costa d'Avorio, alimentando un 'mercato nero' illegale con i Paesi confinanti usato per finanziare la
guerriglia. Lo sostiene un rapporto di tre esperti nominati dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, di cui l'agenzia
'Reuters' ha fornito un'anticipazione. Non solo, ma comandanti delle cosiddette 'Forze Nuove' - il movimento
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politico dei gruppi ribelli insorti nel settembre 2002 e che da allora controllano il centro-nord del Paese -
traggono vantaggi personali dai traffici illegali. Gli esperti sostengono che il conflitto in Costa d'Avorio assomigli
sempre più ad altre guerre che in questi anni hanno seminato morte e distruzione a causa delle risorse naturali
ad altre latitudini dell'Africa. Il cacao ivoriano, affermano, sta alimentando la guerra proprio come accadde con i
minerali in Liberia, Sierra Leone, Angola o Repubblica democratica del Congo. L'Onu aveva chiesto agli esperti
di verificare il bando alle vendita di armi verso la Costa d'Avorio: ne è risultato che le spese militari governative
sono molto elevate e che alcuni funzionari hanno dimostrato negligenza nell'individuare acquisti di materiale
bellico e nella gestione delle risorse naturali. Tuttavia le autorità ivoriane si sono dimostrate pronte alla
collaborazione con gli esperti dell'Onu, mentre i ribelli non ne hanno fornita. Le 'Forze Nuove', per esempio, non
hanno mai consegnato alla missione di pace dell'Onu in Costa d'Avorio (Onuci, che conta oltre 6.000 caschi blu)
una lista delle armi in loro possesso, quando invece il Consiglio di sicurezza ne aveva chiesto un dettagliato
elenco. Tra le attività più floride di contrabbando c'è il cacao, di cui la Costa d'Avorio fino a tre anni fa era il
principale produttore mondiale. Sembra che almeno 150.000 tonnellate siano state esportate in modo illegale
soprattutto verso il Ghana, ma anche in direzione di Togo e Burkina Faso; il cotone - scrivono gli esperti
dell'Onu - prende invece la via del Mali e del Burkina, malgrado una promessa non mantenuta del leader dei
ribelli Guillaume Soro di bloccare questi traffici illeciti. Dal nord, infine, verrebbero esportati illecitamente anche
diamanti, nonostante un divieto governativo che ne proibisce la commercializzazione, ma nelle aree sotto
controllo delle 'Forze Nuove' le autorità statali non hanno ormai alcun potere da oltre tre anni. Il team dell'Onu si
dice convinto che dai diamanti i ribelli ottengano "importanti guadagni"; le entrate sono arrotondate anche dal
sistema di tassazione - ovviamente illegale - imposti ai veicoli che accedono alle zone del centro-nord sotto il
loro controllo nei numerosi posti di blocco. (MISNA)
47 - 2006 World Cup tables (BBC SPORT)
The draw also acts as qualifying for the 2006 African Nations Cup
2006 World Cup qualifiers: Togo, Ghana, Ivory Coast, Angola, Tunisia.
2006 African Cup of Nations qualifiers: Egypt (as hosts), Togo, Senegal, Zambia, Ghana, DR Congo, South
Africa, Ivory Coast, Cameroon, Libya, Angola, Nigeria, Zimbabwe, Tunisia, Morocco, Guinea
48 - MONDO 18/10/2005
'TRANSPARENCY INTERNATIONAL': LA CORRUZIONE PROVOCA POVERTÀ
Sono Ciad e Bangladesh a guidare la lista di Paesi più corrotti al mondo, secondo il rapporto annuale di
'Transparency International' (Ti), organizzazione non governativa (ong), con sede centrale a Berlino. In oltre due
terzi dei 159 Stati monitorati da Ti l'indice di percezione della corruzione (Cpi, l'acronimo in lingua inglese),
basato su interviste a uomini d'affari stranieri, analisti e scienziati, è pari a 5 su una scala da 0 a 10: i due Paesi
al fondo della lista registrano un Cpi di 1.7, seguiti al terzultimo posto dalla Nigeria, il primo produttore di greggio
africano; il meno corrotto - l'Islanda - è a quota 9.7. "La corruzione è la principale causa della povertà, una
barriera che impedisce di superarla. I due fenomeni si alimentano l'un l'altro stringendo le popolazioni nel
cerchio della miseria" si legge nel rapporto di Ti. Se è il Sud del mondo ad avere principalmente bisogno di
migliorare i propri standard, i Paesi ricchi - secondo Ti - devono assumesi le proprie responsabilità investigando
e perseguendo le aziende pubbliche o private sospettate di corruzione. Rispetto al 2004 la percezione della
corruzione è aumentata in Costa Rica, Gabon, Nepal, Papua-Nuova Guinea, Russia, Seychelles, Sri Lanka,
Trinidad e Tobago e Uruguay: gli ultimi posti della classifica sono occupati invece da Haiti, Myanmar,
Tukmenistan, Costa d'Avorio e Angola. Solo in Africa ogni anno il giro della corruzione ammonta a 148 miliardi
di dollari, pari a circa la metà del debito estero dei Paesi del Continente stimato dal Fondo monetario
internazionale (Fmi) in 284 miliardi di dollari. (MISNA)
49 - CUBA 19/10/2005
COOPERAZIONE SUD-SUD: ALL'AVANA ACCORDI CON MALI E NIGERIA
Turismo, celebrazioni e la firma di accordi di cooperazione hanno caratterizzato l'incontro all'Avana tra il
presidente cubano Fidel Castro e il suo omologo del Mali Amadou Toumani Touré. In eccellenti rapporti dal
1966 (dopo aver firmato il primo accordo diplomatico nel 1960) i due Paesi hanno firmato nuovi memorandum
d'intesa in materia di cooperazione nei settori dell'educazione, della formazione tecnica e della salute. In
particolare, l'Avana ha accettato di aumentare il suo impegno in Mali nella prevenzione e nella cura di problemi
oculistici, dell'Hiv/Aids, della malaria e di altre malattie che ogni anno provocano gravi perdite tra la popolazione
maliana. I ministri degli Esteri, dell'Economia e della Cooperazione di Cuba e Nigeria si sono incontrati sempre
nella capitale cubana per mettere a punto i dettagli di nuovi accordi bilaterali di cooperazione nei settori
economico, tecnico-scientifico, educativo e universitario. Mentre i rapporti di cooperazione con il Mali pesano
soprattutto sulle casse cubane, con la Nigeria il rapporto di scambio è basato soprattutto sul greggio, di cui
l'Avana è importatrice per buona parte del suo fabbisogno: il governo nigeriano garantirà così una fornitura di
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petrolio all'Avana e quest'ultima invierà in Africa tecnici, medici e insegnanti, sulla base di modalità operative
ormai perfettamente rodate negli ultimi decenni.(MISNA)
50 - MONDO 20/10/2005
LIBERTÀ DI STAMPA, SEGNALI POSITIVI DALL'AFRICA
L'Africa ha registrato nel 2005 progressi in materia di libertà di stampa, grazie soprattutto alla lotta contro
l'impunità e alla soppressione delle pene carcerarie per reati come la diffamazione a mezzo stampa o la
pubblicazione di notizie false: lo si legge nella 'Classifica mondiale della libertà di stampa' pubblicata oggi
dall'organizzazione non governativa (ong) 'Reporters sans frontières' (Rsf), dove al fianco di Paesi
tradizionalmente ben piazzati nella lista come il Benin (25° su 167 Stati), si situano Capo Verde (29°), Sudafrica
(31°), Mauritius (34) e Mali (37°); anche Mozambico, Repubblica centrafricana, Angola, Guinea Bissau e Liberia
sono in crescita in quanto a rispetto delle regole democratiche sull'informazione. In discesa sono invece
Gambia (130°), seguito da Sierra Leone, Repubblica democratica del Congo, Zimbabwe e Somalia (149°);
L'Eritrea conquista la 'maglia nera' del Continente, al 166° posto, davanti alla Corea del Nord e dopo il
Turkmenistan. "In questi Paesi la stampa privata non esiste e la libertà di espressione è nulla. I giornalisti dei
media ufficiali fanno solo propaganda per lo Stato. Qualsiasi eccezione è severamente punita" sostiene Rsf.
L'Asia orientale (Myanmar, Cina, Vietnam, Laos), l'Asia centrale e il Medio Oriente (soprattutto Iran, Irak - dove
almeno 24 operatori dell'informazione sono stati uccisi dall'inizio dell'anno e 72 dall'inizio del conflitto nel marzo
2003 - Arabia Saudita e Siria) restano le regioni più difficili del pianeta per l'esercizio della libertà di stampa a
causa della repressione delle autorità o della violenza dei gruppi armati. Anche alcune democrazie occidentali
hanno fatto qualche passo indietro: gli Stati Uniti (44° posto) hanno perso oltre 20 posizioni principalmente a
causa della detenzione della reporter del 'New York Times' Judith Miller e di misure giudiziarie che minacciano
la riservatezza delle fonti. Sono scesi anche Canada e Francia, mentre i Paesi dell'Europa settentrionale
(Danimarca, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi) sono in cima alla classifica: i meglio 'piazzati'
per gli altri Continenti sono Nuova Zelanda (12°), Trinidad e Tobago (12°) e Corea del Sud (34°), oltre al Benin.
(MISNA)
51 - GUINEA 25/10/2005
COPRIFUOCO E CENTINAIA DI FERMI DOPO SCONTRI NEL SUD
Resta alta la tensione in Guinea dopo gli scontri avvenuti la scorsa settimana nel sud del paese, provocando
diversi feriti: lo hanno riferito fonti ufficiali, spiegando che l'esercito guineano ha fermato un centinaio di persone
e imposto il coprifuoco nella città meridionale di Nzerekore. I combattimenti erano iniziati la scorsa settimana nel
quartiere di Gonia quando gruppi di giovani appartenenti all'etnia konia hanno preso di mira alcuni membri del
gruppo guerze. Due case erano state danneggiate e nei giorni successivi erano proseguiti fino a venerdi notte.
Le forze dell'ordine sostengono che adesso la situazione è sotto controllo e affermano di aver avviato
un'indagine per individuare i responsabili delle violenze. Guidata con il pugno di ferro da 21 anni dall'anziano
generale Lansan Conté, la Guinea è periodicamente teatro di scontri che, secondo alcuni osservatori,
potrebbero esplodere in caso di possibile uscita di scena del presidente e improvviso cambio di scenario
politico. Da tempo si rincorrono voci e preoccupazioni sulla possibilità che anche la Guinea sprofondi in un
violento confronto politico-istituzionale; alle tensioni interne, infatti, si affianca anche l'instabilità in cui versano i
paesi vicini (Liberia e Costa d'Avorio). Paesi divisi dai confini più porosi e turbolenti dell'intero
continente.(MISNA)
52 - SIERRA LEONE 25/10/2005
LIBERTÀ DI STAMPA: PROMESSE DEL PRESIDENTE E DUBBI DEI GIORNALISTI
Ha provocato perplessità tra i giornalisti e gli operatori dell'informazione locale la lettera inviata alla
'Commissione indipendente sui mass-media'dal presidente della Sierra Leone Ahmad Tejan Kabbah che
intenderebbe emendare la controversa legge sulla stampa del 1965. In base all'attuale normativa, a ottobre
dell'anno scorso è stato condannato a quattro anni di detenzione il giornalista Paul Kamara per una causa
intentata dallo stesso presidente Kabbah, che si era ritenuto diffamato da un articolo pubblicato nel 2003. "La
maggior parte dei giornalisti preferisce ora aspettare e vedere" dice alla MISNA Charles Davies, direttore del
periodico cattolico 'Christian Monitor' di Freetown. "Si sa che Kabbah spesso promette e non mantiene"
aggiunge Davies. In base alla lettera che il presidente ha inviato alla Commissione per i media potrebbe essere
istituita "una sorta di 'assicurazione' per gli editori nel caso di violazione di alcune norme" precisa Davies. La
vecchia normativa, più volte condannata dalle organizzazioni locali e internazionali per la libertà di stampa,
prevede fino a 7 anni di carcere per il giornalista e la chiusura della testata nel caso di pubblicazione o
diffusione di materiale che provochi "disaffezione pubblica" verso il presidente o altri funzionari. Il procuratore
generale Oladipoh Robin Mason, favorevole all'attuale legge sulla stampa, ha però precisato che
l'emendamento "promesso" dal capo di Stato riguarderà solo il reato di diffamazione e non il resto della
normativa. (MISNA)
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53 - LIBERIA 25/10/2005
MONROVIA, SOLDATI PROTESTANO DAVANTI MINISTERO DIFESA
Alcune centinaia di soldati dell'esercito regolare hanno innalzato dei blocchi stradali con mattoni e pneumatici
davanti al ministero della Difesa nella capitale Monrovia, chiedendo che il governo paghi loro la 'buona uscita'
prima di smantellare parte delle forze armate. Gli uomini, tutti in abiti civili, sono una piccola parte delle migliaia
di soldati che presto dovranno essere smobilitati per creare le nuove forze di difesa liberiane, incluse la marina
e l'aviazione. Due mezzi corazzati della missione Onu in Liberia (Unmil) proteggono l'edificio e la situazione
appare sotto controllo. Fonti della MISNA a Monrovia precisano che questo tipo di proteste sono già avvenute
nel giugno scorso e si ha l'impressone che i dimostranti vogliano approfittare di questo momento di attenzione
internazionale per fare pressione sul governo, mentre si avvicina la data del ballottaggio nelle elezioni
presidenziali già fissato per il prossimo 8 novembre. Ad agosto è stata completata la smobilitazione di 8.000
soldati irregolari dopo che anche i ribelli del Lurd e del Model - protagonisti della guerra civile - avevano
consegnato le armi; ma finora la mancanza di fondi ha reso più difficile avviare la 'messa a riposo' di migliaia di
ex combattenti che hanno servito l'esercito regolare durante i 14 anni di conflitto interno, terminato nel 2003 con
l'uscita di scena del presidente Charles Taylor. (MISNA)
54 - SIERRA LEONE 26/10/2005
RAPPORTO ONU PER LA PACE: DIRITTI UMANI E LEGGI 'AD HOC'
Per evitare che la partenza della missione dell'Onu - nota come Unamsil - alla fine dell'anno sia seguita da una
nuova guerra civile, l'Alto commissariato per i diritti umani (Ohchr) ha presentato un rapporto all'Assemblea
generale di New York chiedendo la sollecita creazione di gruppi per la difesa e la diffusione dei diritti umani,
oltre all'adozione di leggi ad hoc per garantire sia le minoranze sia le parti più deboli della società. Poiché "la
marginalizzazione e l'esclusione sono state le cause sotterranee del conflitto" in Sierra Leone, si legge nel
documento dell'Ohchr, è necessaria sia la creazione di gruppi per il controllo del rispetto di tutti i diritti sia un
impegno legislativo per ridurre o eliminare tutte le cause di scontento, dalla scarsa difesa di donne e bambini
all'impunità della corruzione fino agli squilibri e ai problemi strutturali della giustizia. "La società civile in Sierra
Leone è ancora considerevolmente debole e ha bisogno di formazione, sostegno per la sua crescita e ogni
sorta di appoggio" si legge sempre nel documento, in cui si richiede una presenza massiccia e attenta dell'Onu
e della comunità internazionale per controllare attentamente un Paese "con una miriade di problemi aperti in
materia di diritti umani", tra i quali lo sfruttamento del lavoro minorile e l'infibulazione (MISNA)
55 - AFRICA 26/10/2005
'GAMBE IN SPALLA!', PARTE IL GIRO CICLISTICO DEL BURKINA FASO
Sono 11 le squadre africane che si disputeranno con altre sei formazioni europee e una giapponese la 19°
edizione del 'Tour du Faso', principale gara ciclistica dell'Africa Occidentale che parte oggi da Ouagadougou. Il
percorso di 1381 chilometri, tracciato a forma di stella attorno alla capitale burkinabé, prevede per la prima volta
una tappa nel sudovest del Paese, a Gaoua, che presenta dislivelli rari nel paesaggio sostanzialmente
pianeggiante affrontato dai corridori. Il vincitore dello scorso anno, Abdoul Wahab Sawadogo, primo burkinabé a
figurare nel 'palmares' da quando il giro è organizzato con la collaborazione del 'Tour de France' nel 2001, si
presenta in forma dopo mesi di allenamento 'all'europea' con la squadra 'Côtes de Légends'. Ma l'intero plotone
avrà gli occhi puntati su di lui: secondo le indicazioni emerse dall'ultimo 'Tour du Sénégal', Sawadogo, tuttavia,
dovrà temere il camerunese Pascal Bouba, oltre ai senegalesi Malick Thiam e Olivier Keita. Il pericolo potrebbe
arrivare anche dai temibili avversari della squadra dell'Angola, vincitrice di due tappe nel 2004. "Il 'Tour du Faso'
è motivo di grande fierezza per il Burkina, per tutto il ciclismo africano e per coloro che hanno contribuito a
costruirlo. Siamo orgogliosi di vedere che l'interesse a questa competizione ha oltrepassato largamente i confini
del nostro Paese conquistando i cuori degli europei, degli asiatici e in parte anche dei latinoamericani che
hanno espresso il desiderio di poter partecipare alle prossime elezioni" ha detto il ministro burkinabé dello
Sport, Jean-Pierre Palm. (MISNA)
56 - COSTA D'AVORIO 26/10/2005
OPPOSIZIONE ANNUNCIA RITIRO DA GOVERNO
Il capo della coalizione di opposizione della Costa d'Avorio, ha chiesto ai partiti che la compongono di
sospendere la partecipazione all'attività del governo a partire da oggi, in vista della creazione di un nuovo
esecutivo. Alphonse Djedje Mady, portavoce dell'alleanza conosciuta come 'G 7', ha anche espresso
apprezzamento per la risoluzione dell'Onu che accoglie la proposta dell'Unione africana di prolungare di un
anno il mandato del presidente Laurent Gbagbo. Parlando con i giornalisti ad Abidjan, ha aggiunto tuttavia che
l'incarico di primo ministro del governo di transizione deve essere affidato all'opposizione. Ieri il Fronte popolare
ivoriano del presidente Ggbago, salutando come positiva la decisione dell'Onu, aveva invitato tutti i partiti a "non
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sprecare tempo" nella scelta del nuovo capo del governo, che dovrebbe essere gradito a tutte le forze politiche.
Il mandato di Gbagbo scade oggi: il 30 ottobre si sarebbero dovute svolgere elezioni presidenziali utili a
risolvere la crisi iniziata col tentato golpe del settembre 2002, ma sono state rinviate per la lentezza del
processo di pace. (MISNA)
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